Firenze scaccia la paura
Fiorentina batte paura 2-0, Montolivo torna Montolivo e il Cesena si trasforma nella fata turchina e aiuta i viola nell’impresa di uscire dal tunnel buio nel quale erano entrati da tempo. Si scioglie definitivamente la squadra di Beretta che si fa crocifiggere dal proprio carnefice personale, Moras, in campo dopo un mese (stiramento) proprio per dare il colpo finale a una squadra che già agonizzava. Minuto 17’ del secondo tempo, Montolivo spinge avanti una Fiorentina intontita: apertura per Pasqual, cross e lassù Amauri è anticipato da Moras che mette di testa oltre il povero Antonioli. Sì, formidabile fata turchina che realizza il miracolo che i viola speravano. Loro che avevano al collo il cappio del terrore. Con il Franchi fischiante alla fine del primo tempo (resistevano solo gli ultrà), con Andrea Della Valle che si tormentava le mani e scendeva nella saletta per nascondere la faccia pallida, appunto la paura.
MORAS E NASTASIC - Disastroso Moras in quel suo stacco e in quell’incornata che ammazzava il Cesena e rivitalizzava i viola. Poi, minuto 30, corner di un altro redivivo (Vargas), sponda di Natali per il giovane Nastasic e due a zero definitivo e Cesena nel sepolcro. Una vittoria che offre alla Fiorentina una bombola di ossigeno. Resta una squadra brutta, che deve sperare sempre che almeno a uno dei suoi campioni (ma praticamente già ex rispetto ai colori che portano addosso) torni la memoria. Questa volta è tornata a Montolivo che forse sferzato dalla critica ha voluto dimostrare anche a se stesso che è lui il vero capitano della Fiorentina, almeno così tutti lo riconoscono, sempre che lui dimostri di avere la voglia e la determinazione di un tempo. Ieri è andata così, ieri era di nuovo Montolivo. Un ritorno fondamentale considerate le difficoltà generali della squadra viola.
JOVETIC KO - E pensare che l’intera giornata mica era iniziata bene per la Fiorentina. Minuto 17’, Stevan Jovetic scuote la testa e chiede il cambio. Si tocca insistentemente la gamba destra e si porta sull’out (distrazione flessore gamba destra). Ci resterà per circa tre minuti perché il suo sostituto, Cerci, non è pronto. Sulla panchina sale la tensione, Rossi sacramenta, idem Ripa. Poi il romano entra in un letto di fischi. Peggio non poteva iniziare. Per Jovetic è l’ennesimo stop, piccole cose ma il montenegrino continua a camminare sulla lama tagliente del rischio infortunio. Si sapeva che sarebbe potuto essere così ma senza Jovetic la Fiorentina rischia di dimezzare le sue potenzialità in fatto di gol. Così è stato un primo tempo di niente. Con Rossi a cercare una squadra, prima il 3-5-2 con appunto Jovetic accanto a Amauri, poi con Cerci, infine con il tentativo di tornare al 4-3-2-1 mettendo dentro anche Vargas al posto di Salifu. Caos generale. Intanto, pure Beretta faceva del suo per complicarsi la situazione. Fallimentale Del Nero fra le linee che si perdeva in continuazione e con Iaquinta solo soletto. Forse Martinez avrebbe fatto meglio (nella ripresa qualche piccola scintilla si è vista) e comunque anche Comotto nonostante la buona volontà rischiava di restare nella terra di nessuno. Parolo su Montolivo perdeva indiscutibilmente il faccia a faccia. Eppure senza quell’autogol forse il Cesena sarebbe uscito indenne. Infine Mutu. Decisione tecnica? Una sorta di suicidio assistito. Con il romeno forse la paura della Fiorentina si sarebbe potuto trasformare in terrore.
IN DISCESA - Certo che poi l’autogol di Moras ha modificato il piano inclinato della gara e i viola si sono trovati di colpo in discesa. Facile colpire un Cesena a questo punto arreso, senza forza, con la sola soluzione tattica di cercare Iaquinta con lunghi lanci, costretto a intercettare e aspettare che la sua squadra riuscisse a salire. Oppure qualche dribbling più efficace di Martinez quando però il Cesena era già deceduto. Così i contropiede di Vargas, l’assist di Cerci per Cassani, la deviazione di piede di Antonioli su Cassani e subito dopo il corner di Vargas corretto da Natali e messo in gol per la definitiva tumulazione del risultato da parte di Nastasic. Finiva così la paura dei viola e i suoi tifosi lanciavano un sarcastico «Resteremo, resteremo in serie A» e qualche insulto ai Della Valle.