Ha parlato oggi dalla sala stampa del Franchi Santiago Silva, probabile titolare domenica a Cesena e chiamato a dimostrare il suo valore dopo le prime apparizioni poco convincenti.
Queste le sue parole: "Gli allenamenti qui in Italia sono molto diversi che in Argentina. Adesso mi sento pronto per giocare. Ho parlato con il mister e sono contento di questi ultimi giorni, non so ancora se giocherò a Cesena. Mi ha chiesto di stare vicino alla porta e abbiamo provato questi movimenti.
Il gol sbagliato con la Lazio? Ha avuto grande merito il portiere con una grande parata, io non potevo fare diversamente. Contro la Lazio abbiamo giocato bene ma purtroppo non siamo riusciti a segnare, che è la cosa più importante.
I tifosi? Sento il loro affetto, anche quando faccio il riscaldamento.
Mutu? E' un grande campione che ha fatto grandi cose nella Fiorentina. Con il Cesena è una partita molto importante per noi, vogliamo vincere.
Il calcio italiano è più veloce da quello sudamericano, ci sono tante differenze e anche Forlan sta trovando qualche difficoltà ad ambientarsi.
L'amichevole tra Italia e Uruguay? Mi piacerebbe giocare quella partita, ho sempre sperato in una convocazione in nazionale già quando ero in Argentina e segnavo tanto. Spero di fare bene con la Fiorentina per guadagnarmi una chiamata.
L'esclusione con la Lazio? Speravo di giocare titolare, ma le scelte spettano al mister. Quando sono entrato credo di aver fatto la mia parte, ma mi è mancato il gol. Se ero nervoso? No, quello è il mio modo di giocare.
L'ambientamento a Firenze? Sto imparando la lingua e mi trovo molto bene in città.
La mia prova col Parma? Ho lavorato tanto per la squadra, ma il mister mi ha chiesto di lavorare più in zona centrale e svariare meno sull'esterno come ero abituato a fare al Velez. Lì ero un idolo, abbiamo vinto i campionati e sono stato capocannoniere.
Sento la fiducia dei compagni nei miei confronti, piano piano mi sto inserendo completamente e adesso mi sento ambientato. Con il Cesena è una gara importante e vogliamo vincere. Jovetic e Cerci? Sono due giocatori molto forti che possono aiutarmi molto, loro hanno già segnato, manco io... (ride).
La mia esultanza? Ne sto parlando con Neto e Romulo per studiare qualcosa da fare, ma intanto mi interessa segnare poi vedremo. Il gol non è un ossessione per me, tutti sanno che il primo gol per un centravanti è quello più difficile, ma io sono tranquillo e so che quando capiterà l'occasione il gol arriverà da solo.
Quanto vale questa Fiorentina? Molto. Tutte le partite sono difficili, è un campionato equilibrato e la Fiorentina è una squadra che gioca bene. Dobbiamo sfruttare meglio le occasioni da gol, con la Lazio avremmo vinto".