Rossi inventore per forza
Arrivò dichiarando che presto un po’ tutti avrebbero visto la vera Fiorentina. Anche dal punto di vista dell’assetto tattico. Magari Delio Rossi immaginava una squadra diversa. Con meno problemi, con più soluzioni, che sarebbe uscita dalla crisi con maggiore rapidità. Invece, dopo i primi 45 giorni di lavoro, ancora la medicina non sembra essere stata trovata. Il nuovo allenatore gigliato le ha provate un po’ tutte. Dal punto di vista del modulo ma anche dei calciatori. Affidandosi ai veterani e ai giovani, senza guardare in faccia a nessuno. La Fiorentina però continua a giocare male, a non divertire, a mostrare gravi lacune di gioco e di personalità. Sei partite, coppa Italia compresa, con l’alternanza di molti moduli. Contro Milan, Palermo ed Empoli adottò il 4-3-1-2, con Lazzari nel ruolo di trequartista.
Una soluzione che poteva essere quella giusta, ma non è andata esattamente così. Poi il 4-4-2 contro Roma e Inter, fino ad arrivare al 4-3-3 contro l’Atalanta. Con il Siena, ed è storia recente, prima il 4-3-2-1, poi nella seconda frazione addirittura il 3-5-2. Era da anni, che a Firenze, non si vedeva una difesa a tre. Segno, da parte di Delio Rossi, di grandissima apertura mentale. Di adattamento alla situazione. Ma anche un segnale inequivocabile di una squadra che ancora non riesce a prendere forma, non riesce a capire la propria fisionomia. Una Fiorentina senza anima, ha sussurrato qualcuno. Chissà, magari è vero. Intanto, da qui alla prossima partita, Delio Rossi cercherà di lavorare su un modulo preciso che porterà avanti dalla partita con il Novara in poi.
Sperando che la preparazione invernale — per i viola sarà molto dura ed impegnativa dal 28 dicembre in poi — possa portare qualche idea più chiara. Perchè se è vero che cambiare è segno di una mentalità aperta è altrettanto vero che per una squadra, non avere mai un assetto tattico preciso, può sicuramente portare ai problemi che sono sotto gli occhi di tutti. E che forse sono più grandi anche di Delio Rossi, uno che può aiutare il gruppo ad uscire da questa difficile situazione ma che non può fare miracoli. Quelli, almeno nel calcio, non esistono.