A piccoli passi fuori dal tunnel
Piccoli passi verso la luce. Non è un lavoro facile quello di Delio Rossi, che da quando è arrivato a Firenze ha iniziato a cercare la Fiorentina in una situazione confusa e caotica, sia dal punto di vista tecnico che ambientale. Un lavoro pignolo. Poca demagogia e molta umiltà. Pensare che i problemi fossero semplici da risolvere era da ingenui.Tra gente con la testa altrove, gambe poco abituate alla fatica e cuore lasciato da un pezzo in disparte, qui c´è da fare una bella ristrutturazione. E così, dopo la sconfitta di Palermo, i problemi e le crepe sono venuti alla luce. Quindi tutti in ritiro a guardarsi negli occhi. Un´operazione chirurgica davvero delicata: un modulo da provare e riprovare, giocatori da rimotivare, giovani da incoraggiare, fenomeni (come Jovetic) da recuperare. Niente di facile, appunto, con una classifica da brividi e la gente stanca di vedere una squadra di giocatori strapagati che finiscono sui giornali solo per storielle di gossip notturno.
Il professor Delio ha usato bastone e carota, facendo leva sull´orgoglio e anche sul recupero alla causa di giocatori importanti. Perché poi, tanto per dire, di uno come Jovetic non puoi certo fare a meno. E, infatti, l´effetto Jo-Jo si è visto subito. È stato lui a spedire la partita nella direzione giusta, facendo più o meno tutto da solo. Un rigore conquistato e trasformato con rosso per Juan, cioè vantaggio e un´ora e un quarto da giocare in superiorità numerica. Cosa si può chiedere di più? Inutile stare qui a discutere su come sarebbe andata undici contro undici. Il fallo era netto (se escludiamo il parere di qualche commentatore tv che, evidentemente, doveva distinguersi per originalità), quindi ragionare coi se e coi ma diventa un gioco poco utile, considerato anche il fatto che è vero che la Roma ha tenuto dalla sua il possesso palla, ma di azioni gol vere non ne ha costruita neanche una. E questo significa che la Fiorentina ha giocato con intelligenza, trovando quello che doveva trovare in questo momento non certo sereno, e cioè i tre punti e un sorriso che serve per lasciarsi alle spalle polemiche e cubi da discoteca, nella speranza che tutto ciò sia servito da lezione.
Detto questo, è chiaro che il lavoro è solo all´inizio e che plasmare un´idea di squadra differente richiede tempo, concentrazione e pazienza. Il ritorno di Cassani, per esempio, sarà decisivo per ritrovare incisività offensiva sulle fasce. Questo modulo affida ai terzini molte possibilità di inserimento. De Silvestri è un ragazzo testardo, volonteroso ma non sempre affidabile. C´è da riflettere anche sul ruolo del trequartista. Lazzari ha passo lento e idee un po´ mosce. Quando Rossi lo ha tolto per mettere Salifu davanti alla difesa e spostare Montolivo dietro le due punte, viene da pensare che la scelta non fosse solo figlia del desiderio di aggiungere freschezza, ma anche della voglia di sperimentare un´alternativa. In mezzo a questo pomeriggio di pioggia che farà più notizia per il suicidio tecnico di Luis Enrique che per la redenzione della Fiorentina, non è mancato ciò che tutti volevano vedere da un pezzo. Ovvero: il gol del Tanque, spedito sul dischetto da Montolivo con l´assenso di tutto il gruppo. Un gesto importante. Un bel segno. Forse la prova che qualcosa sta cambiando per davvero.