Alla c.a. della Proprietà e della Presidenza AC FIORENTINA
Non essendo la prima volta che scrivo, credo che non avrete difficoltà a verificare che sono sempre stato uno dei primi e più convinti sostenitori della Società e della Dirigenza, nonché, dato altrettanto facilmente verificabile, uno dei primi a rinnovare il suo abbonamento, a scatola chiusa, dando fiducia incondizionata.
Ho condiviso, seppur non troppo convinto, la scelta di dare fiducia all’allenatore e ho accettato la pur non eclatante campagna acquisti del Direttore. Credevo che questo potesse essere un buon campionato che partiva, quantomeno, sulle basi di una programmazione concertata.
Non ho voluto dare giudizi frettolosi e mi sono dato l’obbiettivo del 30 ottobre, dopo un ciclo di partite probanti e di varia difficoltà, per giudicare se la mia fiducia era stata o meno ben riposta.
Ebbene, dopo le ultime esibizioni e la penosa figura di ieri sera, la situazione è penosamente evidente e mi auguro che la Presidenza e la Proprietà siano, coerentemente, le prime a rendersene conto.
L’allenatore non è riuscito a dare ne un volto ne un’anima a questa squadra ed è quindi palesemente inadeguato al compito. Forse potrà dimostrare il contrario altrove, ma qui ha clamorosamente deluso, sotto tutti gli aspetti e si rende quindi necessario un’avvicendamento. La Società, al contrario di molte altre del panorama italiano, è stata fin troppo seria e corretta e gli ha dato fin troppo tempo per dimostrare le sue capacità. E’ quindi necessario trovare un sostituto all’altezza, che goda anche della fiducia della piazza, dote primaria per lavorare in tranquillità. Non faccio nomi, ma sono certo che avete capito cosa intendo dire.
Purtroppo anche il Direttore non è più quello dei primi anni. E’ sotto gli occhi di tutti che ha fatto molti, troppi, errori di valutazione e ha impiegato malissimo le non poche risorse economiche che la Proprietà ha pur messo a sua disposizione. Allo stato attuale altre piazze, con disponibilità di gran lunga inferiori, hanno saputo assemblare squadre molto più competitive della nostra. L’Udinese è l’esempio più eclatante. Ero convinto che con la sua esperienza e la sua conoscenza vedesse nei vari Karjha, Romulo, Munari quelle potenzialità che a me, onestamente, sfuggivano. Non può inoltre una squadra come la nostra NON AVERE un’attaccante di riserva degno di tale nome e, alla bisogna, all’altezza della situazione. Dopo esserci disfatti, per non averli saputi gestire, dei vari Pazzini e Osvaldo per passare ai Castillo, i Bonazzoli, i Kerrison siamo giunti a un Silva che, pur volenteroso e con buone credenziali, dimostra di non essere pronto per il nostro campionato, mentre altre Società di pari livello o inferiore al nostro possono vantare in panchina giocatori abbastanza importanti e pronti che sanno accettare il loro ruolo. Non capisco perché qui non sia possibile, pur avendo davanti un Gilardino fermo titolare.
Poiché non posso credere che imprenditori capaci e di successo come i Della Valle possano accettare di buon grado e passivamente una situazione come l’attuale, e figure penose come quella di ieri sera in una delle patite più attese, mi aspetto a breve, a prescindere dalla prossima partita, un’intervento fermo e deciso che dia una sterzata a 360° alla situazione attuale e che conforti in modo tangibile, con gioco e spettacolo, i loro pur importanti sforzi economici.
Voglio credere e pensare che lo faranno, magari fuori dai riflettori mediatici per rispettare le dignità altrui. Diversamente il loro nome, il loro marchio di qualità che brilla nel mondo imprenditoriale ne verrebbe parzialmente offuscato. E non credo che questa sia la loro volontà
Fiducioso che questa Proprietà sappia trovare la giusta soluzione ringrazio per l’attenzione e porgo distinti saluti.
MARIO TINTORI