Rui Costa: “A Firenze 7 anni indimenticabili”
Ospite del programma di Sky “I Signori del Calcio”, Manuel Rui Costa ripercorre la sua carriera calcistica dal Benfica – dove è cresciuto – al Benfica – dove ha chiuso la carriera diventando poi direttore sportivo – passando per i 7 anni di Fiorentina e i 5 di Milan. Parole come sempre al miele sulla sua esperienza in viola, a cui rimane legato da sentimenti profondissimi: “Mi ricordo il primo giorno a Firenze, ero un pesce fuor d’acqua perchè non sapevo dove ero e cosa mi aspettava – dice Rui Costa – . La Fiorentina era una squadra tornata in serie A ma con un progetto ambizioso che poi si è dimostrato concreto visto che abbiamo riportato la squadra in Champions League e abbiamo vinto 2 Coppe Italia e una Supercoppa. Ranieri è stato l’allenatore che mi ha insegnato, a livello tattico, a stare nel calcio italiano, poi ho avuto Malesani, Terim, Trapattoni e il giovane Mancini. Mi porterò sempre nel cuore l’affetto che ho ricevuto dalla gente di Firenze e poi anche dai tifosi del Milan, nonostante una prima stagione piena di difficoltà: è questo il mio vanto più grande della carriera, l’essere stato riconosciuto anche come uomo come mi hanno dimostrato quando sono tornato da avversario. Cecchi Gori? E’ stato il primo a credere in me, spendendo tanti soldi per portarmi in Italia. Mi ha voluto un bene dell’anima e ha sempre fatto di tutto per farmi stare bene. Quando sentiva che altri club mi volevano e che c’era la possibilità che lasciassi la Fiorentina, per lui era come una coltellata. Mi ritengo fortunato ad aver giocato insieme a campioni come Batistuta, Inzaghi, Crespo perchè era facile intendersi in campo, e i loro movimenti facilitavano il mio doverli servire. Sono molto legato alle mie origini e ho deciso di fare il direttore sportivo perchè, oltre a piacermi, mi permette di lavorare rimanendo nella mia città con la mia famiglia. Ma mi mancano tante cose dell’Italia, mi manca la gente, mi mancano gli amici e le tradizioni. Sono stato davvero molto bene in quei 12 anni, ero arrivato bambino e l’ho lasciata da uomo con due figli”.