I dolori (sopportabili?) del giovane Stevan
Nel nulla desolante di un pareggio da saldi di fine stagione, emerge un dato di fatto che non mancherà di animare la settimana viola. Ci riferiamo a Jovetic, alla sua resa di fronte a un dolorino all’adduttore, nonostante gli esami clinici negativi e le rassicurazioni dei medici. Premettiamo che Jo Jo arriva da un anno di stop per il grave ko al ginocchio, e ha tutto il diritto di fermarsi quando vuole (se lo ritiene rischioso) ma la sua decisione ci è parsa — per così dire — infelice per più di un motivo. Jovetic è il vice capitano, dicesi il vice responsabile della squadra, che deve dare l’esempio ai compagni soprattutto quando il mare è agitato. Non ci è parsa un’idea felice quella di abbandonare i compagni (che a quanto sappiamo non l’hanno presa bene) nel momento del bisogno. La Fiorentina parla di stop «precauzionale» e tanto basta, ma i dubbi sulla reale volontà di Jovetic di rischiare per il bene della compagnia resta.
Proprio lui, che ha rinnovato fino al 2016 e che la società ha eletto come simbolo. Il sospetto che non ci volesse proprio mettere la gamba rimane, mentre i resti della Fiorentina hanno giocato una onesta partita difensiva, senza lo straccio di un attaccante. Sinceramente non ce la sentiamo di commentare uno spettacolo così modesto, ma almeno il Cagliari aveva il vantaggio di arrivare all’appuntamento dopo una settimana tranquilla, proprio il contrario della Fiorentina.
Ecco che il maggior merito della squadra è quello di non essersi troppo abbattuta, di aver tentato «qualcosa» anche in avanti, seppur in modo confusionale e approssimativo. Sinceramente la partita di Cagliari non è in cima alla lista dei problemi, che invece la Fiorentina trova quotidianamente quando è il momento di fare gol. La terza miglior difesa del campionato gioca in pratica senza l’aiuto del reparto offensivo. Jovetic — che di gol ne ha fatti — nella sua cameretta avrebbe dovuto pensare anche a questo, e mettersi una mano sulla coscienza. Evidentemente era di parere contrario. Ora sotto con Amauri e magari Pizarro, l’uomo che avrebbe le qualità per mettere ordine al centrocampo. Meglio pensare al domani, piuttosto che a questa domenica bestiale.