Vigilia di Cagliari-Fiorentina, nella sala stampa “Manuela Righini” parla – come di consueto – il tecnico viola Delio Rossi. Queste le sue parole:
“Come sta Jovetic? Oggi ha sospeso l’ allenamento, non dovrebbe essere niente di particolare. Il problema si è verificato ieri, sarà regolarmente al suo posto. Tutte le squadre sono migliorabili, anche se a gennaio non è facile. Con il Lecce ovviamente dovevamo fare meglio, mi auguro che non sia tutto da rifare, non avevo avuto segnali negativi fino a 3-4 giorni prima. A Roma abbiamo giocato meglio, però non posso fare finta di niente. Quando le cose non vanno bene, sono abituato a non dare la colpa agli altri. Mi auguro domani che ci sia una reazione, non mi dimentico di ciò che è successo domenica scorsa. In questo momento in casa giochiamo con maggiore apprensione. Il momento è particolare, questo sarà un anno di difficile interpretazione. Il mercato? La società sa che poi deve intervenire.
Amauri? So che si è allenato sempre, anche se con la Primavera. Sono abituato a parlare con i giocatori che hanno firmato e guardo negli occhi il ragazzo, non per telefono. È un giocatore importante, dobbiamo valutare come sta. Non sono Guardiola, quindi non posso rispondere che il centravanti è lo spazio… Non vincono gli allenatori, la differenza viene sempre fatta dai calciatori, puoi essere in emergenza ma per un periodo limitato nel tempo.
Pasqual? C’è la possibilità che parta titolare. Il ritiro non è punitivo, è servito per fare il punto della situazione. La partita con il Lecce non mi è andata giù, Voglio vedere una Fiorentina rispetto a Lecce. Nell’ambito di uno spogliatoio sei fortunato se hai 4-5 punti di riferimento, nell’ambito della Fiorentina non ha importanza chi porta la fascia o meno. Non ho mai avuto grandi leader nelle mie squadre, devo essere sincero: allenatori in campo non ne ho mai avuti, magari ho avuto giocatori bravi tecnicamente. Quelli che sembrano leader da fuori, all’interno non lo sono. Non devi vivere di ricordi, altrimenti è l’inizio del declino. Chi ha dimostrato, non può pensare di aver già dimostrato, chi arriva alla Fiorentina deve pensare di poter andare avanti con i propri obiettivi. Ci sono calciatori che hanno tante motivazioni come caratteristica personale, ci sono poi persone che hanno bisogno del bastone e della carota. Ho scelto la Fiorentina, sapevo quali erano difficoltà, magari pensavo di avere qualche problema in meno. Adesso non voglio parlare di mercato, se vedi la gara con il Lecce devi pensare di cambiare tutti i giocatori, ma io non credo questo: credo di aver preparato male la partita, di aver fatto giocare magari chi non stava bene. Se uno non ha il coraggio, devi aiutarlo.
Cerci? Non è stato convocato per scelta tecnica, il ragazzo è turbato da queste voci di mercato, mi auguro che finisca presto questo periodo. Il mercato dà alibi a tutti. Se un ragazzo ha dimostrato qualità, significa che può farlo una seconda volta. L’allenatore deve fare delle scelte, sempre in funzione della squadra. Le fede per una squadra non la perdi, penso che anche i fischi – nell’ambito della civiltà – siano dettati dall’ amore, sennò dobbiamo parlare di apatia, qualcosa di più negativo. Se reagisci in maniera negativa, vuol dire che hai fede. Siamo in presenza di un sentimento che va addirittura oltre l’ amore e la fede. Tutto però deve sempre rimanere nell’ambito della civiltà".