Della Valle, Guido Rossi nel mirino
Non lascia, raddoppia. Diego Della Valle aveva annunciato denunce e ha mantenuto la promessa. Calciopoli, non gli va giù. Si ritiene vittima, non colpevole, e non arretra di un centimetro. «Ho conferito mandato ai miei legali di agire, nelle sedi competenti, nei confronti dell’allora commissario federale Guido Rossi e di altri per la gestione assunta dagli stessi durante il processo sportivo di Calciopoli nell’estate 2006». Impossibile essere più chiari. Diego ce l’ha soprattutto con chi cinque anni fa ebbe in mano le sorti del calcio. Guido Rossi, che giusto un paio di giorni fa aveva risposto affidandosi alle «sentenze sportive e penali». Ma non solo. Perché nel comunicato diramato ieri sera Della Valle tira in ballo anche «altri». Già, ma chi? Sicuramente non gli organi giudicanti. Del resto, loro hanno agito in base agli atti ricevuti. Va da sé, quindi, che il dito sia puntato su chi ha portato avanti o gestito le indagini. Guido Rossi, appunto, ma anche la procura federale e i pm della giustizia ordinaria. Quelli della procura di Napoli, per intendersi. Diego Della Valle insomma vuol capire, attraverso l’azione legale, perché nel 2006 certe carte dell’inchiesta non furono prese in considerazione. Un vecchio cavallo di battaglia, che riporta agli attacchi della scorsa estate nei confronti del Colonnello Auricchio. Un altro ritenuto responsabile di un processo sommario e (soprattutto) poco limpido. Una guerra aperta, quella dell’ex patron della Fiorentina. Perché non avrà più cariche ufficiali ma resta, e lo ribadisce spesso, il primo dei tifosi. E poi c’è un’immagine da difendere. In ogni modo, in ogni sede. Un po’ come ha fatto la Juventus con Agnelli. Anche lui però, ultimamente, ha (leggermente) mollato la presa. Merito di Petrucci, e di un clima ormai insostenibile. Pure Moratti, ieri a Firenze per l’inaugurazione del primo Inter club in città, ha teso la mano. «È normale avere scambi di vedute, anche duri, ma al tavolo di mercoledì, con Diego e Agnelli, ho avuto un confronto assolutamente sereno, civile». Possibile, ma la guerra di Della Valle non pare fermarsi.