Quando Riganò e Portillo fecero la differenza
In piccolo, ma col dovuto apprezzamento, dedichiamo queste quattro righe nel passato di Fiorentina-Chievo Verona a Christian Riganò, figlio di un pescatore di Lipari nelle Eolie, 44 presenze e 23 gol in serie B con i viola, 32 presenze e 30 gol in serie C2, 18 gare e 4 gol in serie A. Sia detto per i tifosi dell’ultima generazione.
Il Chievo Verona, nato nel 1929 come Opera Nazionale Dopolavoro Chievo, raggiunse la promozione nel 2001, si presentò subito a Firenze, segnò due gol, salutò e tornò via. Era una Fiorentina con Taglialatela, Adani, Pierini, Moretti, Rossi, Baronio, Gonzales, Vanoli, Agostini, Ceccarelli, Palombo, Adriano, per ricordarne tanti,ma anche Manninger, Torricelli, Amaral, Morfeo, Nuno Gomes. Mijatovic. Una stagione con ben tre allenatori che si avvicendarono, Mancini, Chiarugi, Ottavio Bianchi. Il Chievo aveva Lupatelli, Lanna e D’Anna ed era allenato da Del Neri. La dedica a Riganò? Per un gol del 2004 (e un altro dello spagnolo Javier Portillo), nella rete di Marchegiani. Tempi lontanissimi, con Roccati e poi Maggio, Obodo, Maresca, Nakata, Valdes. Non proprio la notte dei tempi, ma quasi.