Riceviamo e pubblichiamo volentieri questa mail accorata di Matteo che chiede a Diego Della Valle di tornare ad occuparsi in prima persona della Fiorentina.
Gentile Dott. Diego Della Valle,
sono Matteo, un trentaduenne fiorentino abbonato di maratona e tifoso viola dalla nascita.
L’idea di scriverle è nata in me da tempo e alla fine mi sono deciso visto il lungo momento di crisi che stanno vivendo squadra e società. Credo, poi, di averne il diritto in quanto, da lungo corso faccio parte di quella (ahimè sempre meno numerosa) categoria di persone che ogni anno, riponendo la massima fiducia nella “società fiorentina”, prima dell’inizio della stagione, decide di rinnovare, con sacrificio economico e personale, l’abbonamento e di andare allo stadio la domenica.
Partendo dal fatto che mi ritengo una persona civile, e che non posso che condannare i toni offensivi della contestazione (rivolti anche contro la Sua famiglia), avvenuta dopo la sconfitta interna con il Lecce, peraltro ad opera di una (solita?) minoranza di tifosi, mi sento anche di poter affermare che pure la maggioranza silenziosa si è stancata del pessimo rendimento della squadra e della incomprensibile gestione societaria degli ultimi due anni.
Questo, però, non significa che Firenze sia stanca dei Della Valle. Tutt’altro, credo sia d’accordo con me la maggior parte dei tifosi e di coloro che vogliono bene alla Fiorentina, nell’affermare che non ci possa essere una proprietà migliore. Ma in quest’ultimo triste periodo (calcisticamente parlando), come tifoso mi sento trascurato e abbandonato al mio destino.
Non so perché Lei si sia allontanato dalla squadra e dalla città in modo così netto, se per le vicende di Calciopoli, per la difficile separazione da Prandelli, per questioni lavorative o per altri motivi sicuramente avrà avuto le sue buone ragioni. Ma è proprio da quel momento (ed è un dato inconfutabile) che, mi perdoni la metafora terribilmente attuale, la nave è andata alla deriva.
Per questo Le chiedo gentilmente di tornare al comando della società e di riprendere in mano la situazione per condurci verso “lidi migliori”. Vedrà che Firenze sarà felice di essere nuovamente al Suo fianco e La seguirà con ancora maggiore entusiasmo; perché la città non vede l’ora di tornare a provare quelle indimenticabili emozioni che ci hanno accompagnato alla conquista della ribalta europea, a mostrare bel calcio e stile (a Lei tanto caro) fino a divenire un modello di riferimento per tante altre società di calcio.
Con stima, Matteo. V.