Corvino: ''Jovetic vuole restare''
Telefonate dei lettori e domande dei cronisti per Pantaleo Corvino, ospite per novanta minuti — il tempo di una partita — nella sede de «La Nazione». Un giro completo intorno alla Fiorentina con focus particolari sui temi più caldi. Ecco la sintesi delle risposte, divise per argomenti.
Il contratto di Jovetic
«Ci sono contatti continui con il suo procuratore, gli argomenti di confronto sono tanti. La clausola rescissoria è il vero problema? Non è corretto entrare nello specifico, dico solo che il calcio è cambiato e le società non hanno spazi di manovra se un giocatore decide di andarsene. Bisogna discutere, mediare, trovare punti di equilibrio. La verità è che nel calcio moderno i contratti li decidono i giocatori e quando comincia una trattativa per il rinnovo il loro manager ha sempre un’impostazione da seguire... In base alla mia lunga esperienza, nel caso di Jovetic mi sento di poter dire che Stevan vuole davvero restare. E questo è un buon punto di partenza».
Corvino in scadenza a giugno
«I Della Valle hanno sempre detto che l’accordo con me si può trovare in cinque secondi. Io la penso come loro, ho un rapporto speciale con la famiglia, una vicinanza che va oltre il lavoro. Per me quello del rinnovo è un problema che non esiste, sono sereno, dovrà comunque essere la società a decidere i tempi».
Gilardino e gli altri del ciclo
«Non possiamo bruciare tutto quello che abbiamo fatto negli anni precedenti. Ci sono giocatori del passato che saranno funzionali anche in futuro, noi li abbiamo individuati e fortificheremo le nostre impressioni nel corso di questa stagione. Ma ci sono tempi da rispettare per i loro rinnovi, seguiremo una scaletta in base alle scadenze. Quella di Gilardino è nel 2013...».
Giovanili al top
«Ringrazio chi mi fa i complimenti per il lavoro e i risultati del nostro vivaio. E’ giusto sottolineare quanto fatto dai nostri ragazzi. Stiamo crescendo in silenzio e cerchiamo di fare buone cose, tenendo d’occhio le risorse tecniche e quelle economiche».
Lo stadio del futuro
«L’obiettivo di ogni club è quello di portare, o meglio di riportare più tifosi possibile allo stadio. Rivedere la gente sugli spalti e magari le famiglie sarà una soddisfazione per tutti. Ci sono idee, progetti, sogni. Vediamo quello che succede. Di sicuro, lo ripeto, fra gli obiettivi della Fiorentina c’è quello di avvicinarsi il più possibile ai suoi tifosi».
Babacar
«Quali sbagli ha commesso? Io preferisco fare un’osservazione diversa: i giovani devono seguire il loro percorso anche attraverso gli errori».
I perché degli esuberi
«Diciamo pure che la Fiorentina è fra quelle società... fortunate che ha in rosa solo due, tre giocatori in eccedenza. Nel calcio succede, può succedere, perché si tratta di situazioni derivanti direttamente dal mercato. Un direttore sportivo quando acquista un nuovo calciatore è come se si sposasse. E quando uno si sposa non pensa mai che possa finire e lo stesso vale il giorno che metti sotto contratto un giocatore. Poi le cose cambiano e ci possono essere giocatori che per ragioni diverse non rientrano più in certi schemi e li devi sistemare. Se non ci riesci... ecco l’esubero».
Bilancio e mercato di gennaio
«La famiglia Della Valle si aspetta un rientro economico al prossimo mercato? In ogni sessione ci sono dei parametri precisi da rispettare e un direttore sportivo deve sapere come muoversi. Teniamo conto di due cose: primo il fair play finanziario da rispettare e la Fiorentina, come tutte le altre società deve andare in questa direzione. Secondo: il club viola avrà a bilancio 30 milioni in meno di introiti e questi soldi, in qualche modo dobbiamo andare a recuperarli. Come? Il mercato è da sempre una risorsa preziosa per mettere soldi in cassa.
Fatturato di 65 milioni
«Ricordo alcuni dati a chi ci rimprovera di sottolineare spesso i piazzamenti degli anni scorsi: noi fatturiamo 65 milioni e ci sono società che ne fatturano il doppio, il triplo e anche il quadruplo. Se riusciamo ad arrivare davanti a loro — come ci è successo negli anni passati — è un motivo di grande soddisfazione».
Operazioni giuste
«Quello dell’estate scorsa è stato un mercato molto difficile. Abbiamo dovuto fare delle scelte pesanti, ma alla fine — sul monte ingaggi — siamo riusciti a risparmiare quasi 20 milioni di euro lordi. Bene, con quei soldi abbiamo completato la campagna acquisti con una serie di operazioni che adesso rivendico con orgoglio. Il rinnovamento di un ciclo non è semplice, ci sono tante difficoltà, devi mantenere l’aspetto tecnico rispettando i parametri economici. Ma credo che il nostro lavoro sia stato buono e siamo fiduciosi».
La potenza di Silva
«E’ un attaccante di 30 anni e la sua carriera parla chiaro. Ha vinto due scudetti ed è stato capocannoniere nel suo precedente campionato. Come ho fatto a pensare anche a lui? Un attaccante con i suoi numeri che guadagna 700 mila euro a stagione è... da prendere. E questo, ne sono convinto, ha contribuito a renderlo subito simpatico anche alla gente, ai tifosi. Pensate che sarebbe stato così anche se avesse avuto un ingaggio di 3 milioni di euro?».