Se dobbiamo abituarci al balbettio
La cosa che più dispiace è trovarsi dentro a un campionato così povero e senza padroni con una squadra che potrebbe ma non può. Potrebbe stupire e volare, intendiamo. Solo che non succede. Tutte balbettano. E anche la Fiorentina, formazione disorganizzata con una certa coerenza dal suo allenatore, balbetta nel coro. Mihajlovic dice che a Firenze uno si abitua a tutto. Una provocazione? Mah. Uno potrebbe rispondere che anche Firenze ha visto di tutto ma non per questo sceglie di abituarsi a ciò che non va. All´assenza di gioco, per esempio. I movimenti sono lenti. Le ripartenze degne di Trenitalia nei giorni di sciopero. Quasi impossibile creare superiorità numerica. L´azione riparte, uno alza la testa e davanti non c´è quasi mai nessuno. Per non parlare della Cerci-dipendenza, termine del quale nessuno avrebbe mai immaginato l´esistenza. La delusione cresce spontanea. E anche un senso di frustrazione. Non tanto per questo punto preso in superiorità numerica (Mutu il suo assist te lo aveva fatto) su un campo non certo impossibile, con tutto il rispetto per un avversario che comunque di occasioni ne ha create più di te. La frustrazione nasce da troppi mesi passati ad aspettare che sull´erba si intravedesse una logica e una personalità. La mano di qualcuno che stesse guidando un gruppo che non sarà fenomenale, ma visto ciò che ci sta intorno di sicuro potrebbe candidarsi a stupire almeno un po´.
Invece si va avanti aspettando non si sa bene cosa. Prima il ritorno di Jovetic, poi quello di Gilardino, poi magari che rinsavisca Vargas e che, soprattutto, Mihajlovic dimostri le sue grandi qualità di allenatore. Per fortuna sono finiti (speriamo) i tempi velenosi del confronto quotidiano e isterico con il passato. L´idea che ogni piccola critica fatta a Mihajlovic fosse figlia di una specie di nostalgia difficile da cancellare. Le cose non stanno più così. La verità è che, anche se ognuno poi legge la situazione come gli pare e coi propri modi, quello che conta sono i fatti e questi ci dicono che la Fiorentina continua a rendere meno di quanto vale, anche se poi, per fortuna, basta poco per risalire in classifica e quindi respirare un´aria diversa.
E questo è ciò che ci auguriamo. Anche se, per la verità, siamo abbastanza sicuri che, al di là dei pareri dei tifosi (che fischino Mihajlovic o lo giustifichino), sia la società la prima a non essere felice di questa noiosa routine. Tanto più adesso che le nuvole sono scomparse dal cielo: dal discorso sul nuovo stadio al contratto di Jovetic, di sicuro si stanno aprendo le porte per un ritorno a quell´entusiasmo che si era perso per strada. E allora, pensando a questo, è giusto non dimenticare il campo e la personalità di una squadra che dovrebbe coincidere col carattere della società e rappresentare le sue ambizioni. Su questo di sicuro discuteranno nelle bianche stanze i dirigenti della Fiorentina, che per quanto possano difendere il loro allenatore faranno fatica ad essere contenti di ciò che è stato fatto fino ad oggi. Detto questo, visto che difficilmente cambieranno le cose, cerchiamo, se possibile, di trovare alla svelta un´organizzazione di gioco e quella corsa che serve a dare intensità e cercare la porta avversaria. L´attacco della Fiorentina è davvero povero. Inutile stare qui a parlare di El Tanque. Noi speriamo che trovi presto la condizione e il gol. E anche che qualcuno nel frattempo faccia un fischio a Babacar. Questa potrebbe non essere una cattiva idea.