Author Topic: I primi 45 giorni di Rossi: cosa ha fatto e cosa c'è da fare  (Read 228 times)

Offline Chiesa

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Sei punti in sei partite, frutto di una vittoria, 3 pareggi e 2 sconfitte, 5 gol fatti e 6 subiti. E poi la qualificazione contro l'Empoli in Coppa Italia e i 4 moduli già sperimentati. Si potrebbe riassumere così, superficialmente, il lavoro di Delio Rossi nei suoi primi 45 giorni di Fiorentina. Qualcuno si aspettava qualcosa di più, tutti lo speravano, ma di certo sarà necessario attendere almeno il mese di gennaio per i primi veri bilanci a proposito del nuovo tecnico. Qui ci limiteremo ad analizzare gli elementi positivi già emersi, e le (tante) cose che ancora non vanno.

Il merito maggiore che va riconosciuto a Delio Rossi è quello di aver già dimostrato, in parte, la sua predisposizione a lanciare i giovani. Nastasic è diventato quasi intoccabile, Salifu è passato dalla Primavera ad una maglia da titolare, lo stesso Babacar è stato, se non altro, 'rispolverato'. Il tutto diventa ancora più apprezzabile se si considera il momento delicato in cui sono stati lanciati nella mischia, peraltro con risposte che hanno dato pienamente ragione al tecnico viola. Ma oltre a questo, Rossi ha sfoggiato onestà e coraggio: la prima nel concedere a tutti, chi più chi meno, la chance di dimostrare il proprio valore; il secondo nell'operare scelte forti, non sempre condivisibili, ma importanti per far capire al gruppo che nessuno è intoccabile. Lo stesso si può dire per il modulo, dove Rossi non ha avuto paura di cambiare rimettendo in discussione i suoi stessi principi (anche se speriamo che la fase sperimentale sia finita).

Un compito assolto, per ora, soltanto a metà è stato invece quello di recuperare a pieno alcuni giocatori reduci da un lungo periodo di involuzione. Vargas e De Silvestri, seppur a piccoli passi, hanno mostrato progressi rispetto ai mesi scorsi e speriamo che la sosta non interrompa questa ripresa (specialmente per il peruviano). Con altri però il lavoro non ha ancora dato frutti: si pensi a Gilardino (anche se è tornato al gol), a Cerci, Ljajic o a Lazzari, addirittura in calo. Work in progress ancora agli stadi iniziali, evidentemente, un po' come quello relativo alla condizione fisica: la Fiorentina sembra ancora indietro rispetto a quasi tutte le avversarie sul piano della brillantezza e della resistenza, anche se da questo punto di vista è difficile intervenire nel pieno degli impegni ufficiali. Cosa ancora non è funzionato è il gioco, uno dei fiori all'occhiello della carriera di Delio Rossi. La Fiorentina non ha ancora un'identità, complice forse l'incertezza del modulo, nè incarna ancora quell'attaccamento alla maglia e quello spirito di squadra fondamentale per riconquistare i tifosi, oltre che i punti. A questo si aggiunge - e si collega - la difficoltà nel produrre occasioni da gol, riconducibile non solo ai singoli.
Su tutto questo dovrà lavorare, e tanto, Delio Rossi e il suo staff nei 10 giorni a disposizione tra il 28 dicembre e l'8 gennaio. Un compito forse più arduo di quanto lo stesso tecnico si fosse immaginato, ma senza il quale la Fiorentina sarebbe destinata ad un'altra stagione buttata. Con 22 partite ancora da giocare, però, c'è il tempo per riprendersi iniziando a programmare il futuro, magari grazie anche ad un mercato azzeccato.

Simone Bargellini
www.simonebargellini.it
- AMORE MIO - LA LUCE DEL MATTINO

 

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