Prandelli nello spazio: ''Se c'è un campetto porto la palla''
Se un giorno vi dicessero che potete volare nello spazio, chi portereste con voi? C’è chi lo ha già fatto, e prima di lanciarsi verso l’infinito si è caricato sul razzo le parole di Cesare Prandelli e la maglia rosa autografata da Ivan Basso. Il ct azzurro, nell’anno degli Europei, si è portato un passo avanti a tutti lanciando il suo messaggio nello spazio. «Se trovate un campetto ditemelo - ha scritto - io porto la palla. Prometto che ci divertiremo». A scatenare tutto è stata Avio, azienda italiana leader nel settore aerospaziale che nei suoi stabilimenti (quattro sono in Italia, gli altri in Polonia e da luglio anche in Cina) produce le turbine che fanno volare gli aerei e gli elicotteri (praticamente tutti: nel mondo otto aerei su dieci montano tecnologia Avio).
L’azienda italiana ha coordinato con successo la missione Vega, che dopo otto anni di studio e di lavoro (e un costo di un miliardo di euro) il 13 febbraio ha portato nello spazio nove satelliti che studieranno la meteorologia, la terra, i cambiamenti climatici, i terremoti. Una missione ad altissimo impatto sociale oltre che scientifico, visto che per la prima volta ha portato nello spazio satelliti di piccole e medie dimensioni, coinvolgendo anche piccole aziende e università (in questo caso gli atenei di Bologna, Roma, Salento e il Policlinico di Milano, che hanno coordinato il lavoro di tutte le altre università europee coinvolte). Sono state tante le prime volte di Vega. E qui veniamo a noi, perché Giuseppe Coccon, arrivato ad Avio da appena un mese, ha pensato di coinvolgere - anche soltanto emotivamente - il maggior numero possibile di italiani in questo grande successo per il nostro Paese.
Come? Utilizzando i social network e lanciando l’idea «manda un tweet nello spazio», sfida che Prandelli ha subito raccolto. Chissà se un giorno qualcuno risponderà alla chiamata del ct azzurro, inviata fra le stelle tramite un chip partito a bordo di Vega dalla base di Kourou, nella Guyana francese. Per adesso - in attesa di sfidarci sul campo da pallone, nello spazio o anche quaggiù - i francesi hanno dovuto applaudire una missione spaziale a maggioranza italiana, coordinata da italiani (ma il progetto è europeo, e coinvolge 400 aziende di 12 Paesi diversi), con un razzo prodotto per tre-quarti nella base di Colleferro (Roma), partita da territorio francese e arrivata con successo nello spazio. Con Vega l’Italia per la prima volta è entrata nel ristretto gruppo dei Paesi (Usa, Russia e Francia) che mandano nello spazio tecnologia propria. Questa volta, insomma, ce la siamo giocata alla grande e l’abbiamo vinta.