Vigilia di Fiorentina-Napoli, nella sala stampa “Manuela Righini” è intervenuto come di consueto il tecnico viola Delio Rossi. Queste le sue parole:
“Con i se e con i ma non si fa la storia, sono convinto che il nostro campionato dipende dalla Fiorentina. Jovetic e Behrami? Sono convocati e disponibili per la partita, su Jovetic non dimentichiamo che l’anno scorso ha avuto un problema al crociato, per ritornare al 100% ci vuole un anno, un anno e mezzo.
Il momento più brutto è l’anno successivo all’infortunio, sta facendo molto bene, a volte alcuni giocatori sono andati in grande difficoltà. Behrami? È un combattente, ha sempre qualche problema ma lui mi preoccupa quando mi dice… che sta bene! Ha giocato in condizioni peggiori. Il Napoli è una squadra forte, è stata anche rinforzata, noi siamo artefici del nostro destino. Se abbiamo riattaccato la spina visto che sono quindici giorni che non giochiamo abbiamo le nostre possibilità, anche se sulla carta sono più forti di noi.
La Champions? Per una squadra che non è abituata, è una competizione non facile soprattutto dal punto di vista nervoso, è un allenamento quello di giocare ogni tre giorni. Se è tanto che non giochi la Champions, vivi solo per quel tipo di gara. A differenza di come ho fatto io la Champions, questo Napoli è stato notevolmente rinforzato. Magari riescono a tenere fuori 4-5 giocatori, mantenendo buona qualità.
Cavani? È un attaccante moderno, Amauri ad esempio è una prima punta, lo stesso vale per Toni e Dzeko.Cavani ha grandi doti fisiche, ha un carattere un po’ spigoloso, con me ha fatto molto bene, con me ha fatto quindici gol senza punizioni o rigori. Prima era frenetico sotto porta, adesso è migliorato anche sotto quell’aspetto. Non mi ha sorpreso, è un giocatore che fa grande movimento.
Cavani e Jovetic? Sono due attaccanti diversi, se devo essere sincero li vedrei bene insieme a Firenze.
Il mercato? Questo gruppo ha qualità, soprattutto in prospettiva, il mercato mi serviva per rendere la rosa più omogenea, non migliore dal punto di vista qualitativo. Qualcuno è un po’ penalizzato con questo sistema di gioco, io mi devo adeguare alle qualità che ho a disposizione.
Questo gruppo ha qualità ma anche qualche problema, il mio primo compito è quello di formare uno spirito comune, una squadra. A volte certi giocatori pensano più a livello individuale e invece si deve creare una squadra, per cui con quei giocatori fai più fatica. Se non c’erano problemi, non sarebbe arrivata la decisione di cambiare tecnico. Il mercato ha portato serenità, magari perderò qialcuno: prima devi vincere la concorrenza esterna, poi mantenere il posto, nessuno ha il posto assicurato se sei in una squadra come la Fiorentina.
Ho convocato ventuno giocatori, avrò bisogno di tutti, non abbandono nessuno, tranne coloro che si lasciano andare.
Jovetic più maturo dopo l’infortunio? Nelle difficoltà puoi reagire in due modi, o ti lasci andare oppure reagisci ed esci anche più fortificato rispetto al passato. È come fare il militare, dove si vive una fase non facile. Una squadra si costruisce in ritiro, perché soffri, fatichi, in quel momento nasce il gruppo. Il gruppo non nasce se fai tardi la sera.
Rinnovo? Non è il caso di parlarne adesso, dovete chiderlo alla società. Sappiamo che questo è un anno particolare, non mi hanno preso per fare il traghettatore, non sono quel tipo di allenatore, la Fiorentina lo sa.
Amauri-Jovetic? Sono esigente, voglio che la squadra abbia un suo raziocinio, sia nella fase di possesso che nella fase di non possesso. Le punte si devono muovere in funzione della squadra, ovviamente tenendo conto delle caratteristiche dei giocatori. Giocando insieme, migliorerà il feeling tra Amauri e Jovetic. Coordinare due punte è complicato, se le punte diventano tre è ancora più difficile.
Se vivi di ricordi, devi pensare a mettere la foto per il cimitero. In base alla classifica, qualche settimana fa dissi di arrivare alla salvezza come obiettivo principale: adesso non sono rose e fiore, dipende tutto da noi. Sarà ancora un campionato di lacrime e sangue.
Mazzarri? Tutti dicono che il tecnico incide poco in una squadra, l’allenatore deve essere valutato se porta avanti gli obiettivi della società. Difficile ad esempio vincere se non hai un soldo, per tornare a Mazzarri secondo me ha inciso tanto nella crescita del Napoli, da questo deriva il suo valore. Se il Napoli gioca in Champions, grande merito va dato a Mazzarri. Lo conosco, so come lavora, ha delle qualità. Se Mazzarri è simpatico? In campo siamo tutti antipatici, fuori dal campo possiamo essere simpatici. Venerdì 17? Non sono scaramantico, ma ci credo! Se porto un amuleto particolare? Porto tutto, compreso la biancheria intima…
Olivera? Ho visto molti filmati di questo giocatore, lo conosco, ha avuto anche lui un gruppo problema al ginocchio, quindi vale lo stesso discorso che ho fatto per Jovetic. È arrivato da poco, si deve calare nel nostro modo di giocare, ha grandissima voglia e grande entusiasmo. Sta lavorando, vediamo domani a che punto è, la partita è la fotografia del momento".