Le pagelle: Behrami predica nel deserto, Salifu unica consolazioneBORUC 5: Comincia bene mettendosi in mostra con una parata bassa su Pazzini e poi alla mezzora con un bell'intervento sul destro ravvicinato di Coutinho. Male però sui due gol nerazzurri, specialmente il secondo, quando esce senza convinzione su Nagatomo partecipando al gollonzo che chiude la partita. Nel finale evita almeno la disfatta.
DE SILVESTRI 5,5: L'Inter affonda soprattutto dalla sua parte e i guizzi di Coutinho lo mandano spesso in crisi, complice la mancanza di supporto da parte di Munari.
GAMBERINI 6+: L'unico a salvarsi del reparto arretrato, è lui a tenere in piedi la baracca fino allo svantaggio, sventando tante azioni d'attacco dell'Inter. Decisivo in scivolata su Coutinho e poi su Milito, a cavallo dei due tempi.
NATALI 5: Preferito a Nastasic, prova a dar coraggio ai compagni distribuendo sportellate a Pazzini e Milito, senza distinzioni. Si fa uccellare malamente da Pazzini sul gol che sblocca la partita: errore grave.
PASQUAL 5: Quello che combina al 5' della ripresa, colpendo Nagatomo per il gol fortunoso del 2-0, è roba da Mai dire Gol. Un episodio che macchia indelebilmente la sua partita, fin lì contraddistinta dal duello con l'esuberante Faraoni, spesso vinto dal giovane interista. Proiezioni offensive zero.
MUNARI 5: Rossi lo preferisce a Salifu, piazzandolo da esterno puro. Lui inanella però l'ennesima prestazione anonima, tendente alla trasparenza. Nagatomo da quella parte fa quello che vuole, senza doversi preoccupare della fase difensiva. Dal 53' SALIFU 6,5: Doveva giocare titolare e forse sarebbe stato meglio. Entra con personalità in un momento difficilissimo per la squadra viola. Si presenta con un lancio di 25 metri che smarca Gilardino in area (ma spreca), poi ci mette tanta sostanza e pure personalità.
BEHRAMI 7: Lui sì che ci mette quell'anima richiesta a gran voce da Rossi. Dà tutto quello che ha lottando su tutti i palloni, mettendo pezze ovunque può, che sia centrale o - come nel finale - da esterno. Purtroppo predica nel deserto.
LAZZARI 4,5: Deludente da trequartista, oggi gioca in linea con gli altri centrocampisti da regista 'basso'. Senza Montolivo sono delegati a lui i compiti di costruzione del gioco, peccato che si esauriscano con qualche pallone in orizzontale e tanti all'indietro. Difficile dire se sia più lento o più timido, fin troppo facile dire che questo Lazzari è poca cosa. Dal 75' KHARJA sv
VARGAS 5,5: Più asciutto nel fisico rispetto a qualche settimana fa, prova a svegliare la Fiorentina con un paio di testa a testa con Maicon nel primo tempo. E' l'unico a provare - almeno - la conclusione a rete con un tiro da lontanissimo e poi con una punizione deviata. Nella ripresa è un po' più intraprendente degli altri, pur senza strafare.
LJAJIC 4: Le assenze di Cerci e Jovetic gli offrono la grande chance di dimostrare il suo valore, prima del mercato di gennaio. Il verdetto è fin troppo chiaro: ad oggi non è pronto per la Fiorentina e forse neanche per la serie A. Leggero come una foglia, nella testa oltre che nel fisico, basta un soffio di Samuel e Lucio per spostarlo di peso. Dal 66' SANTIAGO SILVA 6: Entra con la Fiorentina ormai completamente spenta e almeno ci mette impegno. Scuote Julio Cesar dal freddo con un colpo di testa che chiama il portiere alla presa in tuffo.
GILARDINO 4,5: Altro che passi avanti, l'attaccante viola è fermo tanto in campo quanto nel cammino di crescita. Certo avere un supporto nullo da Ljajic e dai centrocampisti non aiuta, ma quando il pallone arriva dalle sue parti, è un gioco da ragazzi per Lucio e compagni recuperare e ripartire. L'emblema della sua partita (e del suo lungo momento) è il controllo impacciato e macchinoso sul lancio di Salifu a smarcarlo in area.
DELIO ROSSI 5,5: Privato di due uomini chiave come Montolivo e Jovetic, sceglie il 4-4-2 con Ljajic al fianco di Gilardino. Propende per l'esperienza nei due ballottaggi della vigilia ma non viene premiato, con Natali protagonista negativo sull'1-0 e Munari ancora una volta troppo anonimo. Al di là dei singoli, però, la Fiorentina non entra mai in partita, nonostante un avversario in crisi di identità. Sofferenza quasi continua e nessun tiro in porta, inevitabile arriva lo svantaggio. Lascia perplessi la scelta di non cambiare niente nell'intervallo e quando l'Inter trova l'incredibile 2-0 i viola mollano completamente, salvo poche eccezioni. Le attenuanti non mancano, ma la Fiorentina doveva comunque fare di più.
Simone Bargellini
www.simonebargellini.it