Una proposta seria per le tifose viola
Fino ad oggi la difesa personale è stata una “materia” insegnata esclusivamente in palestre o ambienti simili e gestita da persone che nonostante abbiano un’elevata preparazione tecnica, questa risulta essere troppo settoriale e limitata, per offrire risposte concrete alla moderna esigenza di protezione, tanto richiesta in particolare dalle donne.
Il fenomeno “violenza” è infatti molto più complesso di come lo si vuole far apparire e molto più semplice di come, per ragioni di marketing, è descritto; la sicurezza personale, non può essere liquidata come un semplice problema di genere e non può essere limitata alla sola acquisizione di capacità tecniche atte a sferrare un colpo verso un immaginario uomo nero, che spesso non è poi così sconosciuto.
Lo studio sul fenomeno delle aggressioni in rosa ha evidenziato un numero sempre più crescente di atti posti in essere da soggetti che rientrano nella cerchia amicale e famigliare, che si concretizzano con azioni intimidatorie e minacce, lo scenario che emerge è significativo di una realtà violenta che muta rapidamente e che colpisce in ambienti ritenuti erroneamente protetti e sicuri.
La chiave quindi, per una efficace azione difensiva si cela nella più sottile capacità di gestire se stessi, le proprie emozioni ed il proprio corpo, in ogni situazione ad alto impatto stressogeno ovvero quando la mente opera, in modo autonomo, per garantire la sopravvivenza.
Le violente modificazioni biologiche che intervengono durante il pericolo, tra le quali la vasocostrizione , si rendono necessarie per limitare i danni durante lo scontro fisico, ma se non conosciute, possono paradossalmente impedire ogni efficace soluzione al problema e indurre la vittima a ritenere di essere incapace di compiere alcuna azione attiva atta a superare quanto vissuto.
Partendo da queste considerazioni l’associazione DONNA SICURA, nata da un progetto del Presidente Dott. Danilo Levote, criminologo, e del Vice Presidente Dott. Marco Pompili esperto in sicurezza, propone un nuovo ed innovativo percorso di formazione alla sicurezza personale, che si spoglia degli abiti classici marziali ed indossa quelli più moderni della vita di tutti i giorni; quanto proposto oggi a Firenze è un progetto di alta formazione, che vede tra i docenti non solo tecnici esperti di difesa personale ma anche criminologi, sociologi e psicoterapeuti, i quali hanno il compito di offrire ai destinatari della formazione, una conoscenza nuova, completa e autogestita, sia rispetto alle valutazioni ambientali che alle proprie capacità.
La volontà del presidente e dell' intero comitato scientifico dell’associazione è quello di offrire attraverso un percorso formativo multidisciplinare che offra una nuova conoscenza di sé, una nuova capacità difensiva rispetto ad ogni violenza, sia essa fisica che verbale e rispetto a questa limitarne i danni correlati.
La violenza non può essere considerata come un evento intenso e di breve durata, essa infatti perdura fino a quando ogni suo istante non sia stato positivamente elaborato e che il ricordo di quanto accaduto non produca più alcuna attivazione emotiva.
Purtroppo quando due forze si scontrano non vi può essere alcuna certezza sull’esito del confronto, si può vincere o perdere senza alcuna ragione apparente, imparare a difendersi significa anche accettare la sconfitta di una “battaglia” con la consapevolezza che se si è vivi significa che è stata vinta la guerra.