Sul Corriere dello Sport-Stadio troviamo oggi un’intervista al presidente operativo della Fiorentina Mario Cognigni che ribadisce la linea del club viola. Riportiamo uno stralcio dell’articolo a cura di Alessandro Rialti.
IL NOSTRO VANGELO - Ha dato fastidio al presidente Cognigni l’immagine che anche noi abbiamo evidenziato di una Fiorentina paralizzata e incerta. «Il patto con la città - ha spiegato - è il nostro vangelo. Abbiamo preso degli impegni con la città e non intendiamo disattenderli o cambiarli anche se non siamo soddisfatti del risultato sportivo». Possono esserci stati degli errori, ammette: «Forse abbiamo valutato male gli stimoli di alcuni nostri giocatori, che, insieme alla forma fisica sono necessari per ottenere risultati importanti stiamo provvedendo a fare un esame approfondito della situazione. E’ con la testa che si raggiungono certi obiettivi. E noi tutti stiamo lavorando con costanza e dedizione di sempre, perché i nostri obiettivi non sono cambiati, né tanto meno ridimensionati. Abbiamo affidato a Delio Rossi la verifica e i nostri rapporti sono praticamente quotidiani. Personalmente posso dire di aver vissuto fine anno a telefono con Pantaleo Corvino...».
VIVA E PULSA - Replica decisa a chi, come noi, vede i Della Valle ancora troppo lontani specialmente in un momento difficile come quello attuale: «La Fiorentina è viva e pulsa. Corvino lavora in simbiosi con Rossi e il nostro ds è sempre più a stretto contatto con il suo primo collaboratore che è Macia. Inoltre abbiamo dato a Vincenzo Guerini un ruolo importantissimo che è quello di tramite fra il ds, la società e la squadra; siamo pienamente soddisfatti del suo lavoro» . Cognigni sostiene che non solo la Fiorentina non è immobile, ma è in piena crescita. «Vero, ci sono delle difficoltà sportive, ma la Fiorentina è un’autentica tempesta di idee e se avessimo campo aperto potremmo fare anche di più e meglio».
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«Trent’anni fa si poteva credere ancora al presidente mecenate - ha insistito Cognigni - non adesso. Se anche i Della Valle decidessero di immettere ogni anno 10-20 milioni di euro per ripianare i debiti, questo non basterebbe per dare continuità ai risultati della squadra».