Viglia del derby toscano Siena-Fiorentina, nella sala stampa “Manuela Righini” ecco il tecnico viola Delio Rossi. Queste le sue parole: “Il calcio scommesse? In questi due giorni ho visto tutte le partite che riguardano la Fiorentina, non ne sapevo niente. Tutte queste situazioni minano il nostro ambiente, io sono per la cultura dell’esempio e questa la devono dare gli addetti ai lavori. Devi essere sempre un esempio, sia in campo che fuori dal campo. Sono cose che fanno male al calcio. Non voglio accanirmi con Doni, mi dispiace. Io non ho mai giocato, nemmeno una schedina… Un addetto ai lavori non deve scommettere. Il dopo Fiorentina-Atalanta? È chiaro che ci sono stati luci ed ombre, devo dire che per 50 minuti ho visto una discreta Fiorentina. Ho visto una squadra ordinata, devo ripartire da quei 50 minuti, dobbiamo ripartire da lì. Sulla contestazione mi sono già espresso, chi paga ha sempre ragione, però finchè si gioca si deve sempre stare vicino alla squadra. Io starei sempre vicino alla squadra, ma capisco i tifosi. Per me è sempre l’ ultima partita di campionato, per me sono tutte sfide decisive. Ho parlato con la società, la società è molto presente, specialmente nella figura dei Della Valle: loro sono i primi che soffrono per questa situazione, non vedo un disimpegno, mi sembra esattamente il contrario. Voglio rilanciare, un ciclo vincente è finito, si deve iniziare nuovamente. Nei confronti della gente devi essere sincero e limpido da questo punto di vista. Onestamente non credo di esser stato preso per gestire una situazione di transizione. Nel momento in cui vai in campo e fai delle scelte, il campo non ti premia, gli assenti hanno sempre ragione. Felipe e Marchionni non sono scarsi, semplicemente avevano una situazione più complicata, rispetto agli altri. Dobbiamo parlare di quelli che giocano. Conosco la gente, la gente si esalta per due cose: o per una scivolata, o per una grande giocata, tutto questo è normale. Entriamo poi nel discorso delle motivazioni di un calciatore, preferirei avere giocatori sempre motivati al massimo, però il mio compito è anche questo, anche se non posso cambiare il carattere di alcuni calciatori. Stiamo individuando chi è un giocatore da Fiorentina. In questo periodo sto facendo valutazioni, ho un’idea adesso. Posso intervenire dal punto di vista fisico solo in questo periodo, poi i sindacati dicono che i calciatori hanno diritto a 7 giorni continuativi di ferie. Non posso prescindere in questo momento da un centrocampo a 3, a Milano non avevo 3 centrocampisti centrali e così ho preparato un 4-4-2 ma i risultati non sono stati eccezionali; a livello di trequartisti, forse solo Lazzari conosce questo ruolo. È bastato far giocare un giocatore da centro-destra a centro-sinistra, per sentire che era fuori ruolo (il riferimento è a Jovetic ndi). Posso incidere solo con il lavoro, non basta fare il discorso nello spogliatoio: lavorando otterrò qualcosa prima o poi, se non lavoro non avremo risultati. Le riflessioni di Behrami e Pasqual sulla salvezza? Noi dobbiamo valutare la realtà, questo è giusto, sono d’accordo. Montolivo dovrebbe essere recupeato, su Salifu c’è qualche problema. In pochi minuti può cambiare un giudizio, se fosse arrivata la vittoria dell’Atalanta non avremmo parlato di salvezza, avremmo parlato più di Salifu e Nastasic, dalle loro buone prestazioni. Jovetic? Giocherà, non farà il terzino. La posizione la vedremo domani. Un professionista ha solo un modo per dimostrare il nostro valore, tutto il resto è filosofia. Altri giovani? Se inserisco un regazzo vuol dire che ci credo, ci sono altri giovani interessanti ma non solo loro che devono risolvere i problemi. Un ragazzo deve essere qualcosa in più. Mangia? (Ride) Succede tutto oggi, Mangia non lo conosco ma posso dire che mi dispiace. Siamo una casta… Zamparini? Se ho un progetto e penso di avere un buon progetto, lo devo affidare a chi penso sia in grado di poter condurre la squadra: è la strategia che fa il risultato, molto spesso capita l’opposto. In Italia se resti per due anni sulla panchina, ti fanno una festa, ad esempio in Inghilterra è tutto diverso. Boruc? Il portiere è un r uolo molto delicato, non si valuta in una partita o due, lo valutiamo nell’arco di un periodo. In questo ruolo ci deve essere una gerarchia e il periodo di valutazione è più lungo rispetto agli altri giocatori. Non valuto un ragazzo da un errore, è un ruolo delicato. Se in futuro cambia la gerarchia, vuole dire che l’altro portiere giocherà diverse gare e non sarà valutato da un singolo episodio. Infine volevo fare gli auguri di buon Natale a tutti…".