La partita vista dalla curva: un caffè amaro
Mica me lo ricordavo un caffè così schifoso al bar sotto la curva. Nemmeno lui riesce a svegliarmi dal torpore misto a sonno che gli undici in campo mi hanno provocato nel primo tempo. E poi, son scesa giù al fischio dell'arbitro, proprio per fare in tempo a rivedere il grande spettacolo degli altri 45 minuti. Ma ahimè, con sorpresa, niente fila al bar. Che la curva si stesse svuotando si era capito, ma essere in 2 a fare la fila al bar non mi era mai successo e mi ha fatto pensare. A parte la tristezza del mio caffè misto ad acqua, si è vista parecchia tristezza anche in campo. Che manca una punta l'hanno capito anche i bambini, che c'è poca gente attaccata a questa maglia pure. Eppure dopo Novara il meccanismo Rossi sembrava aver funzionato. Cambia modulo, un Gilardino in meno, ma la testa rimane quella, così come la condizione fisica di alcuni. “Bisogna correre per vincere” urlano dietro a me. Qui corrono in pochi. Lo scatto prestante del porta-barella all'infortunio di Natali mi fa quasi meravigliare. La curva si scatena quando Alessio Cerci si scalda dietro alla porta. Qualcuno suggerisce che si scalda con il cellulare in mano, per scrivere su Twitter, e che i pollici li usa meglio dei piedi. Nel buio più totale, quando l'arbitro fischia il rigore in favore del Lecce, la delusione di prestazione mancata si trasforma in rabbia contro la società. “Bisogna spendere”, “Oh direttore sarebbe l'ora di comprare un giocatore” sono i cori che vanno per la maggiore. Al coro di richiesta su tirare fuori gli attributi c'è chi risponde: “Fuori si tirano fin troppe, bisognerebbe ma tirarle dentro”. A fine partita, mentre il sole cala, sulla curva Fiesole cale l'ombra. Così come sulla squadra, insieme ai fischi del pubblico, per l'ennesima prestazione deludente della stagione. Tanti tifosi, all'incirca cinquecento, si spostano correndo davanti alla tribuna per urlare in faccia ai diretti interessati, società e giocatori, tutto il loro scontento. “La situazione attuale è frutto di tanti problemi. Al primo posto, però, ci sono le ultime campagne acquisti sbagliate da parte di Corvino”, come dargli torto. Dopo circa un'ora una rappresentanza di tifosi viene fatta entrare in tribuna per un colloquio diretto con il Presidente Cognigni. Quando sono usciti però le loro facce hanno placato in un minuto le speranze di tutti quelli che erano rimasti fuori ad aspettare: “Siamo al nulla, sempre le solite cose”. Quindi mi incammino verso casa, certa del fatto che “meritiamo di più” un po' da tutto l'ambiente. Speriamo che se ne accorgano anche nei piani alti, perché io voglio tornare a fare la coda per prendere un caffè sotto la curva.