Primavera viola, Svendkauskas ha futuro
Prima di mettersi lì dove è praticamente cresciuto, tra i pali, ha continuato a scaldarsi come se i 90’ di gioco precedenti non fossero mai stati disputati. Impassibile, quasi glaciale. Tomas Svendkauskas, 17 anni e un cognome che pare quasi uno scioglilingua, non si è lasciato sopraffare da niente, neppure dall'emozione del quasi debuttante. Ha preso il posto dell'amico Lezzerini - i due, tra l'altro, sono compagni di stanza, oltre che tifosi uno dell'altro - a gennaio, alla ripresa del campionato, non appena è arrivato il tanto atteso transfert dal Suduva, club nel quale si è fatto le ossa, ed ha impostato il navigatore senza prevedere tappe intermedie: destinazione vittoria.
DALLO STAGE AL CONTRATTO - La Fiorentina lo aveva notato già un anno fa. Per questo aveva spalancato le porte del suo settore giovanile per uno stage, per poi metterlo alla prova in un torneo giovanile. Tomas, come lo chiamano, non ha deluso. E quando ha dovuto scegliere non ha avuto dubbi. « Il periodo vissuto a Firenze - ha raccontato ad agosto, non appena formalizzato il suo passaggio in viola - è stato determinante. Si erano interessati anche Samp e Grosseto, ma io ho puntato dritto su questa società blasonata». Ha instaurato fin dall'inizio un ottimo rapporto con il preparatore dei portieri, Emiliano Betti, il primo ad avvicinarlo alla conoscenza della nuova lingua e pure della città, diventando fin da subito uno dei punti di riferimento della squadra. Sì, perché quell'apparenza di ragazzo timido ed introverso, non è altro che uno schermo per mantenere la giusta concentrazione in campo. I suoi avversari dell'Empoli li ha ipnotizzati così, parando la conclusione di Bianchi e vedendo i sogni di Menegaz e Tempesti infrangersi sulla traversa e sul fondo. Adesso dovrà sbarrare la strada alla Lazio. Firenze è nella sue mani.
SFIDA ALL'EX - La sfida è quella alla Lazio dell'ex tecnico viola Alberto Bollini. Alle final eight per lo scudetto, lo scorso giugno, complice l'eliminazione dei biancocelesti, il tempo dell'amarcord non arrivò. Adesso i viola non vogliono avere rimpianti. « Contro l'Empoli siamo stati protagonisti di una discreta interpretazione di gioco - ha spiegato alla vigilia Leonardo Semplici, allenatore della Fiorentina - ma non siamo riusciti a trovare il guizzo giusto per passare in vantaggio. Arrivati ai rigori, abbiamo tirato fuori il cinismo necessario per proseguire in questo nostro cammino al Viareggio».