Il gioco con l'anima del Tanque autentico
Era il giorno, sul calendario, ma a lungo anche sul campo, dell’Atalanta Bergamasca 1907, con l’immagine di una ragazza bionda, capelli sciolti, nel cosiddeetto logo. Ha «un gioco e un’anima», aveva detto un esperto. Esatto. Ha perfino un autentico ‘Tanque’, German Denis, argentino (undici gol con quello d’ieri). C’è notoriamente un ‘Tanque’, ossia carro armato, anche in viola, Santiago Silva, proveniente dall’Uruguay, poche presenze, un gol. Un’ultima nota introduttiva: al via, stessa classifica tra le due squadre, ma con l’Atalanta penalizzata di sei punti. Ora invece... tutto uguale lo stesso.
Il gol di Gilardino ha sicuramente giovato all’attaccante viola. Si dirà che non ci vuole molto per capirlo, è vero, ma Gilardino aveva bisogno di spuntare dal grigio che lo ha avvolto per parecchie partite. Però è anche vero, e questi sono fatti e non più sensazioni, che a poco a poco è calato, al punto da essere sostituito da Babacar.
Con quel gol in meno di dieci minuti si immaginava, certo con un molto ottimismo, che la strada verso i tre punti fosse per lo meno tracciata, e invece ecco un’Atalanta molto organizata, e anche risoluta, e con tanti traversoni dalla destra. Un’Atalanta tutt’altro che a sorpresa, con bravissimo Schelotto.
Una nota molto positiva è stato l’ottimo primo tempo di Amidu Salifu, ghanese, subito in campo e subito accolto con applausi. E’ così giovane, diciannove anni, che non immaginarlo nel futuro dei viola sarebbe una specie di autogol. E’ dovuto uscire dal campo per infortunio versò la metà dela ripresa, sostituito da Kharja. Era comunque chiaro che la Fiorentina era in difficoltà, e difatti ecco il pari di Masiello dopo una delle tante mischie ‘a trenino’ su palla inattiva.
E subito dopo il gol del raddoppio. Vai, è andata (male). Invece no, merito di Jovetic con quel tiro in acrobazia. Non proprio male, d’accordo, ma siamo ancora bassi, per non dire scarsi.