Rimpiangere Babacar... E' mai possibile?
Le due squadre erano ufficialmente tranquille, rilassate e fiduciose, così tranquille, si fa per dire, che la notte avevano dormito male, la Lazio per tutte le questioni sull’allenatore Reja e l’arrivo prima o poi di Zola, la Fiorentina perché aveva più scarpre da gioco che giocatori. In campo, Lazio con tanti stranieri, dal francese Diakité all’uruguayano Gonzales, dall’argentino Ledesma a Lulic della Bosnia-Erzegovina, più il brasiliano Hernandes e beninteso Klose, e altri di scorta. La Viola con parecchi recuperi e rimpalli e senza un centravanti vero. Per tonare sulle notti agitate, quattro sconfitte recenti della Lazio, due di fila della Fiorentina, con cinque gol.
La partita? Molto pacata la prima mezz’ora, parola dei tecnici. Molto noiosa, secondo noi, e forse anche secondo qualche altro. Il gol di Miroslav Klose (polacco di nascita, naturalizzato tedesco) ha sorpreso i viola. Molto benevolo il verbo sorprendere. Non per esagerare, ma davanti a Boruc c’era quasi tutta Roma (bianco-celeste, s’intende).
Fiorentina senza attacco, come da inevitabili constatazioni iniziali.
Non un tiro nel primo tempo, un tiro sul serio, e allora è stato un continuo tentare il blocco sul centrocampo. Un peccato che Jovetic rimanga così sperduto, non per colpa sua, s’intende.
Quasi inevitabili i cambi nella ripresa, con Cerci, ma guarda chi si rivede, con Salifu e nel finale con Vargas. Gol di Cerci, proprio lui, ma annullato, tanto per non farsi mancare nulla. La Fiorentina andava finalmente un po’ meglio, con maggiore iniziativa e beninteso per stringere i tempi. Qualche tentativo c’è statato, ma alla resa dei conti è entrata in classifica un’altra sconfitta, la terza di fila, che triste collezione.
Domanda: possiamo rimpiangere Babacar? O è troppo?