Fiorentina, un cammino davvero preoccupante
Alla vigilia della partita ci eravamo convertiti a un azzardato ottimismo sul conto dei viola, con modesto slancio, è vero, ma convinti, beninteso per novanta minuti, più recupero. Bisognava allontanare l’onda di ritorno di tanti incubi su quel campo targato Juventus. Il nostro ottimismo (esagerato, ripetiamo) è rimasto scosso dopo un quarto d’ora scarso, ossia fino al gol di Bonucci, e poi da un primo tempo tutto e soltanto della Juve, con ampie possibilità di raddoppio.
Sprecate, ma c’erano. Nessuna notizia positiva sulla Fiorentina, nel senso che non c’era gioco nel vero senso della parola. Di tiri in porta, neanche a parlarne. Una desolazione. Che naturalmente ha coninvolto Kharja, il sostituto di Montolivo. In ribasso Cerci, e anche questo ha avuto la sua importanza. Secondo tempo con Gilardino, e con Cerci fuori. Qualche accenno di gioco c’è stato, anche preciso, e veniva da definirla un’altra Fiorentina rispetto all’inizio. Non per nulla c’è stato il gol del solito Jovetic. Cominciava a essere una partita vera, va detto anche questo, sennonchè Matri, di Sant’Angelo Lodigiano, ha raddoppiato, e allora….Allora buonanotte. Ma sui sogni d’oro non ci giureremmo. Tutto sommato, nel bene e nel meno bene, una squadra viola modesta, per non dire mediocrità. Piccole curiosità in margine. Juventus in rosa, Fiorentina in bianco.
Due giocatori del Montenegro uno per parte, Vucinic e Jovetic. In porta dei rosa l’ex portiere viola, di riserva, il pisano Storari. C’è un Vidal, cileno, nella Juve. Ci fu un Vidal, uruguaiano, nella Fiorentina degli anni Cinquanta. Lo confessiamo, quelle note a margine sono state una scusa per prendere tempo. Il fatto è che la Fiorentina ha cominciato male e che il suo cammino preoccupa. Altro che ottimismo, vero?