Manuela è tornata a casa. Tra i colleghi, nel suo Franchi
Da ieri accanto alla porta che introduce alla sala conferenze del Franchi, c'è una targa con il suo nome, quello di Manuela Righini. La cerimonia è stata emozionante. Prima dell'inizio della partita tra la squadra di Delio Rossi e Milan, la sala stampa, per l'occasione gremitissima, è stata ufficialmente intitolata alla giornalista fiorentina scomparsa nel giugno dell'anno scorso.L'idea è nata da un'iniziativa congiunta del club viola, del Comune e dell'Ussi, un modo per ricordare un'acuta osservatrice delle vicende della Fiorentina, spesso critica ma sempre con spirito costruttivo. Un po' di commozione ha preso il sopravvento quando sono state fatte scorrere alcune immagini e foto che ritraevano la Righini in redazione o al Franchi, lo stadio da cui ha assistito e commentato tante partite dei viola. Un video con un sottofondo musicale, in cui si sono state selezionate istantanee degli inizi della carriera della Righini ma anche dei tempi più recenti. Oltre al sindaco Renzi («siamo onorati di questa iniziativa») e al vice Nardella, c'era la società viola al gran completo, con il patron Andrea Della Valle, il presidente Cognigni e l'ad Mencucci, che ha preso la parola per primo: «È bello intitolare la sala stampa a Manuela — ha detto — perché è sempre stata una giornalista che ha avuto nel cuore la Fiorentina e Firenze». Ma non c'era solo la dirigenza viola, alla cerimonia era presente pure il Milan, rappresentato da Adriano Galliani (la Righini ha lavorato al Corriere della Sera, a Milano, come caporedattore centrale) che si è seduto in prima fila accanto al presidente del Consiglio comunale Eugenio Giani. Pur di esserci, la società rossonera ha chiesto di poter posticipare di mezz'ora l'inizio della cerimonia. «Essere qui all'intitolazione di questa sala per Manuela — ha detto il dirigente milanista alla fine avviandosi verso gli spogliatoi — era il minimo che potevamo fare». Tra gli altri c'era Marco Landucci, ora preparatore dei portieri del Milan, che conobbe la Righini negli anni Ottanta quando difendeva la porta viola. Anche Andrea Della Valle dopo aver scoperto la targa, alla presenza di Gianni Piva, marito di Manuela (c'era pure la figlia Martina), ha ricordato la giornalista: «È una donna che ha insegnato tanto e verso la quale siamo tutti riconoscenti. La presenza del Milan qui è un attestato importante non solo per Firenze ma a livello nazionale. Anche se a volte poteva farci arrabbiare, Manuela ci faceva sempre riflettere e aveva quasi sempre ragione». È lo stesso punto toccato dal presidente Cognigni: «Le sue critiche erano per farci migliorare. Dalle sue osservazioni prendevamo spunto anche nelle nostre riunioni settimanali». Seduto al tavolo della sala stampa anche Paolo Ermini, il direttore del Corriere Fiorentino su cui la Righini ha tenuto le sue seguitissime rubriche fin dal 2008. «La decisione di intitolare questa sala a Manuela ha un significato profondo. Nel suo sangue scorrevano questo stadio e il colore viola. Chi ha conosciutola Righini sa che avrebbe apprezzato questa cerimonia. Firenze non l'ha dimenticata».