Firenze, in migliaia (delusi) davanti ai maxischermi
È finita. Mani nei capelli e occhi sbarrati. Ci abbiamo creduto. Ci abbiamo sperato. Ma ha vinto la Spagna. Quattro gol e addio Europei. Le bandiere ripiegate, le maglie azzurre inzuppate di sudore, il trucco tricolore che scolora per il caldo. Ciao, torniamo a casa. Alla Spiaggia sull´Arno alle otto c´era già il pienone. Gente ovunque, la polvere che ti entra negli occhi. Tutti davanti al maxischermo. Anche il lungarno è bloccato. Seduti sulle spallette ad aspettare l´inizio. L´inno lo cantiamo tutti insieme. Ma è una notte difficile, si capisce subito. Dopo un quarto d´ora la Spagna è già avanti, la rete di Silva ha strozzato l´entusiasmo. «Dai Cesare, regalaci un sogno» urlano laggiù lungo il fiume. Cori da stadio, entusiasmo, applausi. Ma gli azzurri fanno fatica. Chiellini non va. E nemmeno il resto. Che fatica continuare a corre dietro il sogno. Accidenti, quel tiro di Cassano poteva fino dentro. «Cesare Prandelli oh oh oh oh oh». E vai Italia. Slogan da curva, bandiere che sventolano. Ma quanti sono? Difficile dirlo. Mille, forse. E due, la Spagna raddoppia. Gol di Jordi Alba. Stavolta è proprio finita. Firenze non cambia più. Ma che fa Balotelli? Dai, tira. Mi sa che non ce la facciamo a recuperare. La speranza diventa rassegnazione. Silenzio. Rabbia.
Ognuno è ct a modo suo. «Gli azzurri sono un po´ sulle gambe». «Chiellini non doveva giocare». «Io metterei Di Natale». Eccolo Di Natale. Tocco di Montolivo, occasione sprecata. Che fatica. Sguardi persi. E quando esce Thiago Motta e l´Italia rimane in dieci c´è chi inizia ad andare via. Manca mezz´ora alla fine, ma c´è chi non ci crede più. «Comunque siamo arrivati in final». E poi quel coro («Grazie Prandelli») che alleggerisce la delusione. Segna anche Torres. Che disastro. L´arbitro fischia la fine, la gente torna a casa. Peccato Italia.
E anche a Sant´Ambrogio è andata più o meno così così. Davanti al maxischermo di ‘Las Palmas´ sono più di duemila. Quando scatta l´inno tutti cantano: signore con l´abito azzurro, ragazzi con il tricolore pitturato sul volto e perfino un gruppo di studenti americani in maglia azzurra. Anche Ambra, filippina di 17 anni nata in Italia, ha la faccia tricolore Le palme coprono la visuale, si cercano i posti d´osservazione migliori. Ma al 14´ arriva il primo gol spagnolo: un «nooooo» di disapprovazione poi un lungo silenzio. Si applaude Chiellini che esce. Al 28´ il tiro di Cassano è respinto da Casillas, ma la folla si rianima. Si torna a sperare, ci si attende il pareggio: al 32´ ancora un tiro di Cassano respinto dal portare spagnolo. Si grida «Forza, forza», ogni palla lanciata a Balotelli solleva boati. Ma al 40´ è uno shock: il secondo gol spagnolo inietta disperazione: «Non ci credo», «Non è possibile». Scende il gelo, si vede qualche lacrima. L´avvio del secondo tempo riaccende la speranza. Ma solo per poco: l´Italia cala e i musi si allungano. Al 61´ l´infortunio e l´uscita di Motta getta nello sconforto. «Mario facci miracolo», si grida più volte, ma il gol di Torres all´83´ chiude tutto. Qualcuno se ne va anzitempo. Senza neppure vedere il 4-0.