Gentilissimo Sig. Presidente, Gent.mo Sig. Corvino,
ho seguito ieri in diretta l'improvvisata conferenza stampa ed ho atteso sino ad oggi per commentarla per essere certo di averla ben elaborata e di non essermi lasciato andare sulle basi di una prima impressione.
E fin troppo ovvio solidarizzare sul disappunto della Società per gli episodi di incivile e becera contestazione. Pur gravitando in zona non ho partecipato a quella gazzarra, tuttavia, dissociandomene, me ne scuso.
Ciò non toglie che dopo un'esibizione come quella di domenica fosse lecito attendersi delle rimostranze. Purtroppo si tratta dell'ennesima. Ogni volta si pensa e si spera di aver toccato il fondo e invece ci accorgiamo che al peggio non c'è mai fine.
Pertanto mi sarebbe sembrato corretto che insieme alle "bacchettate sulle mani", assieme al bastone, ci fosse anche la consueta carota. Invece niente, nessuna mozione di intenti, nemmeno una parola che potesse minimamente rincuorare un prostrato tifoso viola all'ascolto, non un'accenno su come riparare a questo increscioso stato di cose. Solo un'ennesima esaltazione di ciò che è stato fatto e di ciò che abbiamo che, per quanto buono sia, rappresenta 21 punti e un posto nel fondo classifica.
La difesa sarà pure tra le migliori, il centrocampo ci sarà pure insidiato dai grandi Club, ma i numeri e i fatti sono impietosi. Sull'attacco stendo un pietoso velo.
Credo che manager quali voi siete, sappiate benissimo che negli ultimi anni sono stati fatti degli errori grossolani. E' dal 2009 che a Gennaio aspettiamo giugno e che a novembre aspettiamo gennaio per una rinascita, per la ripartenza del "ciclo". Dopo tre anni mi pare lecito che il tifoso, anche il più pacato ed equilibrato,sia giunto allo stremo, abbia dato fondo a tutta la sua pazienza.
Il famoso "patto" di cui tanto si parla indicava l'Europa come traguardo, e invece siamo qui aguardare quello che fanno Cesena, Novara e Lecce.
Gli acquisti di giugno, quelli che dovevano essere gli adeguati rincalzi ai potenziali titolari di una buona squadra (Lazzari, Munari, Silva) si sono rivelati delle cocenti delusioni, tanto che uno è già stato rimandato al mittente, uno cerchiamo di sbolognarlo e l'altro, per il momento, è ai margini della squadra.
Alcuni titolari di spessore, che ci siamo vantati di aver trattenuto (Gilardino e Vargas) si sono rivelati più una minusvalenza che una plusvalenza (tanto per stare in un tema che vi è caro).
Si è voluto insistere su un'allenatore palesemente in difficoltà più per una questione di principio, per amorproprio, che per realeconvinzione.
Si è venduto il centravanti titolare e la sua riserva (sicuramene senza grandi rimpianti) senza aver debitamente provveduto alla loro "copertura". Siamo già una squadra con un'attacco asfittico e da 3 partite giochiamo senza punte reali. Fatto abbastanza anomalo, non dite di no, perchè sarebbe mistificare la realtà.
Per acquistarne uno di rimpiazzo, anzichè fare presto e in fretta, come i tempi e il buon sensoavrebbero richiesto, si è portata avanti la solita "storia infinita", figlia di un levantinaggio avvilente e sfinente,che negli ultimi anni ci è costata la mancata acquisizione di giocatori cercati e inseguiti per settimane.E domani, se Jovetic dovesse dare forfait come sembrerebbe, giocheremo con Ljaic e Acostydi punta. Non mi dite che anche a voi non sembra ridicolo perchè non posso crederci. Se poi si perde e la gente viene in aeroporto a contestare non prendete lo spunto per prendere cappello.
A tutto questo aggiungiamo una conduzione societaria a dir poco sconcertante, dove, dall'esterno,si ha l'impressione che ognuno fa quello che vuole, dove si assiste a episodi inspiegabili e sconcertanti, ultimo quello di Babacar mercoledì sera, che sembrano più essere figli di vendette incrociate che di corretta ed equilibrata conduzione aziendale.
Per tutto questo, e molto altro ancora, credo che il tifoso, quello che segue la fiorentina da decenni, ovunque e in qualsiasi situazione, abbia tutto il diritto di essere un filino "arrabbbiato" (eufemismo) e debba in qualche modo oltre che essere giustamente "bastonato" per un'intemperanza anche rincuorato con dichiarazioni di intenti nuove e serie, con parole di conforto che traspaiano sincertià e lealtà e non luoghi comuni ripetuti allo sfinimento.
Sappiate che io sono un "filosocietario", uno che ancora oggi crede nelle potenzialità e nella lealtà della famiglia Della Valle. Ma anche io, e tutti quelli come me, abbiamo bisogno di vedere un segnale che conforta e rafforza i nostri convincimenti, mentre le Conferenze Stampa come quelle di ieri li indeboliscono solamente.
Un pizzico di entusiasmo in più e un briciolo di supponenza in meno sarebbero già un buon inizio. Bypassare i freddinumeri, la partita doppia e fare qualcosa che dimostri la volontà di riparare agli errori sarebbe auspicabile. Colpire chi sbaglia e chi gli errori li ha fatti sarebbe doveroso. Una parola forte della Proprietà dopo prestazioni scandalose sarebbe confortante.
I Proprietari economici della Fiorentina siete voi, ma la Fiorentina è il patrimonio di una citta, è il vanto di una popolazione, è il conforto domenicale di tante sofferenze settimanali di uomini e donne "normali" che molto altro non hanno e nondevono essere umiliati ed esposti al pubblico ludibrio degli altri tifosi. Non dimenticatelo mai, avete le chiavi del cuore di migliaia di persone, avete il potere di essere gli artefici di un loro momento di felicità o di sconforto. Prima di parlare, prima di operare, prima di contare, pensate un'attimo a questo grande potere e fate il possibile perchè i i primi siano, magari anche di poco, speriori ai secondi. Come si dice, almeno una soddisfazione una volta ogni tanto, gli anni d'oro sono ormai alle spalle, sono solo un bellissimo ricordo. Il passato nessuno ce lo toglie, nessuno lo cancella ma poi viviamo l'oggi.
Con immutata fiducia, attendo un segnale di distensione e non l'ennesimo gesto di sfida.
Il solito MARIO TINTORI