Inter, come porta bene il Viola
Aveva ragione Ranieri. L'Inter del triplete non c'è più. Ma per fortuna non c'è nemmeno l'Inter del triplete alla rovescia, sconfitta per la terza gara consecutiva dopo i kappaò contro Udinese e Cska. Nella serata più difficile a livello psicologico, anche perché i tifosi continuano a diminuire, i nerazzurri battono la Fiorentina con il primo gol a San Siro di Pazzini e con il primo successo con due reti di scarto in casa. Giusto così, perché in campo si vede solo l'Inter, incerta all'inizio ma poi sempre più sciolta alla distanza quando potrebbe persino segnare il terzo gol. E allora, al di là dei meriti della squadra di Ranieri, in progresso ma ancora convalescente, bisogna sottolineare l'imbarazzante prestazione della Fiorentina. Che è arrivata all'undicesimo k.o. di fila in casa dell'Inter (10 in campionato e 1 in coppa Italia) e alla quarta sconfitta consecutiva quest'anno in trasferta, dove ha segnato solo un gol in 7 partite, senza nemmeno una vittoria. Prove di rincorsa Ranieri, sicuramente il meno colpevole della magra classifica dell'Inter, conferma di avere coraggio nelle scelte, perché le prova tutte. Dopo le sconfitte contro Udinese e Cska, il tecnico non si accontenta di rilanciare Lucio e soprattutto il tanto atteso ma ancora arrugginito Maicon. Per la prima volta senza Zanetti, squalificato, riposa anche Ranocchia addirittura in tribuna, mentre il deludente Alvarez rimane in panchina. Si rivede, invece, per la terza gara consecutiva il ventenne Faraoni, che piace per la sua personalità sulla destra di un centrocampo completato da Motta e Cambiasso, con Coutinho a sinistra, anziché al centro, alle spalle dei confermatissimi Milito e Pazzini. Con questi due attaccanti e lo stesso 4-4-2 l'Inter aveva perso sia contro il Catania sia contro l'Udinese, ma stavolta la musica è diversa. Sfortuna Rossi Irriconoscibile come la sua maglia gialla, la Fiorentina parte male e finisce peggio. Come se non bastasse l'annunciata assenza dell'infortunato Montolivo, prima del via Rossi perde pure Jovetic. Un doppio colpo della sfortuna che rende ancora più anemica una squadra capace solo di difendersi con la coppia Gamberini-Natali, ma non di ripartire come vorrebbe il suo tecnico. Solo Behrami, schierato al centro del 4-4-2 vicino a Lazzari, tra Munari e Vargas, prova a smarcare Gilardino e Ljajic, sua invisibile spalla. Troppo poco, per avvicinarsi all'infreddolito Julio Cesar, disoccupato nei primi 45'. «Meritiamo di più», cantano i tifosi della Fiorentina che assistono al crescendo dell'Inter, mai irresistibile ma almeno più determinata. E così dopo un bel tiro di Coutinho che costringe Boruc a una difficile respinta, al 41' arriva lo splendido gol del meritato vantaggio. Pazzini accarezza di destro un pallone da posizione quasi impossibile, servitogli da Coutinho, firmando la sua prima rete stagionale a San Siro. Prima volta A questo punto ci si attende il classico scatto d'orgoglio della Fiorentina e invece niente, anche perché all'inizio della ripresa regala il 2-0 dando involontariamente ragione a Mihajlovic, che non era l'unico responsabile della crisi. Behrami che cerca di controllare un cross di Pazzini viene scavalcato da Pasqual, il cui tocco va a sbattere su Nagatomo, goleador quasi involontario. Inutilmente Rossi prova a inserire prima Salifu, poi Silva e infine Kharja rispettivamente al posto di Munari, Ljajic e Lazzari. L'unico tiro in porta su azione di tutta la gara è di Silva, bloccato da Julio Cesar. Ranieri teme il calo dei suoi e fa bene a rinforzare il centrocampo con Muntari togliendo Coutinho, prima di rilanciare Zarate al posto di Milito. Scelte premiate dal punteggio finale, perché per la prima volta quest'anno l'Inter vince con due gol di scarto a San Siro. Un tempo era la regola, oggi è l'eccezione. Ma con l'aria che tirava, va benissimo così.