Parma-Fiorentina, l'analisi di Stadio
Questa l'analisi di Alberto Polverosi sul Corriere dello Sport-Stadio in riferimento a Parma-Fiorentina.
Le ha frenate la paura di vincere, più che quella di perdere. In vantaggio 1-0, il Parma ha lasciato una ventina di minuti alla Fiorentina che prima ha pareggiato e poi ha raddoppiato. In vantaggio 2-1, la Fiorentina ha lasciato (di nuovo) l’iniziativa al Parma che ha pareggiato. Per questo, alla fine, sono sembrate due squadre più malate che malandate, con fragilità evidenti, con limiti caratteriali prima che tecnici, con poco spessore e poca forza. Se si contano le occasioni da gol, il Parma avrebbe meritato di vincere e anche come gioco, nelle poche fasi senza caos, ha fatto vedere qualcosina di meglio. Ma per Rossi (che deve ringraziare Boruc) questo è un pareggio d’oro, perché ha evitato il sorpasso del Parma e l’ha chiuso segnando 2 gol in trasferta, dove prima di ieri ne aveva fatti 4 in tutto. In attesa di Jovetic, può bastare.
I CAMBI - Donadoni ha sbagliato le mosse dalla panchina, quando ha messo Biabiany ha tolto Okaka che aveva segnato ed era stato pericoloso, e non Jonathan che a destra non aveva mai creato un problema a Pasqual. Non solo: Biabiany al centro dell’attacco non poteva sfruttare lo spazio che avrebbe avuto sull’esterno. I cambi di Rossi hanno invece migliorato la Fiorentina. Con Cerci al posto di Camporese, è tornata la difesa a quattro e il 4-3-2-1, col nuovo entrato e Vargas alle spalle di Amauri. Cerci era l’uomo giusto per gli spazi che il Parma ha lasciato dopo l’1-1 e ancor di più dopo l’1-2.
VIOLA TUTTI DIETRO - Il Parma ha cominciato tenendo palla e facendola girare attraverso i piedi di Valdes, libero, molto libero, di impostare la manovra. La Fiorentina, rattrappita davanti alla sua difesa, stava tutta bassa in attesa di un evento. Non giocava, non aveva proprio l’idea di farlo. Il suo unico obiettivo era quello di frenare l’iniziativa degli emiliani. In realtà, il Parma sapeva muoversi anche senza tanti spazi, grazie allo scarso dinamismo del centrocampo viola e agli spunti di Giovinco. In mezzo al campo, i duelli diretti erano tutti a favore dei parmensi: Mariga era quasi incontenibile per Vargas, Valdes prevaleva su Montolivo, mentre Galloppa trovava solo qualche ostacolo in più contro Behrami. Ma quando Giovinco arretrava per prepararsi al lancio, non c’era nessun fiorentino in grado di rubargli tempo e spazio.
IL LAMPO DELLA FORMICA - Prima di segnare, la squadra di Donadoni ha lanciato due annunci ai naviganti. Il primo: cross da destra di Mariga, colpo di testa di Camporese, ma verso la sua porta, paratona di Boruc. Il secondo: sinistro di Okaka, altro intervento decisivo di Boruc. Alla terza occasione, il gol: lancio micidiale di Giovinco, difesa viola slabbrata, scatto di Okaka, primo tiro dell’ex romanista respinto da Boruc, ma la palla è rimasta lì e Okaka l’ha messa in rete. Era il 28', da quel momento la Fiorentina ha cominciato ad attaccare, in un modo piuttosto sconclusionato (il suo modo abituale), ma almeno si è mossa. Si sono alzati i due esterni, Pasqual e Cassani sono arrivati anche al tiro (fuori), così che veniva da chiedersi per quale motivo non avessero messo prima il naso al di là della linea di centrocampo: per paura? per pigrizia? perché quello era l’ordine di Rossi? In ogni caso, era stato un errore.
NASTASIC E BORUC - Due minuti dopo l’inserimento di Cerci, la Fiorentina ha pareggiato con un altro colpo di testa di Nastasic, stavolta su punizione di Vargas e grazie all’errore della difesa del Parma, messa malissimo sul calcio piazzato. La partita è tornata in mano agli emiliani, ma Boruc ha salvato due volte prima su Zaccardo e poi, con un capolavoro, su Giovinco. Troppi gli errori in zona-gol del Parma. Che, attaccando, ha lasciato lo spazio per lo scatto di Cerci: su un cross davvero bello di Pasqual, ha bruciato Ferrario e Modesto, col suo movimento preferito, il taglio da destra al primo palo, conclusione di sinistro al volo e gol. Andrebbe premiata la concretezza di una squadra che segna due reti con due occasioni, ma in realtà il vantaggio della Fiorentina era quasi un’ingiuria alla partita.
Chi segna con poco (la Fiorentina) e chi non segna con tanto (il Parma). Ci ha pensato Cassani a rendere più giusto il senso della sfida, tirando Giovinco per la maglietta nella sua area: rigore inevitabile, con botta secca dello stesso Giovinco. Poco prima anche Donadoni, togliendo Ferrario per fare entrare Valiani, era passato alla difesa a quattro, con Valiani e Valdes esterni d’attacco, ma il tentativo stava per avere effetti nefasti, visto che davanti a Mirante si stavano spalancando delle praterie. Qui, lanciato da Cerci, Lazzari ha sbagliato un gol colossale, quello del 3-2. Poi nel finale è scoppiato il caos dell’espulsione-non espulsione di Behrami: Rizzoli l’ha ammonito per la seconda volta per un fallo su Giovinco, fallo che invece, secondo chi l’ha subìto, è stato di Nastasic, quando in realtà Behrami era intervenuto male un attimo prima. Rizzoli, che aveva visto bene, dopo aver consultato il guardalinee Copelli è tornato indietro e il viola è rimasto in campo. A quel punto fischietti e pañolada hanno salutato l’arbitro bolognese.