Se si gioca a non perdere...
Il derby salvezza (o quasi) ha distribuito un punto qua e uno là con una parsimonia che un po' amareggia il Siena che ha giocato meglio della Fiorentina (ma un meglio di volontà più che di qualità) nel primo tempo. E che ha sfiorato la vittoria nel finale con una punizione dell'ex D'Agostino sulla quale Boruc ha riscattato le incertezze delle partite precedenti con una grande deviazione in angolo. La Fiorentina, dopo un primo tempo magro e impaurito, ha trovato quel po' di gioco (uno sfarzo rispetto ai 45' iniziali) che le ha consentito — di fronte a un Siena calante — di riemergere con un certo decoro e di sfiorare il gol in almeno tre aggrovigliate situazioni sotto la porta bianconera, quanto basta perché anche i viola potessero buttare sul tavolo qualche rammarico. Tutto sommato, o tutto sottratto vista la qualità del match, è stata la partita che ci aspettava tra due squadre in crisi. Il Siena che perdeva da quattro giornate consecutive e la Fiorentina che respira l'aria intossicata della bassa classifica e che in trasferta ha segnato un solo gol ed ha continuato a non trovare la rete.
Delio Rossi è ancora alla ricerca della forse inesistente soluzione migliore e ieri sera ha cambiato modulo giocando con un 4-3-3 senza centravanti di ruolo, ma affidando a Jovetic il compito di riferimento centrale. Nulla di buono si è visto in questa fase, a parte una bella girata di Jovetic che Brkic ha messo in angolo con i complimenti dello stesso Jo-Jo. Nella ripresa la Fiorentina ha preso coraggio, o meglio si è scrollata di dosso la paura, ha cambiato modulo per l'infortunio di De Silvestri passando a una difesa a tre e portando lo sgambettante Romulo, che riesce ad essere positivo senza diventare decisivo, sulla linea di centrocampo, e restituendo poi Jovetic alla trequarti con l'ingresso, indolore per il Siena, di Gilardino. Le cose sono andate meglio. Bene Nastasic che gioca da veterano (anche fuori ruolo) ed ha la fortuna del principiante (la traversa gli ha perdonato un errore su Calaiò). È stata una Fiorentina che, volendo sperare in un recupero di gioco e di tenuta fisica alla ripresa del campionato, potremmo definire di transito, il cui scopo principale, se non l'unico, era quello di non perdere. C'è riuscita, ma in quali condizioni si presenteranno alcuni scapigliati viola dopo le vacanze? Il grande Liedholm raccomandava: «Fate vita sana».