Cavani e Lavezzi, bastano due tenori a zittire i viola
Il Napoli pensa poco al Chelsea e parecchio alla Fiorentina, che interrompe la ministriscia di vittorie contro la forza Champions degli azzurri: il gatto nero di venerdì 17 si chiama Cavani, furbo e cannibale, ma è la Fiorentina che non riesce a entrare davvero in partita contro una squadra più organizzata, decisa e tecnicamente predisposta al cinismo. Due errori in difesa con fuorigioco innescati male, poi il gol nel finale di Cavani, poca forza offensiva dei viola contro un reparto che ha avuto in Britos e Cannavaro due protagonisti assoluti. Rossi archivia la netta sconfitta con rammarico, i progressi dopo le due vittorie consecutive sono obiettivamente evaporati contro una squadra più attrezzata e forte. Jovetic e Amauri non hanno trovato spazi accettabili e l Napoli è spesso ripartito bene, con le sue armi più micidiali.
I cori stereo contro Mazzarri, infamato a squarciagola dalla Fiesole, sono ancora sospesi nell’aria quando Cavani taglia la difesa viola sfruttando un fuorigioco riuscito male. Fiorentina subito sotto _ sono passati solo due minuti _ con il dubbio concreto di essersi lasciata fregare nel modo più classico dai confezionatori azzurri di chicche veloci.
Non resta che risalire la partita, sperando che i riverberi Champions del Chelsea arrivino fino a Firenze. Ma ci vogliono muscoli e coraggio, quelli del Napoli accettano la sfida sul piano della forza e i contrasti sono sempre duri. In questo contesto abbastanza frenetico _ non cattivo ma sempre al confine della forza ostentata _ non c’è molto tempo per giocare la palla. Jovetic parte piano con l’evidente scopo di gestirsi durante il match, la posizione dietro ad Amauri comprende anche un po’ di pattugliamento su Inler. Quando le squadre si allungano anche Jo Jo prova a fare male, gli riesce quasi con un sinistro che finisce a un soffio dal palo. Sulle fasce si passa male, anche se Vargas e Cassani provano a spingere contro Maggio e Dossena: la partita vive soprattutto di accelerazioni al centro e il Napoli ha eccellenti recuperatori bassi di palloni (Hamsik, lo stesso Lavezzi) che poi ripartono a mille. Fra le occasioni un destro sghimbescio di Cassani, la traversa colpita da Britos, un palo scheggiato da Natali, una deviazione alta dello stesso Britos, pericolosissimo incursore. Boruc e Rosati restano a guardare con qualche preoccupazione, semmai è il portiere del Napoli il più impegnato nelle uscite alte. La Fiorentina ha volontà, il ritmo è sempre accettabile, manca la forza per superare l’ultimo ostacolo. Amauri si batte e si dibatte, lontano però dalla possibilità di concludere in porta perché Cannavaro e soprattutto Britos raddoppiano su di lui.
Fra i centrocampisti è soprattutto Olivera che cerca di dare concretezza e randellate, Montolivo sta attento agli equilibri e tiene d’occhio anche Hamsik, il ginocchio non consente a Behrami di esercitare fino in fondo la sua consueta attività di pattugliatore svolazzante. Il primo tempo si chiude con 5 minuti di recupero e la sensazione è che la partita sia sempre aperta. La Fiorentina però perde Behrami, entra Salifu e Montolivo fa la mezzala. Possesso palla viola senza far male, il Napoli invece è strepitoso quando gli si aprono gli spazi e ancora una volta Cavani brucia la difesa viola rubando il tempo a Cassani e Nastasic: il destro brucia Boruc, che al 17’ salva ancora su Lavezzi. Partita complicatissima, servirebbe subito un gol per raddrizzare la serata. Mazzarri nel frattempo si concede il lusso di pensare _ forse per la prima volta nella serata _ al Chelsea e fa uscire Hamsik per Gargano e Cavani per Pandev. Beato lui. E nel fnale arriva il tris di Lavezzi.