Gila in crisi, Silva è un Ufo L'attacco non segna più
Adesso è davvero un problema, certificato dalla sconfitta di ieri contro il Palermo. La Fiorentina non sa più fare gol, l'attacco si è inceppato ed è diventato il terzultimo della serie A. In tutto dieci gol all'attivo, con una sola rete lontano dal Franchi, segnata da Jovetic nella partita persa contro la Juventus. Peggio dei viola, nelle gare esterne, ha fatto solo l'attacco proprio del Palermo, mai capace di segnare. C'è di più: da tre gare, due della gestione Rossi, la Fiorentina è a secco. Numeri disastrosi e preoccupanti, anche ieri il più pericoloso per la porta avversaria è stato Natali, non un attaccante. Delio Rossi sta cercando di trovare la quadratura del cerchio per l'attacco, ha ridisegnato il reparto con un trequartista a ridosso delle punte, ma deve soprattutto fare i conti con l'irriconoscibile forma di alcuni giocatori chiave, in particolare con il pessimo momento di Gilardino. Il centravanti viola è un caso: ieri Rossi lo ha sostituito con Santiago Silva, dopo una prestazione grigia, purtroppo simile a quelle precedenti. Sul cambio l'allenatore romagnolo ha poi cercato di minimizzare: «Gila non aveva fatto male — ha spiegato — ma l'ho visto un po' stanco». Se è vero che l'infortunio al ginocchio lo ha penalizzato, Gilardino sta indubbiamente vivendo la sua peggior stagione a Firenze; in serie A ha segnato 142 reti, ora invece arranca con una sola rete all'attivo in questo campionato — su otto partite giocate —, tra l'altro siglata alla prima di campionato contro il Bologna. L'attaccante appare quasi svuotato, ma probabilmente l'attuale sistema di gioco non lo sta favorendo. Così come il ruolo di seconda punta non pare affatto calzare a pennello a Cerci, che non riesce a trovare continuità. «Mi adatto a questo ruolo — ha detto — Cerco di migliorare, perché sono cinque anni, da quando ero nelle giovanili della Roma, che non gioco attaccante». A Palermo l'ex romanista è entrato raramente nel vivo del gioco e gli scambi con Gilardino sono stati assai complicati: la sua tendenza è ad allargarsi e non a stare vicino al centravanti per sostenerlo e aprirgli gli spazi. Rossi anche ieri, come aveva fatto nella ripresa contro il Milan, ha provato la carta Silva, stavolta al posto di Gilardino. I risultati sono stati una volta di più insoddisfacenti, fermo restando l'impegno del Tanque: l'uruguagio è ancora a zero gol fatti, in undici presenze. Passa il tempo ma lui resta un oggetto misterioso, un Ufo... Fuori dal campo, i giovani aspettano: in futuro il tecnico potrebbe provare a dare spazio a Ljajic, che considera una seconda punta; l'altro «vice Gilardino», Babacar, quest'anno non ha giocato neppure per un minuto. Certo è che Rossi davanti non ha grandi alternative, e prende sempre più corpo l'ipotesi che al mercato di gennaio gli eventuali sforzi si concentreranno sull'attacco; un trequartista — Lazzari in questo ruolo non ha convinto — e un altro attaccante sembrano sempre più necessari alla Fiorentina. «Si segna poco, è vero — ha detto l'allenatore viola — ma non è solo colpa degli attaccanti». Non resta che aspettare Jovetic, il capocannoniere della Fiorentina con cinque reti. Contro la Roma ci sarà. Almeno questa è una piccola speranza.