La ripresa dei viola: il faccia a faccia con Delio e l'attesa di Alberto
Poche chiacchiere e tanto lavoro. Delio Rossi non si è smentito neppure dopo una settimana di vacanza. Ieri, intorno alle 14.30, il tecnico ha radunato il gruppo nei nuovi spogliatoi del mini centro sportivo viola, per poi far iniziare la seduta di allenamento subito dopo le 15. In quella mezz'ora il tecnico ha motivato la squadra e spiegato la tipologia di allenamento che ha in testa per questi giorni di pausa: il suo staff tecnico, su tutti il preparatore Vio, ha programmato una settimana di allenamenti intensi, basati sulla parte atletica e sul fondo.
Oggi e domani la squadra svolgerà un doppio allenamento (sempre a porte chiuse), senza staccare neppure a San Silvestro e a Capodanno. Un modo per tornare a far correre la Fiorentina e soprattutto mettere benzina nelle gambe dei giocatori, nella speranza di vivere un girone di ritorno a tutta velocità. Di tattica, moduli e posizioni in campo ci sarà tempo per parlare dai prossimi giorni (non a caso il tecnico aveva chiesto di giocare almeno un'amichevole in vista della ripresa del campionato), adesso la priorità è far ritornare i giocatori in condizione. Alberto Gilardino, il protagonista della giornata di ieri, ha vissuto il pomeriggio ai campini come se niente fosse. L'attaccante è stato tra i primi ad arrivare: intorno alle 13.30, un'ora prima della convocazione di Rossi, era già a cambiarsi insieme a Montolivo, accompagnato con l'immancabile Smart dalla fidanzata Cristina De Pin. Subito dopo, alla spicciolata, ecco anche gli altri: Lazzari e Felipe, Marchionni e «quelli del taxi», ovvero Gulan, Ljajic e pure Jovetic, che indossava una felpa bianca con enorme cappuccio e giganteschi occhiali scuri da pop-star: tutti appiedati per le ormai note vicende dei ritiri della patente.
Nel pomeriggio, non è passato inosservato neppure il rombo della Ferrari nera di Natali, mentre Salifu e Ashong per il momento devono accontentarsi di farsi compagnia in una Mini. Quasi tutti hanno chiesto a Gila spiegazioni sulle ricorrenti voci genoane: «Che fai Gila, te ne vai?». «Per ora non c'è nulla di certo, sto aspettando notizie», ha risposto a tutti il diretto interessato, rimandando i saluti probabilmente ad oggi stesso. Sul campo, la squadra ha lavorato parecchio su corse e preparazione fisica, con partitella finale a ranghi misti, per un totale di due ore di fatica. Finalmente aggregato al gruppo anche Cassani, che dunque è recuperato dopo la distorsione al ginocchio di Verona del 6 novembre scorso. Rossi ha voluto con sé anche altri tre Primavera che lavoreranno in pianta stabile e in «via definitiva» (come precisato dalla società) con la prima squadra: il terzino Ashong, il difensore Rozzio e l'ala Acosty, che vanno ad aggiungersi ai più conosciuti Babacar (l'ultimo in assoluto ad arrivare al campo, con tanto di cresta ossigenata in testa), Camporese (ieri messo ko per la febbre) e Salifu, anche lui ristabilitosi dopo l'infortunio alla schiena che gli ha fatto saltare Siena. Assenti solo i sudamericani, con l'eccezione di Romulo, rimasto a Firenze nonostante le ferie: per Vargas, Neto e Silva c'è tempo fino a domani sera per rientrare in Italia. Il rompete le righe come sempre c'è stato quando ormai era buio: uno sparuto gruppetto di giovanissimi ha provato a fermare qualche giocatore per qualche autografo, uno su tutti Gilardino. Il bomber però è uscito in tutta fretta sulla la sua Smart bianca dai vetri oscurati e col cellulare in mano. Beppe Bozzo nel frattempo stava chiudendo per un quinquennale col Genoa.