La costruzione del centrocampo somiglia un po´ alla costruzione di un amore: niente di facile, ma se l´incastro ti riesce stai sicuro che hai messo i piedi sulla strada che porta alla felicità. E così anche qui in montagna si lavora per mettere a punto il motore del gioco di questa nuova Fiorentina. Rispetto a un anno fa c´è un giocatore in più, D´Agostino, e una grande domanda che in molti si pongono. Perché se Mihajlovic, come pare, dopo aver pensato al 4-3-3 ha deciso di tornare al 4-2-3-1, forte della permanenza di Vargas (che però non è ancora così sicura) e dei desideri di Montolivo, che arriverà lunedì, resta il dubbio sul fatto che i due titolari davanti alla difesa siano davvero complementari, oppure se siano troppo simili per dare peso a una squadra già concepita in maniera molto offensiva. Insomma, si può fare a meno di un mediano di quelli duri e puri? Oppure Montolivo e D´Agostino posso bastare? Di sicuro il calcio contemporaneo ama questi centrocampisti completi, capaci di rompere e poi ripartire subito con l´idea giusta, atleti capaci di coprire tutto il campo, da un´area all´altra, da un recupero a un tiro in porta. Di solito gente così è figlia di una metamorfosi avvenuta nel tempo. Giocatori nati col dieci sulle spalle non abbastanza offensivi o veloci per poter diventare seconde punte. Ecco allora l´idea giusta per il calcio di oggi: se non puoi trasformare piedi duri in piedi preziosi, puoi però prendere uno che sa giocare la palla e insegnargli a difendere per creare così il giocatore completo. Ciò che fu fatto con Pirlo, da giovane fantasista a regista arretrato capace di illuminare il gioco e anche di dare sostanza. Con le dovute differenze è possibile tirare in ballo anche uno come Schweinsteiger, nato centrocampista di regia, portato poi sulla fascia e quindi reinventato mediano creativo, anche se sia nel Bayern (Van Bommel) che nella nazionale tedesca (Khedira), corre accanto a due giocatori molto fisici e nati più che altro per rompere il gioco avversario. Curioso il fatto che sia Montolivo che D´Agostino siano due ex trequartisti. Il primo ha seguito l´evoluzione tattica del calcio Prandelliano. Partendo da mezzala sinistra e finendo mezzala destra, trovando però il meglio di se stesso nel 4-2-3-1, proprio davanti alla difesa, dove ha fatto benino e salvato la faccia anche con Lippi, prima che il ct cambiasse tutto per tornare velocemente a casa. D´Agostino è un giocatore cresciuto lentamente. Trequartista puro, fu trasformato da Marino in regista arretrato in un 3-4-3 che non prevedeva la presenza di un fantasista. Storie non uguali ma simili. Nella seconda parte del ritiro e nelle prime vere amichevoli capiremo quanto i due possano integrarsi, tenendo sempre conto del fatto che il 4-2-3-1 a conti fatti è un 4-4-1-1 dove gli esterni alti sono chiamati al sacrificio. Sarà un problema di equilibrio, insomma. E forse anche per questo i mediani puri, gente come Bolatti (che comunque alla fine potrebbe anche trovare acquirenti) e Donadel, non dispera di avere l´occasione. Stesso discorso per Zanetti, uno che ha qualità e sostanza, quando la forma lo assiste. Insomma, la coppia D´Agostino-Montolivo di sicuro ha un suo fascino. Il campo ci farà capire se i due potranno davvero vivere l´uno accanto all´altro.
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