Prandelli a 360°:''Questo campionato ha tanta qualità''
Una settimana fa l'ultima tappa ufficiale nell'avvicinamento a Euro 2012, oggi l'occasione per una ricca chiacchierata su futuro della Nazionale... e non solo. Goal.com ha intervistato in esclusiva Cesare Prandelli, commissario tecnico di un'Italia che sta provando a riconquistare i consensi dei tifosi, prima ancora che i risultati di una volta.
Tanti i temi toccati assieme al 'Mago di Orz': dall'Europeo allo stato di salute degli azzurri, dalle principali rivali in Polonia e Ucraina agli spunti d'interesse di questa Serie A.
Un lungo viaggio nell'attualità calcistica insieme al Prando... Prandelli, quali sono le squadre più pericolose per gli Europei? “Senza dubbio Spagna, Germania e Olanda sono un gradino sopra a tutti, lo dimostrano i risultati conquistati nella fase di qualificazione e soprattutto la maniera in cui li hanno raggiunti. Sono squadre rodate che hanno raggiunto una piena maturità e possono solo confermare quanto di buono fatto vedere sinora. L’esperienza e la storia però insegnano che ai Campionati Europei bisogna arrivare ben preparati, sia sotto il profilo tecnico che mentale, quindi non darei nulla di scontato. Dietro di loro ci sono realtà che stanno pian piano crescendo e trovando una nuova dimensione come Italia e Inghilterra. Sarà un torneo molto competitivo”.
L'Italia sta ricostruendo con i giovani come successe alla Germania qualche anno fa: può la Germania essere d'esempio? Cosa copierebbe del modello tedesco?
“La Germania è un esempio virtuoso di come impostare una programmazione corretta, dal quale trarre degli spunti interessanti per perfezionare il nostro modello. Non amo copiare, amo piuttosto confrontarmi con le altre realtà e capire il loro punto di vista. Ciascun modello e ciascun Paese hanno una propria tipicità che va sempre rispettata”.
Un giocatore di una nazionale straniera che vedrebbe bene nella nostra Nazionale? Magari Xavi visto la filosofia che sta impartendo?
“Sarei banale se le rispondessi Messi o Rooney, oppure Cristiano Ronaldo. Noi abbiamo la fortuna di avere Andrea Pirlo e Gigi Buffon. Xavi è un grande interprete di un tipo di calcio verso il quale sento delle affinità, ma non lo cambierei con nessuno dei miei ragazzi”.
Capello CT dell'Inghilterra, Trapattoni CT dell'Irlanda, Zaccheroni CT del Giappone: ci dà un'opinione sui tre e sul loro lavoro? Se in futuro le proponessero un ruolo da CT di un'altra Nazionale, accetterebbe e nel caso dove le piacerebbe allenare? "Del Trap ho già detto parlando della Juve, non è un caso che stia facendo grandi cose con l’Irlanda. Capello ha avuto il merito di riuscire a plasmare le proprie squadre secondo una prospettiva diversa e costruire dei cicli vincenti e duraturi non solo a Milano, ma anche a Madrid, a Torino con la Juventus e soprattutto a Roma dove esistono condizioni ambientali molto difficili e sei sottoposto a una pressione fuori dal comune. Alberto Zaccheroni è un allenatore capace di osare, trasferire conoscenza calcistica alle proprie squadre e di sapersi rimettere in discussione: la vittoria della Coppa d’Asia è stato un risultato eccellente e per il Giappone l’inizio di una fase nuova e importante sotto il profilo della propria capacità tattica. Per quanto riguarda un eventuale futuro su una panchina di una Nazionale straniera, sinceramente non ci ho ancora pensato. Ho un compito lungo e impegnativo da portare a termine con la Nazionale italiana finalizzato alla Coppa del Mondo 2014”.
Considerando la concorrenza di Ibra, Pato e Robinho, avrebbe preferito che Cassano scegliesse un'altra squadra in cui giocare di più nella stagione degli Europei?
“L’unica cosa che mi interessa è che ciascun giocatore della Nazionale italiana possa avere una continuità di prestazione, per il resto sta a ciascuno di loro fare le proprie valutazioni e operare delle scelte nel proprio interesse”.
Cosa ne pensa del fatto che molti italiani gli applaudono l'idea di aver 'chiarito' con Balzaretti e Pazzini per il bene della Nazionale, a differenza di quanto fatto da altri colleghi in passato?
“All’interno di ogni squadra esistono delle dinamiche ben precise e condivise. Personalmente ho l’abitudine di parlare sempre chiaro ai miei ragazzi, nel rispetto delle prerogative di ciascuno dove l’allenatore ha la responsabilità di compiere determinate scelte in funzione di un progetto e di un obiettivo condiviso. La concorrenza per il posto in squadra è un aspetto caratteristico dello sport di alto livello, e chi fa parte di una realtà di questo tipo sa di doversi mettere in gioco”.
E' d'accordo che gli Azzurri ne trarrebbero vantaggio se ai giovani italiani venisse data la possibilità di giocare fin dalla giovane età nei maggiori club come succede in Spagna ad esempio?
“Certamente sì, peccato che troppo spesso la necessità di ottenere risultati a breve termine prevale sulla pazienza. Ci sono segnali interessanti in ogni caso, non solo nella Serie A ma anche nella Serie B: i club hanno capito che dalla valorizzazione dei giovani si possono trarre vantaggi significativi e nello stesso tempo si può svolgere un ruolo importante e funzionale alla crescita di tutto il sistema calcistico”. Quanto dispiace ad un CT della Nazionale italiana vedere l'Inter esordire con 14 stranieri? E' un problema questo per il movimento italiano? “C’è un aspetto importante per il nostro movimento calcistico e i nostri calciatori, ovvero che determinate scelte limitano l’opportunità di poter acquisire un’esperienza internazionale. L’Inter, che in qualche modo sta dando segnali di un cambio di tendenza in particolare nei settori giovanili, è una squadra di alto profilo e disputa con regolarità le massime competizioni UEFA. Sarebbe importante che ciò potesse avere delle ripercussioni positive sul movimento italiano in maniera più marcata. Non è un problema solo italiano, credo che si debba fare qualcosa in più sul piano internazionale per limitare questo fenomeno e trovare delle soluzioni utili per tutti”.
De Laurentiis fa spesso notizia per la sua voglia d'innovazione nel mondo nel calcio e per noi all'estero è un personaggio un po' naif, come direbbe Mourinho: a lei piace? La sua visione è bizzarra o magari solo innovativa? “Il presidente De Laurentiis è un uomo pragmatico, di altissimo livello manageriale, visto che parliamo di uno dei massimi produttori di cinema su scala internazionale, che ha intrapreso questo percorso nel calcio, a lui estraneo sino a quel momento, in maniera metodica. Il cammino sinora si è rivelato virtuoso, sia sotto il profilo tecnico che finanziario e ci sono tutte le premesse affinché il Napoli raggiunga presto i massimi livelli del calcio europeo. Non mi sembra affatto una visione bizzarra del calcio, e i risultati ottenuti in questi anni gli stanno dando ragione”.
Qual è la cosa più interessante che ha visto fino a questo momento in campionato? Una squadra, un giocatore... “C’è stato un diffuso cambio di tendenza sul piano tecnico: si cerca di produrre gioco, ci sono idee interessanti che nel medio periodo daranno i frutti sul piano della qualità e dello spettacolo. Juventus e Napoli mi sembra siano partite con le idee chiare e nel modo giusto per potersi candidare alla vittoria del titolo e contenderlo alle due milanesi, superata questa fase iniziale torneranno a dire la loro. Attenzione a Udinese, squadra ben rodata e che ha dimostrato di possedere un sistema di gioco che prescinde dagli interpreti, e a Lazio e Roma dotate di un potenziale straordinario”.