Bene Cerci e i ragazzi sul resto c´è da lavorare
Due reti di Alessio Cerci e poco altro. Il tutto basta e avanza per mettere sotto (2-1) le riserve dell´Empoli. Fiorentina negli ottavi di Coppa Italia. Appuntamento a Roma contro i giallorossi a dicembre, con date da definire per via della tv. Tutto come previsto, con qualche singulto di troppo, quando nel finale la squadra di Delio Rossi rischia un po´. Diciamo subito che non è stata una partitona da ricordare. Se poi per caso uno aveva visto la sera prima Milan-Barcellona immaginare che si tratti dello stesso sport non è facile. Ma la Coppa Italia, di questi tempi, è così: confronti improbabili e rischiosi in stadi semideserti con biglietti a prezzi stracciatissimi. E l´ultima è la notizia migliore.
Però per Firenze questa partita era anche un´altra cosa. C´è un allenatore nuovo che sta lavorando su ciò che ha a disposizione per trovare il suo gioco. O qualcosa che gli somigli. Al momento siamo lontani, anche da qualcosa che gli somigli. Però qui contava vincere. E fare alcune valutazioni individuali. Quelle buone, tanto per cominciare. E allora viva Cerci, che ha vinto la sfida da solo. Un assolo in contropiede (lancio di Lazzari, che oltre a quel lancio ha fatto poco altro) e una deviazione a pochi passi da Dossena su passaggio di Montolivo. Buona anche la prestazione di Neto, portierino brasiliano che con un gran volo ha salvato la porta quando il risultato era ancora fermo sullo 0-0. Non male la partita del diciassettenne Ashong, messo in campo da Rossi al posto di Pasqual. Non ha giocato male neanche Kharja, uscito però di scena dopo mezz´ora per un problema muscolare (oggi se ne saprà di più). Decente Montolivo, al quale però non viene perdonato niente. Peccato che Rossi non abbia alternative. Kharja non lo è. Munari nemmeno. E cosa sia Munari, per la verità, ancora non è del tutto chiaro agli abitanti del pianeta Terra. Ma i fischi per Montolivo oramai fanno parte del gioco.
Un po´ come gli applausi per Santiago Silva, El Tanque tarocco, perché quello vero gioca a Bergamo. Questa era la sua grande occasione. Firenze aspetta il suo gol. Lo vuole a tutti i costi, lo sogna la notte. Un po´ per simpatia, molto per gioco, ma soprattutto perché se non segni contro l´Empoli dei ragazzini quando lo farai? E, invece, niente. Rossi li tiene in campo 90 minuti più recupero. Lui è una furia su tutti i palloni. Spreca energie come un ragazzotto alle prime armi. Trova il tiro una volta sola. Dossena lo para e lui resta a zero. Il che, statisticamente, era un obiettivo non facile da centrare. Ma, chissà, magari accadranno cose inimmaginabili. In caso contrario a gennaio la società, anche su suggerimento dell´allenatore, potrebbe farsi venire qualche idea in alternativa. Altro protagonista in negativo De Silvestri, riemerso dal grigiore contro il Milan e riaffogato subito contro l´Empoli. La rete di Shekiladze è figlia anche della sua confusione. Nel secondo tempo Rossi ha messo dentro sia Vargas che Ljajic. Il primo deve ritrovare il passo perduto, il secondo, da seconda punta, oltre a colpire la traversa, ha movimentato l´ambiente. A fine partita Delio Rossi dice che è felice per il passaggio del turno e che su Silva si può lavorare. Ipotesi affascinante, per un attaccante di 31 anni.