Author Topic: Fiorentina-Rondinella 10-0: in 3000 da Delio  (Read 1702 times)

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Re: Fiorentina-Rondinella 10-0: in 3000 da Delio
« Reply #8 on: 11/13/11, 15:52 »
L'amore ritrovato

Sembriamo tutti marinai tornati a casa da un viaggio senza fine. Due anni di tempeste e di bonaccia, tra immensi oceani di parole e assenza di vento e di emozioni. E ora che abbiamo rimesso piede sulla spiaggia della nostra vita, sfiliamo in processione alla ricerca dell’amore perduto troppo tempo fa. Pensionati e ragazzini, signore “sciarpate” di viola e bambini senza scuola il sabato mattina. Delio ama svegliarsi presto e quando si sveglia ama pensare che tutto il suo mondo lo faccia insieme a lui. La prima amichevole è il derby con la Rondinella (finisce 10-0: 5 reti di Gilardino, 1 Silva, 1 Cerci, 2 Marchionni, 1 Acosty) ed è fissata per l’ora del secondo caffè, quando quasi quasi torneresti a letto e invece la vita fila dritta e veloce sulla strada del weekend. Siamo qui in cinquemila. In maratona sembra esserci quasi più gente che in una domenica qualsiasi di campionato. Un sole amico benedice questo rinascimento di mezzo autunno. Delio Rossi indossa la tutona rossa e tiene un blocco per gli appunti bello stretto in mano. Il nuovo allenatore della Fiorentina è un uomo normale. Cioè, ciò che di meno normale circola in questo mondo. Ora che Mourinho ha insegnato alla categoria che se crei un personaggio e poi vinci puoi campare di rendita tutta la vita col tuo copyright, ora che il mondo delle panchine si popola di improbabili comunicatori del nulla, ecco che il sig. Rossi con la sua gomma americana tra i denti sembra un vero rivoluzionario della normalità: prima il campo, il lavoro, gli appunti, le spiegazioni e tutto il resto. Poi, forse, la comunicazione. Ma le provocazioni, i proclami da prima pagina e il potere dell’immagine lasciatelo ad altri. E qui la gente capisce e approva. Evviva il calcio quello vero, con l’allenatore che comanda e insegna, e i giocatori che obbediscono, corrono e magari crescono. E così il normale Delio diventa un super eroe senza volerlo, perché lui vive il derby (30 minuti per tempo) del sabato mattina come una lezione per se stesso e per la squadra. Il tecnico, infatti, deve capire i suoi (anche se mancano tutti i nazionali) mentre i giocatori devono immergersi nel fantastico mondo di un calcio dove poco o niente gira a caso. Passeggiando sotto la maratona col blocchetto in mano e scambiando anche qualche battuta con la gente, l’allenatore lancia disposizioni e scrive chissà cosa sui foglietti. I tifosi lo scrutano con curiosità affettuosa. E lo applaudono, soprattutto quando per ben tre volte ordina un time-out. Rossi ferma il gioco, entra in campo e cerca di spiegare per bene dei movimenti a chi evidentemente non ha ancora capito. Roba che pare fantascienza. E invece si chiama pallone, guarda te. E siamo qui per questo. Per vedere, tanto per cominciare, una Fiorentina messa in campo con il 4-3-1-2, cioè con un trequartista dietro due punte. Sì, due punte, roba che qui non si vedeva dal paleozoico dellavalliano. C’è chi cita la coppia Portillo- Riganò. Oddio, ma forse anche in un brevissimo lampo di prandellozoico le due punte si sono fatte vedere un’ultima volta (Pazzini- Vieri?) prima di estinguersi come i mammut. Prima Gilardino-Cerci, poi Gilardino-Silva, questa coppia col riesumato Marchionni che fa il trequartista (al gol del Tanque, chiaramente, lo stadio è esploso di gioia). Da quel che si vede, nella logica del sig. Rossi il centrocampo deve saper stare molto vicino sia alla difesa che all’attacco. Come fosse un elastico capace di tenere corta la squadra senza lasciare spazi scoperti. Ma il lavoro da fare è tanto. E se nella fase difensiva si è visto poco per ovvie ragioni (la Rondinella, oggi impegnata in campionato, nel secondo tempo ha schierato dei ragazzini), in attacco sono piaciuti sia gli schemi in velocità palla a terra, sia gli inserimenti dei centrocampisti. Tra i giovani chiamati in causa, da segnalare la prova del giovane Romizi, giocatore che la Fiorentina ha rifiutato di cedere la scorsa estate in prestito alla Sampdoria, che gli avrebbe fatto firmare un contratto da professionista, che invece qui ancora non gli è stato proposto. Sarebbe una vera follia perdere un giovane talento come lui. Di sicuro in queste scelte (così come per Camporese) Rossi non si farà condizionare da situazioni e tensioni precedenti al suo arrivo. Il passato adesso non conta più. Per questo a fine partita un boato d’amore saluta il nuovo allenatore. Per questo lui saluta i tifosi con un cenno della mano e un sorriso sincero. Un gesto semplice. Che però, chissà perché, non accadeva da un bel po’.
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Re: Fiorentina-Rondinella 10-0: in 3000 da Delio
« Reply #9 on: 11/13/11, 15:53 »
L'ordine di Rossi: mai lasciare da solo Gilardino

Il Corriere dello Sport-Stadio parla dell’attenzione particolare dedicata da Delio Rossi ai movimenti offensivi: il tecnico viola ha per 3 volte fermato il gioco proprio per correggere alcuni movimenti in attacco. In particolare l’ordine è questo: mai lasciare da solo Alberto Gilardino. Tutti devono dare il massimo ed inserirsi per aiutare il bomber viola che – visti i 5 gol di ieri contro la Rondinella – sembra aver gradito…
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Re: Fiorentina-Rondinella 10-0: in 3000 da Delio
« Reply #10 on: 11/13/11, 15:53 »
I baby viola ci provano: Delio è una garanzia

Giovani da lanciare o potenziali campioni da rilanciare, e più spesso ancora le due esigenze sapientemente coniugate: perché Delio Rossi non ha significato soltanto risultati per le squadre che lo hanno scelto nel corso degli anni, ma anche la certezza di veder valorizzato il capitale-calciatori. E a pensarci bene, le due cose non possono essere distinte.
DA DI VAIO A VUCINIC - Per Rossi parlano i fatti e la cronistoria dei talenti portati alla ribalta comincia nella Salernitana 1997-98 che conquista la serie A a distanza di mezzo secolo dall'ultima volta: accanto a Fresi, già individuato nella Primavera del Foggia, ecco Di Vaio, ed ecco l'anno dopo Di Michele e Gattuso, questi di rientro dal torneo in Scozia con i Rangers. Andrà al Milan... Da Salerno a Lecce, dove l'allenatore romagnolo beneficia di terreno fertile sfruttando il lavoro in profondità nel vivaio da parte di Pantaleo Corvino. La lista di nomi eccellenti si allunga: Vucinic e Ledesma, Rullo e Konan prelevati dalla Primavera giallorossa al pari di Valeri Bojinov, debuttante in A a nemmeno 16 anni. Grazie a Delio Rossi. «Questo è il mio maestro», dirà l'attaccante bulgaro qualche campionato più tardi incrociando il vecchio maestro (appunto) in sala stampa dopo un Fiorentina-Lazio.
DA ZARATE A PASTORE - Già, la Lazio. Proveniendo dall'Atalanta dove in pochi mesi di panchina nerazzurra fa esordire Lazzari e “impone” Motta e Capelli, nella capitale sponda biancazzurra si esaltano le doti di talent-scout e di concretezza del nuovo tecnico della Fiorentina. Pandev è la scommessa numero uno vinta, a cui si aggiungono quelle di Behrami, De Silvestri (che conosce addirittura prima l'Europa), Mudingayi, Diakité, Lichtsteiner e Zarate, quest’ultimo capace di esprimersi ai livelli che gli competono e di avere un ottimo rapporto con l’allenatore solo con Rossi. Chiedere a Ballardini e Reja per informazioni. Infine, il Palermo: anche in questo caso è fondamentale l'opera dei dirigenti (Sabatini in testa) nello scoprire i fuoriclasse del futuro, ma se Cavani e Pastore sono diventati quelli che sono e se Hernandez e Ilicic potrebbero emularli, lo devono soprattutto a una persona.
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Re: Fiorentina-Rondinella 10-0: in 3000 da Delio
« Reply #11 on: 11/13/11, 15:54 »
Acosty tira e Rossi manifesta il proprio disappunto...

Il Corriere Fiorentino analizza la partita nella partita di Delio Rossi. Che fa innamorare subito Firenze e non sta fermo un attimo. Corregge i movimenti ai giocatori (senza rimproveri, ma incoraggiando la squadra), in particolare fa capire di essere in disaccordo quando nella ripresa Acosty preferisce tirare in porta anziché servire un compagno.
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Re: Fiorentina-Rondinella 10-0: in 3000 da Delio
« Reply #12 on: 11/13/11, 15:55 »
Vargas non c'è ma Firenze lo pizzica

Il Corriere dello Sport-Stadio si concentra sull’accoglienza riservata da Firenze ai giocatori, visto che per Rossi tutto è stato fantastico. È stato pizzicato solo qualche giocatore, non quelli in campo (soliti boati per Silva e Gilardino) ma quelli che erano con le Nazionali. Oltre a Kharja (detto Freccia rossa) nel mirino dei tifosi c’è Vargas, chiamato a tornare l’esterno che faceva la differenza con Prandelli. 
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Re: Fiorentina-Rondinella 10-0: in 3000 da Delio
« Reply #13 on: 11/13/11, 15:55 »
L'ex viola Desolati: ''Quando cucinavo per Delio''

SQUADRA: Foggia; stagione: 1982-1983. Claudio Desolati ha appena lasciato la Fiorentina e inizia l’avventura in maglia rossonera. E’ lì che incontra Delio Rossi. E’ subito feeling tra i due, che vivono nello stesso appartamento. Un istrione, Claudio, più silenzioso e taciturno Delio. Un mix perfetto, che si trasforma in grande amicizia: «Ci siamo trovati benissimo — spiega Desolati — ora che è alla Fiorentina voglio andare a trovarlo. Ero passato anche qualche giorno fa ma Delio era in giro a cercare casa, ma capiterà sicuramente l’occasione». Anche per fare due chiacchiere come ai vecchi tempi. Da allora sono passati quasi trent’anni ma entrambi hanno mantenuto lo stesso spirito: «Ci mancherebbe, ricordo ancora quando rientravamo dagli allenamenti, lui era sempre a studiare perché faceva l’Isef e io mi mettevo a cucinare. Non ci facevamo mancare nulla, pasta, bistecchina o filetto e poi a letto alle dieci e mezzo, massimo undici, da veri professionisti. E’ stato un bel periodo».
Al punto che poi è diventato un grande allenatore come dimostrano gli ultimi risultati con Lazio e Palermo: «Anche quando eravamo a Foggia ho sempre pensato che potesse fare questa carriera, giocava da terzino destro fluidificante ma era sempre attento ad osservare tatticamente tutto quello che veniva fatto in campo». Delio, uno che ha fatto la gavetta e che dal basso è arrivato in alto: «Esistono tecnici nati con la camicia, che praticano un calcio brutto e vincono perché hanno i campioni e altri come Delio che vincono perché sanno disporre in campo al meglio una squadra, valorizzando i giocatori bravi e giovani. E’ un maestro di calcio». A cui però bisogna dare tempo: «La Fiorentina ha 4 gare terribili (con Milan, Palermo, Roma e Inter ndr), ma sono sicuro che presto si vedrà la sua mano e lancerà anche due o tre ragazzi della Primavera. Firenze per lui è una piazza ideale». Certo avrà bisogno del supporto e di un comportamento professionale della squadra: «Non c’è pericolo Delio arriva al campo alle 8 e va via alle 9 la sera. Gli piace lavorare al mattino e quindi diventa difficili avere distrazioni…».
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Re: Fiorentina-Rondinella 10-0: in 3000 da Delio
« Reply #14 on: 11/13/11, 15:57 »
Così Rossi cambierà il 4-3-3

Primi segnali, significativi, di come Rossi ha intenzione di cambiare la Fiorentina. Nessuna rivoluzione tattica, ma piuttosto l’idea di sfruttare al massimo l’eredita lasciata dal 4-3-3 di Mihajlovic.
La scelta centrale sarà quella di sfruttare Jovetic nel vivo del gioco, spostandolo dalla zona decentrata di sinistra. JoJo sarà uno dei due trequartisti dietro a Gilardino (magari insieme a Cerci) se l’allenatore sceglierà il modulo 4-3-2-1). Jovetic sarà invece l’attaccante in coppia con Gila se, nel 4-3-1-2, Rossi punterà — come ieri — sul rombo di centrocampo. Il vertice alto sarà in quel caso molto probabilmente occupato da Lazzari.
Sono prove in vista di una rivoluzione «morbida»: Rossi sa bene che c’è poco tempo per modificare un’impostazione che viene portata avanti — con qualche piccola sfumatura — da oltre quindici mesi. Ma bisogna intervenire perché troppi sono stati i segnali di fragilità, soprattutto fuori casa. L’arrivo del Milan suggerisce inoltre prudenza: molto probabile che contro i rossoneri sia dato spazio a una Fiorentina disegnata con il 4-3-1-2, con Gilardino e Jovetic attaccanti, innescati da Lazzari trequartista, ma anche con compiti di copertura.
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Re: Fiorentina-Rondinella 10-0: in 3000 da Delio
« Reply #15 on: 11/13/11, 15:59 »
Cerci utilizzato in una nuova posizione

Un vero e proprio successo l’amichevole organizzata dalla Fiorentina con la Rondinella, con il bel tempo che ha spinto ancora più appassionati a raggiungere i gradoni della Maratona per vedere da vicino la rinnovata Fiorentina di Delio Rossi. Per la verità, dopo soli quattro giorni di lavoro, la squadra messa in campo non poteva essere troppo dissimile dalla recente versione, ma qualche primo segnale di cambiamento si comincia a intravedere. Su tutti un modulo più vicino al 4-4-2 che non al 4-3-3, con Cerci schierato inizialmente al fianco di Gilardino e una linea mediana composta da quattro elementi, tra i quali il giovane Romizi apparso decisamente in forma. Così, mentre Rossi studiava i movimenti dei suoi in una posizione più da guardalinee che non da tecnico seduto in panchina, la Fiorentina ha cominciato subito a impostare la manovra con palla a terra, mettendo inevitabilmente in difficoltà gli avversari biancorossi.
Il primo cambio, però, Rossi è costretto ad effettuarlo dopo nemmeno cinque minuti, per i problemi accusati da De Silvestri al tendine peroniero che verranno nuovamente valutati da lunedì. Spazio dunque a Marchionni con Romulo arretrato al ruolo di terzino, e Fiorentina poco dopo in rete. E’ di Gilardino, su invito di Cerci, il primo gol gigliato, con il bis concesso più tardi dallo stesso Cerci. I viola cercano spesso la profondità sul filo del fuorigioco, ed è sempre in queste circostanze che i viola trovano gli altri tre gol, tutti firmati Gilardino, della prima frazione. Il bomber si fa trovare sempre pronto sugli inviti di Romulo e Marchionni e la prima mezz’ora di gioco si chiude sul 6-0 per i viola. Nella ripresa, poi, spazio anche per Pazzagli, Felipe, Silva e per il giovane Acosty. Marchionni arrotonda il risultato con una doppietta sempre su colpo di testa, mentre il “Tanque” Silva e Acosty firmano il 10-0 finale per la Fiorentina.
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