Author Topic: Da Kharja-Frecciarossa al fantasma Neto: l'alfabeto dei tormentoni 2011  (Read 385 times)

Offline Chiesa

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A come angoscia. E’ quella che ha preso i tifosi a vedere certe partite di quest’anno.
B come Behrami. Picchia per noi, come dicono dalla Fiesole. E’ arrivato un anno fa e si è subito imposto per grinta e personalità (anche fuori dal campo).
C come Corvino. Dato per partente dopo Mihajlovic, ha riconquistato posizioni ma il suo futuro (lo sa anche lui) dipende dal mercato di gennaio.
D come D’Agostino. Il giocatore che il Real tre anni fa voleva pagare 25 milioni era arrivato a Firenze per fare il regista, solo che al suo posto ha trovato Montolivo. Ha cercato conforto nella fede — onore a lui — e ha messo radici a Firenze con un ristorante e un centro benessere.
E come Eurostar. Ma c’è anche il Frecciarossa. Da gennaio sarà bene che Kharja per fare rientro a casa (Milano) dopo l’allenamento (Firenze) salga su Italo, il nuovo treno dei Della Valle. Scegliere le Fs al posto di Ntv sarebbe un gesto di indisciplina aziendale.
F come Firenze. Prima è rimasta delusa dalla fine del campionato scorso, poi ha sperato che Mihajlvoic se ne andasse all’Inter a giugno, quindi ha assistito al Sinisa 2 con scetticismo. L’effetto Rossi è durato lo spazio di tre partite, ma di questo non ha colpa il nuovo tecnico. Adesso lo sconforto si traduce in rarefatte presenze allo stadio (siamo ai minimi storici), e in un atteggiamento prossimo alle celebri rincorse nel viale dei Mille anni Settanta. Per informazioni chiedere a Desolati e Speggiorin.
G come gioia. L’unica quest’anno è venuta dal 3-0 alla Roma. Ma è bene ricordarsi che i giallorossi in inferiorità numerica avevano messo paura alla Fiorentina.
H come hotel. In zona Porta al Prato, dove la Fiorentina trascorre i ritiri. Molte prenotazioni quest’anno, anche per qualche pausa di riflessione extra che la società ha imposto ai giocatori (vedi alla voce tiratardi).
I come incomprensioni. Nascono in origine dalle scoppiettanti conferenze stampa pre-gara di Mihajlovic («Il nostro modello di gioco è il Barcellona, vogliamo la zona Champions») poi puntualmente naufragate in campo. anche nell’ultimo mercato molti sostengono a ragione che chi è andato via voleva rimanere (Frey, Santana, Donadel) e chi è rimasto aveva bisogno di nuovi stimoli (Gilardino, Vargas). Al riguardo il cellulare di Corvino potrebbe parlare chiaro, ci sono sms compromettenti di alcuni big che a parole professano amore a Firenze e tramite telefono invitano la società a cederli.
L come Ljaic: talento inespresso, spesso indisponente negli allenamenti. E pensare che fu soffiato al Manchester United.
M come Montolivo. La telenovela dell’anno: più passa il tempo più è la Fiorentina rimetterci. Il giocatore piace a club medio-alti (come lo Zenit San Pietroburgo di Spalletti) mentre a Milano si sostiene di un suo accordo sulla parola con il Milan. Dal 1° febbraio Montolivo è libero di firmare con chi vuole, a costo zero. Chi lo prende fa un affare perchè risparmia sul cartellino, a vantaggio dell’ingaggio. Beato lui (anche perchè è fidanzato con la De Pin).
N come Neto. Si tratta di un fantasma o poco più. Di lui si ricordano alcune papere in precampionato, quando Miha doveva decidere il portiere titolare. Siena a parte, Boruc ha fatto venire il desiderio a molti di rivederlo in campo, il giovane Neto.
O come orgoglio. Merce rara alla Fiorentina squadra. Attaccamento alla maglia al minimo sindacale.
P come promessa. Come quella di Camporese, sfiorita dopo che si è fatto bere da Eto’o. Scarsa come motivazione. Pare vada al Sassuolo in prestito. Ci auguriamo di vederlo di nuovo alla Fiorentina, tanto Eto’o è in Russia...
Q come qualità. Se n’è parlato spesso, riferita al gioco, alle prestazioni. Si è vista pochissimo.
R come rabbia agonistica. Altra chimera, la Fiorentina attua il fair play al massimo livello, lotta quasi controvoglia.
S come Sinisa. Mihajlovic grande uomo — la società non perde occasione per ricordarlo — ma tecnico ancora sui generis. Ha pagato per essere stato troppo aziendalista nella costruzione della squadra: i problemi che pensava di aver appianato lo hanno invece affossato.
T come tiratardi. Quasi una formazione: da Vargas a Cerci, a Ljajic e Camporese. Quando le cose vanno male si guarda anche a questo.
U come Udine. Lì potrebbe tornare Felipe, uno degli acquisti sbagliati di Corvino (pagato 9 milioni).
V come vittoria in trasferta. Manca da aprile, a Cagliari, fate voi i conti.
Z come zizzania. La società ripeteva spesso che all’esterno c’era gente sempre pronta a seminarla, stavolta la squadra ha fatto tutto da sola.
- AMORE MIO - LA LUCE DEL MATTINO

 

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