I complimenti di Adv, ''Avete fatto un'impresa''
«Fai i complimenti ai ragazzi e anche all’allenatore: fermare questo Milan equivale a un’impresa». Dalla macchina, mentre corre nella notte verso casa, nelle Marche, Andrea Della Valle telefona a Sandro Menccci e lo nomina ambasciatore della sua soddisfazione e del suo batticuore. Ha lasciato lo stadio, il patron, un quarto d’ora prima della fine. Ha seguito alla radio le ultime battute: il palo del Milan; Nastasic che toglie dai piedi di Pato il pallone più brutto della serata; la paratona di Boruc sempre sul «Papero». Ancora il patron via cellulare: «Il Milan è la squadra più brillante del campionato, avergli imposto lo 0-0 significa essere in salute e pronti per aprire una nuova fase. Abbiamo un calendario impegnativo ma non tutti sono il Milan».
Resta al suo posto per tutto il primo tempo, al centro della tribuna d’onore, Andrea Della Valle. Soffre come tutto lo stadio gli scatti di un Milan spumeggiante ma non tanto da mettere nel sacco una Fiorentina forse mai attenta e precisa come questa volta. Nella ripresa, il patron resta nel privè, davanti alla tv, per mezz’ora. Poi decide di andarsene e di complimentarsi a distanza, affidando il resto del Fiorentina-pensiero a Mencucci. Che dice: «Non credo ci siano da fare appunti a nessuno. La squadra è cresciuta e si intravede un buon futuro». S’intravede anche la mano dell’allenatore? Mencucci ci pensa un attimo, poi risponde: «La squadra ha fatto bene, quindi l’allenatore ci ha messo del suo. Ora guardiamo avanti, a cominciare da Palermo. Sì, siamo contenti: del risultato, ma anche della serata, dell’entusiasmo della gente, di uno stadio finalmente capace di offrire un bel colpo d’occhio».
Meno contento Adriano Galliani, lo zio «Fester», più volte sorpreso ad agitarsi, in tribuna, accanto alla fidanzata, sia per il gol di Seedorf annullato per fuorigioco, poi per un presunto fallo di mano di Behrami, quindi, nel finale, per una trattenuta su Pato. Un Milan comunque imbufalito anche per una frase del dopopartita del presidente viola Mario Cognigni. Che a una domanda sui cori razzisti verso Ibra aveva risposto: «I cori fanno parte della coreografia…». Salvo poi correggersi: «Non avevo capito la domanda: no, i cori razzisti sono decisamnte da condannare».
Poco distante c’è Alessandro Moggi, impassibile. Mentre sorridono altri ospiti, sicuramente di parte: Giancarlo De Sisti, capitano del secondo scudetto e allenatore del... quasi terzo scudetto, quello del «meglio secondi che ladri» (stagione 1981-82) ed Emiliano Mondonico, salutato con affetto al ritorno a Firenze dopo essere stato, a giugno, Magnifico messere al calcio storico. E non senza commozione, prima della partita, presenti Andrea Della Valle e il sindaco Matteo Renzi, è stata dedicata la sala stampa dello stadio alla collega Manuela Righini, scomparsa un anno e mezzo fa.