Author Topic: Prandelli: “Grande Italia, Monto uno dei migliori”  (Read 2458 times)

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Montolivo: “Con la Germania partita speciale”

CRACOVIA, 26 GIU – Italia-Germania per Riccardo Montolivo sara’ ‘una partita speciale, non posso nascondere che in me c’é una piccola parte di Germania: mia madre e’ tedesca e fino a 15 anni ho passato tutte le estati dai miei nonni vicino ad Amburgo. Ho molti amici ma mi sento italiano’. Montolivo riconosce il valore degli avversari ma e’fiducioso: ‘la Germania – aggiunge – e’ una squadra che gioca piu’ a calcio: avremo piu’ difficolta’ in fase difensiva, ma anche piu’spazio in fase offensiva’.
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Italia-Germania, ovvero un intreccio di record…

La semifinale Italia-Germania racchiude, in sé, una serie di interessanti risvolti storici e statistici che impreziosiscono ulteriormente l’importanza di questo match. Quello più evidente riguarda un dato che riguarda l’Italia. Ci stiamo riferendo al fatto che, paradossalmente, la Nazionale azzurra non sia mai riuscita a segnare un gol e, di conseguenza, a vincere, nei tempi regolamentari, una semifinale del Campionato Europeo. Nel 1968, infatti, l’Italia superò l’Unione Sovietica solo grazie al favorevole lancio della monetina, dopo che, sul campo, la gara terminò 0-0. L’URSS si vendicò, sempre in semifinale, 20 anni dopo in Germania, quando rifilò un perentorio 2-0 agli azzurri. Nel 2000 l’Italia riuscì ad accedere alla finale dopo che aveva superato ai calci di rigore l’Olanda in semifinale, al termine di una gara terminata, nei tempi regolamentari, 0-0.

Un altro interessante dato che rileviamo è l’imbattibilità assoluta della Nazionale italiana nelle gare disputate in questa edizione dell’Europeo: su 14 gare giocate fra qualificazioni e fase finale l’Italia ha raccolto 9 successi e 5 pareggi. Trattasi di record assoluto della nostra storia in fatto di gare utili consecutive in una manifestazione ufficiale.

Nel corso di questa edizione dell’Europeo, sempre considerando anche la fase di qualificazione, c’è da evidenziare come, oltre l’Italia, siano imbattute anche la Germania, l’Inghilterra e la Spagna.

L’Italia, però, può vantare un altro primato, storico se vogliamo, ovvero il minor numero di reti subite: solo 4 in 14 gare ufficiali valide per Euro2012. La Spagna, attuale miglior difesa della fase finale con un solo gol subito, conta, in totale, 7 gol subiti, mentre la difesa tedesca ha già subito 11 reti (di cui 4 nella fase finale).

Attenzione, però, proprio ai tedeschi che possono vantare due record molto importanti in questa edizione dell’Europeo. La Germania, infatti, ha vinto tutte le 14 gare disputate (10 nelle qualificazioni e 4 nella fase finale) ed ha segnato 43 gol. Nessuno ha fatto meglio.

Un obiettivo in più della Nazionale italiana è anche quello di cogliere la prima vittoria assoluta a Varsavia dove, in passato, l’Italia non è mai riuscita a vincere, conseguendo 2 pareggi ed una sconfitta, nelle 3 gare disputate contro la Polonia.

Prandelli è chiamato anche a vincere la prima gara assoluta contro la Germania in un campionato Europeo. Il bilancio attuale è di due gare disputate ed entrambe pareggiate (1-1 nel 1988 e 0-0 nel 1996). Non solo. La Nazionale italiana deve mantenere anche l’imbattibilità storica contro i teutonici: su 7 gare disputate fra Coppa del Mondo e campionato Europeo gli azzurri hanno vinto 3 gare e pareggiate 4.

Chiudiamo con una curiosità: sia Germania che Italia possono vantare una sola sconfitta conseguita nelle semifinali di un campionato Europeo, entrambe maturate nell’edizione del 1988. L’Italia, come detto, venne superata dall’URSS, mentre l’Olanda ebbe la meglio sui tedeschi.

ROBERTO VINCIGUERRA
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Italia-Germania: azzurri col lutto al braccio

Gli azzurri domani, nella semifinale di Euro 2012 contro la Germania, giocheranno con il lutto al braccio per omaggiare Manuele Braj, il militare 30enne ucciso lunedì scorso in Afghanistan.
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Prandelli: “Con la Germania rischieremo qualcosa”

”Rischieremo qualcosa, ma faremo gioco. Non possiamo tornare indietro, l’unica via è questa”. Lo ha detto Cesare Prandelli alla vigilia di Italia-Germania, semifinale di Euro 2012. ”Dite che sono più giovani e segnano di piu’? E allora che facciamo, andiamo a casa? No, noi ce la giochiamo”. Poi, ad una domanda su che cosa sogna, il ct ha risposto: ”Sinceramente, quando chiudo gli occhi e sogno, vedo cose fantastiche; per la partita contro la Germania sogno una serata magica”.

 
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Balotelli bum-bum, Germania ancora battuta 2-1

Italia in vantaggio per 2-0 al termine di un primo tempo giocato bene dagli azzurri. In gol sempre Balotelli incontenibile per i centrali difensivi tedeschi. Nella ripresa ancora l’Italia sugli scudi che però sbaglia tre reti abbastanza semplici e rischia solo quando all 92′ l’arbitro concede un rigore realizzato di Ozil. Finisce 2-1, ancora una volta Italia proibita per la Germania.
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Prandelli: “Partita perfetta, sogniamo ancora”

«Cosa accadrà adesso? Ah, certo, la Spagna è favorita, ha esperienza di finali e possiede una qualità di gioco che noi non abbiamo. Ma contro i tedeschi noi siamo stati perfetti. I significati extra di questa partita coi tedeschi? Agli italiani dico che questa squadra sta dimostrando cosa siamo capaci di fare come popolo, come gruppo, quando non molliamo…».(Cesare Prandelli, Varsavia, 28 giugno). Qualcuno ricorda Bobby Fischer? Era americano, un grandissimo campione di scacchi. Era un maniaco della preparazione. Cesare Prandelli è come Bobby Fischer. Ha costruito il capolavoro, l’ennesimo, nei giorni brevi e convulsi che portavano dall’Inghilterra alla Germania. «Beh, i ragazzi meritano i complimenti, perché sono riusciti a fare sul campo quello che avevamo impostato –sospira il ct— Prendete Cassano: doveva cercare l’uno contro uno e l’ha fatto. Prendete Montolivo: gli avevo chiesto di tenere un certo tipo di posizione e l’ha fatto. Una serata fantastica…»

‘No panico’. Ave Cesare, morituri te salutant, eccetera. Solo che qui non si muore mai, per fortuna. Nemmeno col veleno nella coda, il rigore di Ozil, il recupero che minacciava di dilatarsi. Prandelli sa di calcio e sa di emozioni: «Nel quarto d’ora finale non ne avevamo più. Abbiamo pagato lo sforzo con gli inglesi, i supplementari, i rigori. Ci stava. Ma non siamo andati nel panico. Certo, con il terzo gol ci saremmo risparmiati un po’ di angoscia…». Vabbè, poi chiedono e chiediamo di Balotelli superstar: «E’ uscito per un problema fisico, lo avete visto. Mica comincia qui la carriera di Mario, io ho sempre sostenuto che è un giocatore capace di fare la differenza». Sulla Spagna, solo miele: «Sono favoriti, giocano finali da quattro anni, io ho un gruppo con poca gente esperta a quel livello. Ma ci proveremo». Sta a vedere che le Furie Rosse rimpiangeranno di non aver mangiato il biscotto con croati!
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Balotelli si scioglie: “Due gol per mia madre”

L’ultimo pensiero che ci accarezza in una notte così è la sensazione di essere entrati a far parte di un futuro che ci sopravviverà. Possiamo dirlo: ora l’Italia di Prandelli è diventata pietra di paragone, materia per un’anedottica che lasceremo in eredità agli innamorati del calcio. Siamo convinti che ci saranno almeno tre generazioni che, ricordando questo Italia-Germania, si chiederanno l’un l’altro: «Ma tu dov’eri quando vincemmo a Varsavia con la doppietta di Balotelli?». Bellissimo. Dopo Messico 1970, Spagna 1982 e Germania 2006, ora cresceranno bambini che potranno dire «io c’ero», sia pure davanti a uno schermo tv. E avranno la fortuna di assaporare il ricordo di aver visto Mario segnare ed esultare come un ragazzo qualsiasi, segnare ancora e giocare a fare il supereroe, mostrando i muscoli in stile Hulk, come avevano fatto prima di lui Adriano e Ibrahimovic.

Il bacio alla mamma

Ecco, la chiave forse potrebbe essere in questo bivio che la memoria gli ha riproposto. La fenomenologia di Balotelli racconta come finora sia parso in bilico fra il rischio di dissipazione del talento (Adriano) e la certezza della presa d’atto (Ibra). A Varsavia, perciò, forse è nato il nuovo SuperMario, la garanzia. Un grazie, perciò, va d’ufficio a quella donna che in tribuna si sfarina per l’emozione. È Silvia Balotelli, la madre, la persona che più di ogni altro sa entrare in sintonia con le emozioni di quel figlio ruvido e fragile, a cui la vita ha lasciato addosso cicatrici che non riusciremo mai a contare, e che adesso — sia pure a pari merito — è persino capocannoniere dell’Europeo. E allora, a fine partita, c’è un universo di parole nel modo in cui il gigante nero abbraccia e bacia la mamma, che a occhi chiusi si sporge sul campo.

Attenta Spagna

«Questa è stata l’immagine più bella della mia serata, la più emozionante della mia vita — dice infatti Mario —. A mia madre ho detto: “Questi gol sono per te”. Ha aspettato tanto. Alla sua età è venuta fino a qui per me insieme alla mia famiglia e io l’ho fatta contenta. In finale, poi, ci sarà anche mio padre Franco e così cercherò di farne 4 e non solo 2. Io capocannoniere? Conta prima divertirsi e poi segnare. I gol? Sul primo Cassano è stato fantastico: solo lui è capace di fare cose del genere. E ho anche esultato, lo avevo promesso ai miei compagni e l’ho fatto per loro. Qualcuno si è arrabbiato perché ho tolto la maglia? Forse perché ho mostrato il fisico e sono gelosi… Sul secondo, dopo l’assist di Montolivo, ho tirato forte, avevo tanta rabbia. Quando sono uscito avevo i crampi, ho detto a Prandelli che potevo fare altri 5′, ma va bene così. Ora c’è la finale. Speriamo di vincere. Dopo il successo in Premier sarebbe un anno fantastico. Contro la Spagna dobbiamo solo stare tranquilli e giocare il nostro calcio. In fondo finora siamo stati gli unici a farle gol. Tornare in Italia? Spero di farlo domenica per festeggiare insieme a tutti gli italiani, ma per ora resto a giocare in Inghilterra». E allora continua a far gol in azzurro, Mario. Così proveremo a soffrire meno di nostalgia. Ma non siamo sicuri che basterà.
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La gioia degli altri azzurri, Montolivo: “Ho i brividi”

Palla c’è, palla non c’è. Antonio Cassano ha fatto ammattire i panzer tedeschi: giochi di prestigio affinati tra i vicoli di Bari Vecchia, ma patrimonio del dna di un campione. Il gol che spacca la partita nasce così: invenzione di Fantantonio sulla fascia sinistra, Hummels e Boateng vedono sparire Cassano in un attimo. E quando provano a contrastarlo, lui ha già pennellato in mezzo un pallone al bacio per Balotelli. C’era scritto su: «Prego, infilare nella porta della Germania». Missione compiuta. Ma la partita del milanista è stata ricca di altre finezze per smarcare i compagni. Non sempre gestite alla perfezione (vero Montolivo?), ma utili per mettere paura alla difesa. E infatti i centrali hanno iniziato a non entrare più come carri armati.

Silenzio e parole

Nella ripresa Cassano è un po’ calato, ma sembrava ancora in grado di sprazzi decisivi quando Prandelli lo ha richiamato in panca. Poco male, tutte energie risparmiate in vista della finale. E Antonio ha voglia di stupire ancora. L’applauso rivolto ai tifosi e quelli mani a ringraziare vogliono dire una sola cosa: «A Kiev vi farò divertire di nuovo». Antonio ha poi scelto il silenzio, solo qualche frase in dialetto ai compagni prima di andare al bus. Se questo è il prezzo da pagare per vincere, va bene così per dirla alla Vasco Rossi. Le parole d’elogio arrivano da Di Natale, il terzo uomo dell’attacco. «Cassano è un fenomeno: con lui ho un rapporto speciale. Balotelli? Gli sono sempre stato vicino: grande campione e bravissimo ragazzo». Montolivo aggiunge: «È stata una sfida speciale fin dall’inizio: primo tempo super. Gli italiani festeggiano in piazza? Ho i brividi. Spagna favorita? Forse…».

Muro azzurro

Ma per arrivare a giocarsi Euro 2012 servono molte cose. Serve chi costruisce, chi finalizza, ma poi serve la diga per arginare le ondate degli avversari. Ieri su quella diga i tedeschi sono andati a sbattere come falene sui lampioni. Solo un rigore fiscale ha dato una soddisfazione inutile a Özil. Chiellini spiega e aggiunge un pensiero da libro Cuore: «Alla vigilia ero tranquillo, però 10 giorni fa era solo una speranza in cui credevano in pochi: devo ringraziare lo staff medico e i preparatori. Stiamo vivendo un sogno e con noi milioni di italiani. Li salutiamo tutti, ma un pensiero va ai terremotati dell’Emilia. Prima di partire, quel giorno lì a Parma abbiamo vissuto delle emozioni incredibili. Paura dopo il 2-1? No, il risultato ci va molto stretto. Era giusto il 3-0». Stoico anche Balzaretti: «Felicissimo per prestazione, vittoria e finale. Ora ci godiamo questa vittoria, poi pensiamo alla finale. Il rigore? Non so cosa ha fischiato, sono sincero. Forse un fallo di mano di Barzagli. Va bene comunque». A proposito, ecco Barzagli: «Noi grandi. Abbiamo sofferto da morire gli ultimi 2 minuti, ma meritavamo noi».
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