Se la Fiorentina ti scalda il cuore
Ci sono molte storie dentro una domenica che è un freezer. Ma la prima che merita qualche riga è quella di chi c´era nonostante tutto. Nonostante il freddo, lo stadio arcaico, la classifica grigia, la crisi economica, nonostante quella maledetta tentazione chiamata tv. Ecco i nuovi eroi. Infreddoliti ma felici. Sì, stavolta sì. Perché la Fiorentina ha vinto contro una squadra vera. L´Udinese viaggia dalle parti della zona Champions, ha un gioco veloce e uno come Di Natale che non ti perdona quasi mai. Eppure la squadra di Rossi ha confermato i progressi visti nella sfida contro il Siena. Possesso palla, variazione delle giocate offensive, quel carattere necessario per non perdere né la calma né la consapevolezza nelle proprie risorse.
Finito sotto per un errore di Montolivo, il gruppo ha reagito senza mettere in mostra quelle fragilità strutturali con cui abbiamo fatto i conti per mesi e mesi. Quella confusione figlia della mancanza di idee che ha accompagnato la Fiorentina tra i tormenti esistenziali che conosciamo bene. Giusto ricordare i meriti di questo allenatore e la pignoleria con cui cerca di costruire il suo mosaico. Un gioco a incastri davvero complicato che invita tutti alla pazienza. Quella che non manca a nessuno, quando c´è fiducia nel lavoro e nello spirito comune.
La differenza è tutta qui, oltre che nell´inserimento di una punta "fisica" come Amauri, che ancora non segna ma di sicuro è determinante nella crescita mentale della squadra. Una Fiorentina che non a caso porta in cielo anche i suoi cosiddetti gregari. Quelli costretti dal 3-5-2 di Rossi a farsi la doppia fatica di essere ovunque, di partecipare sempre al gioco: per difendere, per attaccare, per chiudere, per sovrapporsi. Parliamo degli esterni, cioè di Cassani e Pasqual, ragazzi capaci di una prova davvero notevole contro avversari forti e organizzati. In tutto questo va sottolineata anche la crescita atletica del collettivo. Pochi allenatori possono permettersi di non fare sostituzioni nel corso dell´intera partita. Una cosa strana. Che ha le sue ragioni in una panchina non affidabile al cento per cento ma anche nella solidità atletica di chi era in campo. Fatti i conti, insomma, tutti meritano un applauso per questa domenica che è un bel passo avanti. E anche se lo stadio era mezzo vuoto e la Ferrovia chiusa a chiave, stavolta quei pochi si sono fatti sentire più di altre volte. La ragione? Beh, la risposta forse è semplice: il freddo non fa paura, se la Fiorentina ti scalda il cuore.