L'orgoglio di essere fiorentini, amando la città e appassionandosi alla sua squadra di calcio, la Fiorentina, il grande filo che lega tutti coloro che sono nati a Firenze. Il titolo del libro di Isaia Nocentini (tifoso viola alla sua terza esperienza letteraria), «Nati perfetti» è quasi un manifesto del tifo viola.
Scorrendo le pagine però al centro di tutto emerge l'amicizia tra i vari personaggi, spesso nel nome della Fiorentina. Così, rispuntano episodi di un calcio e di un tifo antico, come quando nel 1970, come racconta in un passo del libro il presidente dell'associazione tifosi fiorentini Walter Tanturli, il viola club Viesseux «con la folle spesa di tredicimila lire acquista grancassa, batacchio e un piaio di piatti». Era l'epoca in cui frotte di tifosi aspettavano con ansia la partita e si riunivano per incitare la Fiorentina, con la voce ma anche con l'ingegno. «Nati perfetti — spiega l'autore — è un modo per riferirsi a noi tifosi viola, perché in effetti restiamo perfetti anche nelle sconfitte, la nostra fede non cambia in base ai risultati. Ed è anche un modo per differenziarsi da altri: ad esempio, resto convinto che la partita contro la Juve dovrebbe rimanere sempre la sfida dell'anno, non come è accaduto negli ultimi anni quando è stata quasi accomunata ad altre gare normali».
Il libro (128 pagine, a cura del gruppo editoriale Nove) è stato «battezzato» anche dal ct Cesare Prandelli, ieri presente nella sala delle Miniature in Palazzo Vecchio e a cui è dedicato l'undicesimo dei quindici capitoli. «Isaia mi ha riservato grandi elogi e lo ringrazio. Nel libro emergono — i cui proventi per i diritti d'autore saranno devoluti all'Ospedale pediatrico Meyer — lo spirito e la voglia di stare assieme. La Fiorentina invece è un messaggio e un riferimento sempre presente per tutti noi».