Vigilia di Bologna-Fiorentina, nella sala stampa “Manuela Righini” è intervenuto come di consueto il tecnico viola Delio Rossi. Queste le sue parole:
“La partita è la fotografia del momento, ho rivisto più volte la gara con il Napoli. La sensazione che ho avuto è di una differenza notevole rispetto alla partita con il Lecce: la squadra in quell’occasione ha sbagliato tutto, stavolta abbiamo fatto errori ma non ho visto una squadra allo sbando. Nel primo tempo abbiamo tirato poco, ma anche loro, se escludiamo i calci piazzati. Siamo di fronte ad una squadra che ha tre anni di lavoro, secondo me non abbiamo fatto malissimo.
Il Bologna? È una squadra consapevole del campionato che deve fare, si deve avere certi atteggiamenti e certi comportamenti.
Il mio rifiuto a ottobre di allenare il Bologna? Aspettavo la Fiorentina, ovviamente non avevo un accordo e non tifavo contro Mihajlovic. Secondo me Firenze era la piazza adatta. Andai a parlare con i dirigenti del Bologna, gli ho detto che avevano bisogno di un tecnico più motivato, per cui non è stato proprio un rifiuto.
Se prendi un gol vuol dire che qualche errore è stato fatto, quando si parla di difesa non è un problema di difesa del reparto ma in generale, il discorso riguarda tutta la squadra. Dobbiamo diventare ancora più squadra, sia in fase di possesso che in fase di non possesso. Di fronte ad grande errore di un singolo, non lo accuserò mai direttamente, magari penso che il pallone non sarebbe dovuto arrivare in quella zona.
Con il Lecce non ho visto una reazione, venerdì ho visto una reazione, magari scomposta e individuale ma ho visto che la squadra era viva. Ci sono ancora molti alti e bassi, per uscire dalla nostra altalena dobbiamo diventare ancora più squadra. Non dobbiamo andare da uno psicologo, lo psicologo è il lavoro e il gruppo.
Salifu? È arrivato come aggregato alla prima squadra, quindi per lui era un sogno arrivare a giocare con i grandi. Non sentiva la responsabilità, un ragazzo deve andare in campo con la testa libera, lui è un ragazzo che tiene tanto al suo rendimento. Credo che il suo rendimento si stabilizzerà, anche lui vive di alti e bassi, l'importante è non caricarlo di responsabilità. Sono abituato a mettere i giovani in un contesto positivo, altrimenti si può andare alla deriva. Negli ultimi 7-8 anni in prima squadra non ha giocato nessuno del settore giovanile con regolarità, il campionato Primavera è un campionato giovanile.
Le verticalizzazioni e i problemi dei centrocampisti della Fiorentina? A me piace un calcio verticale, non orizzontale. Molto dipende dal movimento delle punte, che devono andare in sincronia e senza palla: queste sono cose non facili. Dobbiamo lavorare molto su questo aspetto, per me Montolivo ha le capacità per poter verticalizzare. Prima di poter correre dobbiamo imparare a camminare.
Montolivo è in una situazione particolare, deve sempre fare benissimo, se non è così ci sono critiche. Dobbiamo vedere se c’è dolo, non credo, altrimenti non lo farei giocare.
Le categorie vengono fatte dai giocatori, le big sono forti perché magari – sulla carta – vincono già 7 duelli su 11, proprio perché hanno tutti campioni. La differenza viene fatta dall’ uno contro uno, perché crei superiorità numerica. Se perdi alcuni giocatori chiave fai fatica, questo vale per tutti. Come ho detto ci sono sconfitte e sconfitte, venivamo da un periodo abbastanza buono. Dovevamo avere equilibrio quando si analizzava una vittoria, dobbiamo avere equilibrio adesso. Nella positività vedo la negatività e viceversa.
Amauri? Sta meglio dal punto di vista fisico, negli attaccanti a volte scatta anche il guizzo, se magari trovi un gol in modo fortunoso magari riesci a non sentire la fatica. Basta vedere l’esempio di Milito o Di Vaio.
Jovetic? Ha un problema diverso rispetto ad Amauri, negli ultimi dieci giorni si è allenato senza troppa regolarità, certi giocatori magari cercano la giocata a tutti i costi perché magari in precedenza certe giocate gli venivano naturali e ora c’è qualche difficoltà in più. Per questo si può dire che è colpa della posizione, con l’esperienza capirà.
Di Vaio? È un giocatore che conosco bene, ha fatto una carriera straordinaria, la grandezza non è nella carriera che ha fatto, ma nel sapersi mettere in discussione in un’altra realtà, sapendo che da lui si aspettano molto. Di Vaio ama la profondità, ma devi avere il tempo giusto.
Behrami? Non ha niente di muscolare, per questo è stato escluso, lui è un generoso e in questo momento ha delle difficoltà. Non potevo farlo giocare in queste condizioni. Preferisco averlo in condizione domenica.
Che ruolo vorrebbe fare Jovetic? Mi viene da ridere perché se penso a Cavani e mi chiedo dove gioca non trovo una risposta. L’ attaccante moderno adesso è questo, Jovetic ancora non sa dove giocare, magari preferisce giocare più largo a sinistra, è limitante per un giocatore così giovane giocare solo in una parte di campo. Secondo me deve giocare tra le linee, lui ha questa capacità tecnica.
Il calcio fa parte della nostra cultura, tutti i tifosi prima mangiavano prima perché poi alle 14.30 si giocava. Non è corretto giocare in modo sfalsato, noi esistiamo perché ci vengono a vedere. Prima viene l’evento, poi i giornali: dunque dobbiamo rispettare la gente e non mettere confusione. Ci sono le nazionali, quindi non vedo come si possa giocare lunedì Lazio-Fiorentina".