Stadio: Rossi apre fermando i campioni
Resistenza pura nel primo tempo, un po’ di gioco nella ripresa. Così la prima Fiorentina di Rossi ha fermato il Milan che stava vincendo da cinque partite. Zero gol (anche se uno buono lo aveva segnato) del miglior attacco del campionato, già questo è un passo avanti per i viola e la loro difesa, ieri protetta con più uomini nei primi 45' e sempre sorretta da un’ottima organizzazione.
I campioni d’Italia hanno fallito il balzo in testa alla classifica per una serie di ragioni. La prima: gol valido di Seedorf annullato dall’accoppiata Mazzoleni-Di Fiore. La seconda: palo interno di Pato (questione di centimetri) e forse un rigore commesso da Nastasic sul brasiliano.
La terza: Ibra e Robinho sono rimasti appiccicati a quella difesa collosa, non hanno avuto spazio e non sono riusciti a procurarselo. Per mettere in difficoltà i viola, il Milan avrebbe dovuto aumentare la velocità, allargare con più rapidità e più frequenza la manovra sui corridoi esterni, cercare soluzioni alternative alla giocata di Ibra e di Robinho, che tardava più del necessario. E’ andata meglio (peggio per i viola) quando è entrato Pato (palo interno): il pericolo è aumentato.
POSSESSO MILAN -La squadra di Allegri ha preso la palla al 1' e, nel primo tempo, l’ha consegnata alla Fiorentina solo per i suoi rari e imprecisi contropiedi. Ma salendo senza velocità, il Milan consentiva agli avversari di chiudere ogni varco e di proteggere Boruc con la densità del centrocampo arretrato. Quando Seedorf, Nocerino e Aquilani arrivavano a 15-20 metri dall’area viola, trovavano le strade intasate. C’era molto traffico soprattutto intorno alle caviglie di Ibrahimovic che per questa ragione cercava, con eccessiva insistenza, di usare il tacco. E di tacco (tipo Italia-Svezia dell’Europeo 2004) ha cercato di segnare una rete da fantascienza, ma senza fortuna.
CONTENIMENTO VIOLA - Alla fine del primo tempo, il possesso palla del Milan toccava il 70 per cento, con 447 palloni giocati a fronte dei 207 della Fiorentina (impostata da Rossi col rombo). I viola avevano una strategia chiara: difendersi e ripartire. Bene la prima parte, quasi inesistente la seconda per gli errori di Cerci, rimesso da Rossi nell’antico ruolo di seconda punta, e i ritardi di Lazzari. Per dare un’idea, in quei 45' Gilardino ha avuto una sola palla (pallaccia) per cercare la conclusione. Lavorava sodo Behrami, a protezione di De Silvestri: come rabbia agonistica, dinamismo, forza ed efficacia nei contrasti era il migliore della Fiorentina, un esempio per tutti. Si batteva anche Montolivo, ma intorno, nella costruzione del gioco, la Fiorentina quasi non c’era. La differenza con l’ultima versione di Mihajlovic era nella migliore organizzazione difensiva, ma nella pochezza della manovra ricordava da vicino quella del serbo.
Nella ripresa, il miglioramento sarà un po’ più evidente anche nel secondo aspetto. E sarà ancora più netto quando tornerà Jovetic. E’ vero che al Milan mancavano pezzi importanti, ma togliere la qualità del montenegrino alla sua squadra vuol dire impoverirla di molto. La Fiorentina è stata fortunata (e deve ringraziare il guardalinee Di Fiore) quando Seedorf ha segnato su assist-pallonetto di Ibrahimovic: due viola (De Silvestri e Gamberini), non uno, lo tenevano in gioco, ma Di Fiore ha alzato la bandierina e Mazzoleni ha annullato un gol buono. Gli altri pericoli sono arrivati da Aquilani (di cui spesso Munari perdeva le tracce) e da Robinho. Ibra, come ormai sta facendo da un po’ di tempo a questa parte, si preoccupava soprattutto dell’ultimo passaggio.
DOPPIO CENTRAVANTI - Non soddisfatto da Cerci (che non si è ritrovato spostandosi dalla fascia al centro), a inizio ripresa Rossi ha messo Silva accanto a Gilardino, provando col doppio centravanti. Anche il secondo cambio del nuovo tecnico viola era adeguato alla situazione: fuori Munari, dentro Kharja. C’è stato un leggero miglioramento nel gioco, la Fiorentina mostrava un po’ più di coraggio, riusciva a prendere l’iniziativa come non era mai accaduto nei primi 45'. Allegri ha risposto con Pato, il castiga-Firenze, al posto dello spento Robinho. Poi ha messo dentro anche Emanuelson, per Seedorf, perchè il centrocampo, già non troppo dinamico, stava rallentando ancora di più.
PATO PALO -Il Franchi ha cominciato a credere alla spinta della sua squadra e l’ha assecondata, ma Pato, sempre lui, stava per punire di nuovo i viola: saltato Nastasic, ha fatto partire un siluro che si è frantumato sul palo interno, la palla ha fatto il giro stretto è tornato in mezzo all’area, Emanuelson l’ha girata in porta e Boruc l’ha respinta con una prodezza. Poi il giovane centrale serbo ha trattenuto Pato per la maglietta in area e alla fine ancora Boruc ha salvato in uscita sul brasiliano. Venti minuti di Pato sono stati assai più pericolosi di quelli di Ibra e Robinho.