L'indifendibile difesa della Fiorentina
La Fiorentina è in crisi. I due obiettivi fissati a inizio stagione (il gioco e la zona-Europa League) sono distanti, ma preoccupano soprattutto due aspetti, uno di natura psicologica, l’altro tattico.
Il primo: tutto il mondo del calcio riconosce a Sinisa Mihajlovic un carattere fiero e una personalità solida. Non ha paura di quello che dice e nemmeno di quello che pensa. Ora il tecnico serbo pensa e dice che la sua squadra non ha personalità (e per tale ragione, spiega, ha perso a Torino). Possiamo aggiungere che in effetti la Fiorentina è tutto tranne che una squadra maschia. Il problema è proprio questo: se in un anno e mezzo non è riuscito a trasmettere un briciolo del suo carattere al gruppo che allena, significa che almeno una parte del suo lavoro sta andando male.
Il secondo: la Fiorentina si difende malissimo, sia sui calci piazzati che su azioni in movimento. Prendiamo il primo caso e soffermiamoci sul gol del 2-2 del Catania. Punizione di Lodi dalla trequarti, spostata sul fianco sinistro dell’attacco siciliano, la difesa viola è schierata con Pasqual su Bergessio e con Silva e Behrami ai fianchi di Barrientos al limite dell’area. Parte la punizione di Lodi, Silva comincia a salire verso l’attacco in attesa di prendere l’eventuale rimbalzo, Behrami va sul mucchietto dei saltatori, l’effetto che ne deriva è Barrientos liberissimo in area di rigore, pronto a ricevere la palla sul colpo di testa di Bergessio (secondo schema chissà quante volte provato), da lì il tiro, la respinta di Pasqual oltre al linea, e il gol di Maxi Lopez. Tre giorni dopo, Juventus Stadium: angolo di Pirlo, prima respinta della difesa viola, tiro di Vidal che Boruc respinge, con un errore pesante, in mezzo all’area piccola, su quella palla piomba Bonucci, lesto, certo, ma mica un falco, e segna. Chi dovrebbe proteggere Boruc su quella respinta? Di sicuro non i difensori viola che restano impalati.
Ora i gol in movimento. Torniamo a Fiorentina-Lazio, la rete di Hernanes. Klose è al limite dell’area, al centro, su di sè ha Behrami in posizione corretta, ma come una càlamita il tedesco risucchia davanti a sè anche Gamberini e Natali. In tre su un avversario, che tranquillamente appoggia la palla a Hernanes, imprendibile (per De Silvestri poi...) nell’uno contro uno, diagonale e gol. Fotocopia a Torino. Pepe al limite dell’area, stavolta ci sono Behrami, Natali e Munari, nessuno intercetta la palla che filtra verso Matri, scatto su Pasqual e palla in rete. Non difende così una squadra di Serie A.