Author Topic: AC SIENA - ACF FIORENTINA 0:0  (Read 5138 times)

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Re: AC SIENA - ACF FIORENTINA 0:0
« Reply #80 on: 12/26/11, 14:21 »
Hamrin: ''Fiorentina, non serve il mercato''

Un inizio di campionato non facile come dimostra la classifica e un mercato ancora tutto da decifrare. Questa è la Fiorentina di Natale 2011. L'Europa era l'obiettivo fissato in estate, ma per il momento i traguardi possibili per i gigliati sembrano essere altri. Per parlare di questo e del mercato viola di gennaio Tuttomercatoweb.com ha contattato in esclusiva un ex Fiorentina come  Kurt Hamrin, che oggi vive a Firenze e segue da vicino le sorti della sua ex squadra.

Per prima cosa, come vede la squadra viola e che campionato ha svolto fino ad ora?
"A questa squadra manca un gioco. Questo è la maggiore lacuna che si vede guardando la Fiorentina. Con Rossi ancora questo aspetto non è migliorato, anche se secondo me le potenzialità per far bene ci sarebbero tutte. Però mi sembra che da due anni a questa parte i giocatori abbiano paura, la palla è come se fosse incandescente, invece non gli deve scottare, altrimenti non riusciranno mai a fare ciò di cui in realtà sono in grado. La tecnica di base c'è, ma sta ai singoli farla uscire".

Il problema potrebbe essere di motivazioni. Giusto secondo lei cedere alcuni big per far posto a giovani maggiormente coinvolti nel progetto?
"Alt. Io non ho detto questo e mai mi sognerei di farlo. Gente come Vargas e Gilardino, per esempio, deve rimanere per forza, perché sono questi i giocatori che ti cambiano le partite. Se Vargas riprende a girare, vedrete che ripartirà anche Gilardino. I due hanno un feeling speciale. Gila i gol li ha sempre fatti, non rimarrà per sempre in questa condizione".

Ma qualcosa a gennaio andrà cambiato. Secondo lei dove dovrà intervenire maggiormente Corvino?
"Dove c'è più bisogno, ma da fuori è difficile capirlo, solo Rossi ha il polso della situazione. Credo comunque che l'unica cosa che manca a questa squadra sia la fiducia nei propri mezzi. Penso che Rossi debba fare un preciso lavoro di convincimento e di crescita dell'autostima. Se ci riuscirà, non saranno necessari altri acquisti, perché già così la squadra va bene".

Ancora possibile, quindi, la qualificazione europea?
"Questo mi sembra molto difficile, ma lo era anche all'inizio del campionato. La squadra non è male, ma in Europa vanno in 5, e la Fiorentina davanti ha molte squadre. Secondo me è stato sbagliato qualcosa nella comunicazione. E' chiaro che se la dirigenza dice che l'obiettivo ad inizio stagione è l'Europa la gente ci crede e si esalta, ma se poi non succede c'è il rischio contestazione. Era necessario, secondo me, tenere un profilo più basso, sono state dette parole troppo grosse".
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Re: AC SIENA - ACF FIORENTINA 0:0
« Reply #81 on: 12/26/11, 18:12 »
Prandelli a Farina, vieni quando vuoi

Una telefonata di auguri natalizi particolarmente gradita e un invito ancora più apprezzato. Cesare Prandelli ha telefonato ieri a Simone Farina, difensore del Gubbio, la cui denuncia di tentata combine è stata l'origine della fase 2 dell'inchiesta di Cremona sul calcioscommesse. Prandelli lo ha pregato di memorizzare il suo numero e di farsi risentire per indicare la sua data preferita per una visita in Nazionale, in qualsiasi momento. 'Le porte per te sono sempre aperte', ha detto Prandelli.
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Re: AC SIENA - ACF FIORENTINA 0:0
« Reply #82 on: 12/27/11, 21:22 »
Stasera tornano i giocatori. Via al tour de force

L’ultimo giorno di vacanza, quasi per tutti, prima di affrontare un paio di settimane dove ci sarà molto da sudare. Si ritrovano domani, al centro sportivo dietro lo stadio, i giocatori a disposizione di Delio Rossi. E di fatto per la prima volta da quando il tecnico è arrivato a Firenze, sarà possibile lavorare con tutta la rosa. Il mercato, ormai dietro l’angolo, modificherà qualcosa nella squadra di Rossi, soprattutto in uscita, ma tutto sommato il gruppo dei cosiddetti titolari potrà essere studiato da vicino dall’allenatore viola.

Il quale, fino a oggi, ha dovuto regolarmente fare i conti con infortuni, e assenze dettate dagli impegni con le nazionali nel corso delle soste di campionato. Ecco perché i prossimi giorni di allenamenti, a cominciare da domani, saranno particolarmente importanti. E impegnativi per il gruppo gigliato. Rossi ha infatti intenzione di lavorare a fondo sull’aspetto fisico della squadra, apparso ancora ad oggi del tutto insufficiente, e per questo motivo farà effettuare, a tutti i reduci dalle vacanze di Natale, una sorta di vero e proprio richiamo della preparazione. Anche nel corso della settimana di ferie, del resto, ogni giocatore aveva ricevuto specifici esercizi da effettuare per mantenere un tono fisico adeguato.

Dunque via a quella sarà una sorta di «ritiro», almeno per il tecnico della Fiorentina ancora alla ricerca della giusta cura ai mali della squadra, a cominciare dal modulo. Per domani sono attesi praticamente tutti, esclusi i sudamericani che potranno rientrare entro il 30 dicembre. Vargas, Santiago Silva, Romulo e Neto potranno usufruire di un permesso della società e si aggregheranno al resto del gruppo a fine settimana, dopo che gran parte delle sedute fissate dal tecnico saranno sostenute al mattino e al pomeriggio. Una decina di giorni fondamentali per ricaricare le pile sul terreno da gioco, e provare a trovare un’alchimia di gioco fino ad oggi sconosciuta.

E’ questo fondamentalmente il motivo per il quale Rossi vorrebbe anche far disputare ai suoi un paio di amichevoli. La Fiorentina si sta guardando intorno, ma probabilmente saranno amichevoli allo stadio contro sparring partner che consentano a Rossi più di lavorare sulla tattica che non sui novanta minuti di gioco. Dalla ripresa del campionato, l’otto gennaio in trasferta a Novara, la Fiorentina tornerà in campo in svariate occasioni, inclusa la coppa Italia e Roma, e servirà una squadra in grado di tenere ritmi severi. Nella corsa e soprattutto nel gioco. Al resto, poi, potrebbe pensare anche Corvino con i primi acquisti di gennaio. Rossi se lo augura, intanto, però, lavora con la squadra a disposizione.
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Re: AC SIENA - ACF FIORENTINA 0:0
« Reply #83 on: 12/27/11, 21:23 »
Nocerino incubo di Montolivo, Prandelli: ''Può rubargli il posto''

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Cesare Prandelli parla così del centrocampo dell'Italia del quale ha fatto parte stabilmente Riccardo Montolivo durante tutte le qualificazioni all'Europeo:

Il quadrilatero di centrocampo è un marchio di fabbrica definitivo.
«Scartata l'idea degli esterni, ci abbiamo puntato forte: qualità e possesso hanno trasmesso coraggio. Abbiamo titolari riconoscibili, ma un Nocerino che segna 10 gol può rubare il posto a Montolivo».

Proprio lui, Antonio Nocerino, il giocatore attorno a cui scoppiò un caso diplomatico dopo che Cognigni rivelò la frase dell'ex capitano della Fiorentina "Non posso vedere Nocerino che gioca al Camp Nou e io no...". L'ex Palermo ha risposto con un inizio di stagione incredibile al Milan, con ben 6 gol segnati, media da bomber. E adesso insidia Montolivo anche in Nazionale.
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Re: AC SIENA - ACF FIORENTINA 0:0
« Reply #84 on: 12/27/11, 21:24 »
Lo spogliatoio da rifondare

La Fiorentina si prepara a rinnovare il gruppo sapendo che molte fragilità sono nella testa, più che nelle gambe, e questo è un problema complicato da risolvere a gennaio, nella fase di mercato che serve a riparare più che a costruire. Avere uno spogliatoio unito è più difficile che avere uno spogliatoio forte. Questa qualità aggiunta — l’unità fra i giocatori costruita nel corso degli anni — è andata continuamente disperdendosi.
E allora molti errori devono essere stati fatti nella gestione del capitale umano, perché è da qui che nasce lo spirito di gruppo (soprattutto se arrivano i risultati).

La prima valutazione azzardata risale probabilmente al gennaio di due anni fa, quando in pochi giorni furono ceduti il capitano Dainelli e il vice Jorgensen, con messaggio innescato per gli altri: qui si rinnova, le gararchie cambiano, bisogna azzerare e ripartire, il passato non conta. Ma il rinnovamento effettivo del ciclo, per motivi collegati ai dubbi tecnici e poi alla difficoltà di vendere alcuni giocatori ai prezzi previsti, è stato molto più lento rispetto ai segnali inviati alla squadra. In pratica una manovra a due velocità.
Il gruppo decapitato nelle gerarchie è stato conservato per impossibilità di cambiarlo: e molti giocatori — anche importanti — hanno capito che la loro conferma è nata dall’impossibilità di trovare alternative o contropartite economiche, più che dalla fiducia. E ora, se anche il presidente Cognigni ammette che «manca lo spirito di gruppo», è arrivato il momento di velocizzare la fase due della manovra. Con il rischio di rimetterci qualcosa? Può darsi. Ma è meglio fare tutti i conti, non solo quelli economici.
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Re: AC SIENA - ACF FIORENTINA 0:0
« Reply #85 on: 12/27/11, 21:26 »
Fiorentina, le pagelle del 2011 (di Benedetto Ferrara)

Vi proponiamo le pagelle 2011 della Fiorentina di Benedetto Ferrara per La Repubblica (che nell'introduzione assegna "un 9 in pagella ai tifosi che non mollano, nonostante tutti quelli che si stanno impegnando al massimo per raffreddare i loro cuori").

Boruc 6: parate miracolose e inquietanti amnesie, diciamo che la continuità non è il suo forte e che, come direbbero nella sua Polonia (e anche a Campi), alla fine poggio e buca fa pari. Certo che ogni tanto si piazza tra i pali in modo molto casual. Di sicuro l´originalità non gli manca. Indimenticabile il suo travestimento da evidenziatore (rosa) a San Siro.
De Silvestri 4,5: il suo rendimento è direttamente proporzionale a quello dell´economia dei Paesi dell´eurozona. Che fine avrà fatto il vecchio De Silvestri, quello costato pure un botto? C´è chi parla di rapimento degli alieni, ma prove certe non ce ne sono. In ogni caso anche lui è riuscito in un´impresa impensabile: far rimpiangere Comotto.
Cassani 5,5: prima di venire a Firenze era un ottimo giocatore. Speriamo che gli alieni non rapiscano solo terzini destri.
Gamberini 5,5: promosso capitano direttamente dalla società senza consultare lo spogliatoio, ha dovuto vincere la timidezza per acquisire carisma e sintomatico mistero. Tecnicamente si è un po´ involuto seguendo il resto del gruppo, che non avrà carisma, ma di sicuro è un bel (sintomatico) mistero.
Natali 5,5: ha rilanciato Pazzini in gol dopo una vita. Bel colpo (per Pazzini). Oltre a questo qualche buona cosa e altre da dimenticare o già dimenticate.
Camporese 6: Sinisa prima lo lancia e poi lo boccia. Un trionfo. Ora la Fiorentina lo tratta col Sassuolo per prendere un centrale egiziano a giugno. Ma forse è uno scherzo.
Nastasic 6,5: classe e carattere per un ragazzino che è anche un grande investimento. Da gennaio ci sta che lo ritroveremo titolare fisso. Speriamo che gli abbiano spiegato la storia della patente serba.
Felipe sv: guadagna più o meno un milione all´anno. In cambio si allena. Geniale.
Romulo 6: preso come terzino (ma una volta visto lui Mihajlovic ha chiesto Cassani) ora è diventato una specie di Cerci meno egoista. A Siena per un quarto d´ora ha fatto bene. Per lui essere qui è un mezzo miracolo. Per la Fiorentina si vedrà.
Gulan sv: ex mediano, ex terzino, ex autista di Ljajic finché non gli hanno sequestrato la macchina anche a lui. Uno dei tanti affari fatti alla fiera dell´est, dove per parecchi soldi dei giocatori la Fiorentina comprò.
Kroldrup 5: l´ultimo ricordo all´Allianz Arena, con un gol importante che non bastò a evitare il furto dell´alleanza crucco-norvegese. Poi un infortunio. A giugno se ne andrà.
Pasqual 6: l´unico giocatore che non è stato svalutato durante l´era Mihajlovic. Anzi, lui ha ritrovato il campo, un po´ di entusiasmo e perfino un nuovo contratto. Vedi tu la vita. A sinistra a volte qualcosa funziona.
Behrami 7: da gennaio 2011 a gennaio 2012, sempre di corsa. È un esempio, un punto di riferimento, una rara gioia per il tifoso depresso. L´unico difetto è che la sua dinamicità mette in risalto la staticità dei compagni. Il che può essere un problema, per i compagni. Il migliore.
Kharja 5: il più eccitato all´idea che Diego Della Valle stia per inaugurare una nuova compagnia di treni in società con Montezemolo. In coppia col trolley viaggia a trecento all´ora. Senza trolley, invece, deve ancora farsi notare.
Cerci 5,5: croce e delizia del tifoso viola. Attimi di gloria fuggente e sparizioni degne di Silvan. Bel piede, ma spirito di squadra poco o nulla. Pare sia più facile chiedere sacrifici agli italiani che all´Henry di Valmontone, tornante che non torna. Nel calcio di trent´anni fa avrebbe avuto di sicuro maggior fortuna.
Lazzari 4,5: Bolatti in confronto faceva il centometrista. Gioca in bassa definizione, se hai la tv in Hd non lo vedi.
Munari 5: il giorno della presentazione Guerini disse: «Ne sono certo: Gianni Munari vi farà innamorare». Speriamo che i Maya ci azzecchino quanto Guerini.
Marchionni sv: geniale, come Felipe. Agli alieni non interessa, chissà perché.
Montolivo 5: Milan? Liverpool? Mah. Lui gioca senza infamia e senza lode la sua ultima stagione in viola che è una lunghissima e snervante attesa. Il suo caso è stato gestito che nemmeno in Lega Pro.
Vargas 4,5: una volta viaggiava più veloce del treno di Kharja. Poi un´involuzione tecnico esistenziale con implicazioni insondabili anche per la dottoressa Tirone lo ha trasformato nel locale Firenze Rifredi-Borgo a Buggiano. Comunque Rossi preferisce un mezzo Vargas a un Lazzari tutto intero. La società spera di venderlo. Ma che giocatore, el loco, quando era nei suoi cenci.
Salifu 6: Delio scommette su di lui, che ha fisico e piedi. E poi ha perfino voglia, cosa rara da queste parti.
Gilardino 5: Anche nel suo caso c´è chi sospetta un rapimento alieno. L´unico attaccante senza riserve in panchina alla fine in panchina c´è stato spedito dal suo allenatore. E ora si parla di una sua imminente cessione. A sua parziale discolpa c´è un infortunio smaltito troppo in fretta. E poi, forse, diciamocelo, dopo l´aver frequentato Castillo, Keirrison e Silva, ci può stare che uno si dimentichi come si fa.
Jovetic 7: l´unico che dal punto di vista tecnico fa la davvero differenza. Certo lui non ricorderà questo 2011 come un anno felice, visto che per due terzi se lo è visto dall´infermeria, però senza Jo-Jo sicuramente la Fiorentina sarebbe messa peggio di come sta. È l´unico giocatore fuori dal mercato. E probabilmente anche l´unico richiesto dal mercato. Chissà perché.
Silva 5: un gol su rigore. Ottimo affare. Non era facile rimpiangere Castillo e Keirrison. Pare che il vero obiettivo fosse questo, sennò l´operazione "el tanque" non si spiega.
Ljajic 4,5: voto molto basso per via del rapporto investimento-resa, che in confronto Munari è stato un terno al lotto. Leggero e presuntuoso, quello che gli esperti definirono senza giri di parole (e senza motivo alcuno) il Kaká dei Balcani, ad oggi resta un mistero insoluto e un colpaccio del Partizan, la società di Belgrado più amata dalla Fiorentina. Già in estate il ds ha provato a dare via il suo cartellino. Ora c´è da giurarci che ci riproverà.
Babacar 5,5: è stato punito perché non ha accettato il trasferimento in prestito in B. Ma siccome non è che la prima squadra sia piena di attaccanti fortissimi, ecco che Delio lo richiama per dare una mano. Ci sta che da gennaio in poi sia lui la prima riserva di Gilardino o di chi per lui.
Mihajlovic 5,5: basterebbe dire che non è stato all´altezza di una squadra che a sua volta non era all´altezza. Chiaro che le colpe non erano tutte sue, ma semmai di chi pensava di ricominciare affidando a un allenatore con poca esperienza una squadra abborracciata e decisamente demotivata.
Delio Rossi sv: quello che è certo è che non è Padre Pio. Il resto è tutto da verificare. Rossi non è un mago, ma un lavoratore. La speranza è che la società segua le sue dritte per costruire una squadra degna di questo nome. Da gennaio in poi inizieremo a capire qualcosa di più.
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Re: AC SIENA - ACF FIORENTINA 0:0
« Reply #86 on: 12/27/11, 21:27 »
Sergio Buso, il grande maestro ci lascia un tesoro

Sergio, il grande Sergio, aveva una faccia ossuta, d'altri tempi, un padovano gran dottore di calcio, con un naso importante, da cattedratico, e due occhi profondi, da persona per bene. Era tutto ossuto, alto e ossuto, per la verità, una caratteristica che aveva addirittura accentuato col passare del tempo. Immaginarlo portiere, perché all'inizio questo era stato, nei lontani '70 e '80, dava ancora una sensazione rumorosa, di un rumore metallico alla fine di un tuffo plastico. Invece ora c'è silenzio intorno a Sergio, il grande Sergio. E l'imperfetto è sempre il tempo inevitabile per declinare la morte di un uomo. E lui era poco più che sessantenne, lui, Sergio Buso, già calciatore, allenatore, tecnico, tattico, un maestro autentico, uno dei prodotti migliori della nostra cultura calcistica in senso più ampio, ucciso da una forma di leucemia, aggravatasi in questo suo doloroso autunno, e spentosi giusto la sera della vigilia di Natale. Un finale di partita che lui, nel suo stile, aveva voluto giocare privatamente, circondato solo dalle sue donne (Sonia, la moglie incontrata a Taranto, con la quale aveva scelto la cittadina pugliese per crescere Silvia e Giulia). Facendone mai argomento di confidenza.
Nell'ultimo mese nessun giornale, e soprattutto nessun match da "mangiare", studiandone ogni dettaglio. Il segno della resa. Eppoi non aveva più voluto vedere nessuno, né sentire nessuno. Neppure Donadoni, con il quale aveva condiviso gli ultimi cinque anni di carriera, a partire dal ruolo di collaboratore tattico azzurro, nel biennio 2006/2008, il primo post-lippiano. E neppure Renzo Ulivieri, che ieri, a Taranto, insieme all'ex ct, prima del funerale, lo piangeva con un moto doloroso irrefrenabile che non avremmo mai detto. Era un amico, Sergio, un po' fratello minore, un po' fratello maggiore, che lo chiamava lo zio, o il boss, oppure "quell'altro" , a seconda dell'umore con il suo inalterato accento veneto, sopravvissuto a una vita dalle mille panchine italiane.
UNA STORIA ESEMPLARE - Certo, Buso, per il grande pubblico non sarà stato una star, ma è uno che ha seminato come pochi, e ovunque, nella estesa Provincia d'Italia. Chiedete a Mazzarri, per esempio, quanto valeva il grande Sergio. Aveva cominciato a 18 anni, giocando nel Padova. E poi via su e giù per la Penisola, tra Bologna, Cagliari, Novara, Taranto, Teramo, Pisa, Mantova e Lucchese. Lì, nell'87, il passaggio dal campo alla panchina. Dopo, Taranto, Modena, Trento e Foggia, alternando prima squadra e settore giovanile. La svolta nuovamente a Bologna, nel 1995, da collaboratore di Ulivieri, fino al culmine, nel '99, quando gli venne affidata la prima squadra in attesa dell'arrivo di Guidolin. «Buso è la Treccani del calcio» senteziava allora il presidente Gazzoni Frascara, una verità che talvolta è stata anche il limite nella carriera del grande Sergio. Troppo colto, di una cultura calcistica enciclopedica, troppo pignolo, troppo rispettoso del proprio lavoro, per trovare le porte aperte e tappeti rossi. Dopo Bologna, c'erano state ancora Taranto, poi Venezia, Napoli, Reggina, Fiorentina e Catanzaro. La Nazionale campione del Mondo consegnata a Donadoni, in vista di Euro 2008, lo vedeva nello staff azzurro col ruolo di collaboratore tattico. E' una grande avventura, per Buso, disposto a tutto, per onorare il mandato, fino a nascondersi nelle cabine regia di qualche stadio pur di spiare la rifinitura dell'avversario di turno. Capace di produrre un report tattico illuminante tra primo e secondo tempo, quasi costantemente dietro le quinte, Buso era rimasto nello staff di Donadoni, anche nelle seguenti esperienze, compresa quella di Cagliari, che gli ha regalato anche l'ultima amarezza, gratuita, soprattutto sul piano umano, ma anche professionale. Quello che resta del grande Sergio è un lavoro definitivo sulla preparazione dei portieri, che dal prossimo anno farà parte del materiale didattico dei corsi allenatori di Coverciano. E un vuoto, grande, come era lui.
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Re: AC SIENA - ACF FIORENTINA 0:0
« Reply #87 on: 12/27/11, 21:27 »
Fiorentina, è una partenza da paura

Fa un certo effetto pensare che la Fiorentina sta facendo peggio dell'anno concluso con la salvezza all’ultima giornata. Peggio di quello, il primo della gestione Della Valle che tra l'altro segnava il ritorno in serie A dopo i due tornei di C e B post-fallimento, e di tutti i successivi che sono stati sempre forieri di ottimi risultati e grandi soddisfazioni per la squadra viola e i suoi tifosi. Sì, peggio anche del campionato scorso che, viceversa, né risultati e né soddisfazioni ha riservato. Ed è tutto dire.
DI MALE IN PEGGIO - Diciannove punti nella passata stagione, 18 in questa: la cruda realtà dei numeri non lascia spazio ad interpretazioni di sorta. La Fiorentina così è, se vi pare oppure no. E c’è da credere che non piaccia per niente. Diciotto punti in sedici partite significano poco più di un punto di media, tanto per avvalorare la tesi di chi ragionando in termini eccessivamente negativi (ma hai visto mai) consiglia di raggiungere prima quota 40 e poi di affrontare qualsiasi altro tipo di discorso. Sempre che resti un po' di tempo per farlo. O, forse, il tifoso della Fiorentina si sta solo abituando alla mediocrità ed è costretto a non andare oltre l'obiettivo minimo.
COME DODICI MESI FA - Una cosa è sicura proprio perché il raffronto è recentissimo e insindacabile: il rendimento attuale rimanda al rendimento della Fiorentina di Mihajlovic, perché un punto in più o in meno non sposta la questione e quindi, se non ci saranno scossoni e inversioni drastiche di tendenza, la squadra viola sarà destinata come quella che l'ha preceduta a vivere ai margini se non lontana dalla classifica che conta, con tutto ciò che ne consegue a livello di entusiasmo e partecipazione. Evidentemente è questo che scoraggia il tifoso e che svuota il Franchi di volta in volta.
PARAGONI IMPIETOSI - Di passato non si vive, tuttavia senza passato non c'è neppure futuro. Figuriamoci la delusione se il raffronto viene fatto con gli anni prandelliani, compreso l'ultimo che nella seconda metà fu caratterizzato da una sconfitta dietro l'altra, ma dopo 16 gare la Fiorentina aveva comunque 24 punti e al giro di boa era sesta a tre lunghezze dal terzo posto. Lasciamo stare gli anni poi coronati da un... arrivo Champions o Europa League: andando a ritroso, 29 punti nel 2008-09, 25 nel 2007-08, 27 nel 2006-07 (al netto della penalizzazione) e addirittura 33 nel 2005-06, ovvero nel campionato in cui la Fiorentina fu capace in un solo girone di mettere insieme ciò che adesso rappresenta il traguardo finale auspicato dai più pessimisti (o realisti?) sostenitori gigliati. Per la cronaca, l'anno della succitata salvezza in extremis la Fiorentina alla 16esima giornata aveva totalizzato 22 punti.
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