E Amauri scalpita: prepara già la sfida all'amico Iaquinta
Amauri è pronto per scendere in campo. La leggera contrattura muscolare agli adduttori della coscia non fa più paura. Forse, a ben guardare, non ha fatto mai eccessiva paura. La precauzione, però, è stata d'obbligo. Sia perché Amauri prima di arrivare a Firenze era reduce da nove mesi di inattività - si è allenato, sì, ma con i ragazzi della Primavera della Juventus e, soprattutto, senza mai disputare neppure una competizione ufficiale -, sia (e forse più) perché Amauri è l'unico centravanti di cui dispone la Fiorentina. C'è Jovetic, è evidente, c'è Ljajic e c'è pure Cerci, ma nessuno fino al trasferimento del brasiliano era in grado di portarsi in giro le difese, di calamitare a sé la maggior parte delle attenzioni degli avversari.
CONTRO UN AMICO - Amauri, fermo ancora a zero gol in 356 minuti giocati, se non altro ha riempito il doppio vuoto lasciato da Alberto Gilardino e Santiago Silva. Rossi non ha voluto rischiarlo, ma, salvo complicazioni dell'ultima ora, sarà a disposizione per la gara contro il Cesena, domenica al Franchi. Si troverà a dover affrontare la squadra dell'ex compagno, Vincenzo Iaquinta. Qualche tempo fa ci raccontò di essere certo che Vincenzone, che lo chiamò scherzosamente, sarebbe riuscito a regalare ai bianconeri di Romagna il sogno salvezza: adesso dovrà essere proprio lui ad impedirgli di dilagare. Sarà una sfida di nervi oltre che di gol.
TEMPO CHE STRINGE - Amauri, ora, non può più sbagliare. E' riuscito a rimettere nelle gambe e nei polmoni la benzina necessaria, adesso vuole cominciare a far valere la sua legge. Ci è andato vicino in più occasioni, l’ultima volta a Bologna, trovandosi però la strada sbarrata da un Gillet super. Non c'è più tempo da perdere. Per la Fiorentina e pure per sé stesso, per provare a rincorrere ancora il sogno azzurro, specie in questo momento di crisi collettiva per gli attaccanti italiani. L'italo-brasiliano non ammette più deroghe. E' arrivato a Firenze promettendo gol e non intende venire meno alla fiducia dei tifosi. Il solo Jovetic, in questa stagione di lacrime e sangue, come ribadisce ogni volta Rossi, non può bastare e per arrivare a tagliare intanto il traguardo di una salvezza tranquilla servono gol.
ASPETTANDO ZOHORE - I viola, intanto, proveranno ad avvicinare alla prima squadra, gradualmente, anche Kenneth Zohore, il baby danese (di origini ivoriane) arrivato nel mercato di gennaio. Il mancato arrivo di El Hamdaoui - che, con Zohore, era seduto in tribuna ad assistere a Fiorentina-Siena, prima che l'affare con l'Ajax sfumasse tra mille interrogativi - costringe la squadra viola a fare di necessità virtù. Zohore, che con il Copenaghen ha debuttato pure in Champions League, al Camp Nou contro il Barcellona, ha già fatto intravedere spunti interessanti con la Primavera, al torneo di Viareggio, ma deve ancora imparare tanto. Rossi dovrà andare per gradi.
PRONTO AL RIENTRO - Amauri tornerà in campo domani, alla ripresa del lavoro. Dopo due giorni di scarico completo l’affaticamento (causato, come spiegato dall’allenatore, da un problemino agli adduttori) dovrebbe essere stato smaltito. Il suo lavoro verrà monitorato giorno dopo giorno dallo staff medico viola, ma c'è grande ottimismo. Il primo a voler tornare in campo è lo stesso giocatore. Paradossalmente, se la partita fosse stata disputata oggi, nessuno si sarebbe accorto di questo lieve fastidio. Ora più che mai, però, in casa viola, sono vietati i passi falsi. Questo finale di stagione dipende tutto dai gol. Anche quelli di Amauri.