Author Topic: La settimana dei viola verso Cesena: domani la ripresa  (Read 5669 times)

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Di seguito il programma degli allenamenti della prima squadra dal 10 Ottobre al 15 Ottobre:
 
Lunedì 10 Ottobre
Riposo
 
Martedì 11 Ottobre
Ore 14.30 – Allenamento a porte chiuse
 
Mercoledì 12 Ottobre
Ore 10.00 – Allenamento a porte chiuse
Ore 14.00 – Allenamento a porte chiuse
 
Giovedì 13 Ottobre
Ore 12.00 – Allenamento a porte chiuse
 
Venerdì 14 Ottobre
Ore 11.30 – Allenamento a porte chiuse
 
Sabato 15 Ottobre
Ore 11.30 – Allenamento a porte chiuse
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La Fiorentina rilancia: la Primavera in B. Ma le reazioni...

Una «seconda» squadra da far giocare nei campionati di Serie B oppure in Lega Pro con l’intento di dare spazio ai giovani e farli crescere in un ambiente «controllato» dalle stesse società di Serie A. La proposta che a fine settembre è stata lanciata da Pantaleo Corvino (insieme al Milan e alla Juventus) nel corso di un incontro tenutosi a Coverciano tra le società di Serie A e B e il coordinatore delle Nazionali giovanili Arrigo Sacchi, continua a far parlare. Il «modello spagnolo», che proprio nelle «cantere» ha il suo punto di forza (primo fra tutti il Barcellona), secondo il ds viola dovrebbe essere il vero punto di riferimento per la rinascita del calcio italiano, che ogni anno fa incetta di giocatori stranieri senza però esaltare i talenti nostrani. Per esempio nella scorsa stagione la Serie A ha conquistato un primato a dir poco contraddittorio: l’età media più bassa (23,6 anni) ma tra i giocatori «importati».

Numeri che si riflettono anche sulle Nazionali minori, per una mancanza di ricambio che comincia a preoccupare. Lo stesso Arrigo Sacchi, che nel corso dell’incontro di Coverciano si era detto favorevole alla «mozione Corvino», dal ritiro della Under 21 analizza, con tono amaro, la difficile situazione che sta vivendo il calcio italiano: «La premessa, da cui non possiamo prescindere, è che il nostro Paese non è per giovani, e non parlo solo di calcio. Siamo abituati a investire troppo poco su di loro. In più c’è troppa fretta, e per questo le società preferiscono puntare sugli "anziani" che però costano di più, che spesso sono più infortunati e che sono anche più difficili da gestire. Questo avviene anche a causa della mancanza di conoscenza di dirigenti e allenatori che preferiscono andare "sull’usato sicuro". Ci sono vere e proprie lacune tra i nostri dirigenti che vengono colmate preferendo giocatori già strutturati. L’Italia fa fatica a rinnovarsi, è una Paese antico che ama l’antichità e in questo modo non siamo in grado di guardare al futuro». Il parallelo con la Spagna, in effetti, appare impietoso. E i motivi, per Sacchi, sono sia economici che culturali: «In Spagna le società investono il 7-10% del loro bilancio sui vivai, in Italia siamo fermi all’1%. Da loro se una squadra non gioca bene ma vince, soprattutto quando si parla di giovani, non è apprezzata. Da noi la prima cosa che chiedono dirigenti agli allenatori è il risultato. È la mentalità che va cambiata e tutto questo non aiuta la crescita dei giovani. Abbiamo ancora molto da pedalare e da imparare, ma tutti devono capire che senza ricambi il calcio finirà. C’è poi la questione dell’aggiornamento: all’estero si fanno i corsi per i dirigenti e gli allenatori continuamente, qui da noi praticamente non esistono».

Ma l’ipotesi di riforma avanzata da Corvino, ha raccolto invece, per ora, risposte negative dalle categorie minori. Come quella di Andrea Abodi, presidente della Lega B: «Dobbiamo difendere la dimensione sportiva che tenga conto della storia del calcio delle nostre città. Aprire alle squadre "B" dei grandi club vuol dire fare un passo indietro in tale senso». Sulla stessa linea anche il presidente della Lega Pro, Mario Macalli (fin dai tempi della Florentia Viola non proprio amico del club dei Della Valle) che a caldo definì una «follia» l’idea di Corvino, salvo poi spiegarsi meglio in un’intervista alla Gazzetta: «Siamo contrari perché è fatta da chi non conosce la storia d’Italia che è nata intorno ai campanili e che vive dell’adrenalina che proprio il campanilismo alimenta. Proporre gare tra squadre B di Serie A e le nostre società non avrebbe alcuna attrattiva. Noi invece siamo pronti a far cambiare la regola che un club di serie A non possa avere anche una società di Lega Pro».

Una soluzione che pare però difficilmente praticabile, con le società già in difficoltà nel gestire solo i club di serie A. Anche perché non verrebbero, per esempio, risolti i problemi strutturali, a partire dagli impianti di allenamento. «La speranza — chiude Sacchi — per un futuro migliore delle nostre Nazionali resta nei club. Ma deve cambiare la mentalità e la cultura del lavoro». E credere di più nei giovani, visto che, lo scorso anno, anche il campionato Primavera ha visto il 30% di giocatori impiegati avevano almeno 18 anni, un’età che all’estero (e non solo nelle serie minori) viene già considerata da prima squadra.
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Ballardini scommette: ''Jovetic sarà decisivo a Cesena''

"La classifica del Cesena non deve ingannare perché, a differenza delle cosiddette provinciali, i romagnoli cercano sempre il risultato attraverso il gioco, e sono stati spesso sfortunati a non riuscire a cogliere il successo pieno - ha detto, ospite ai microfoni di Radio Rosa, Davide Ballardini -. Ci sono tante ottime individualità nella squadra di Giampaolo, a cominciare dal centrocampo, dove sia Candreva che Parolo credo siano alla stagione della definitiva consacrazione, e poi è ovvio che molto ci si attenderà da Mutu, che sono sicuro farà una grande partita. Anche se però, se devo fare il nome di un giocatore che potrà essere decisivo, faccio quello di Jovetic. Il montenegrino mi piaceva fin da prima del suo infortunio la scorsa estate, ed ha già colpi da campione. Non sta a me dire se farà coppia con Santiago Silva, per adesso mi sembra che l'intesa funzioni bene soprattutto con Cerci. Per l'impiego di quest'ultimo in Nazionale, ha risposto bene Prandelli, quando ha detto che in Nazionale non ci sono ali. L'ex romanista deve fare una stagione importante, perché non bastano poche partite per guadagnarsi una chiamata in azzurro".
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Mandorlini: ''Montolivo ha personalità. Cerci da nazionale''

Intervenuto ai microfoni di Radio Blu, il tecnico del Verona Andrea Mandorlini ha parlato anche di Fiorentina e in particolare di Montolivo, giocatore da lui lanciato in prima squadra ai tempi dell'Atalanta: "Riccardo è un bravissimo ragazzo e un grande giocatore, ha fatto una scelta legittima di non rinnovare per andare a fare esperienza altrove. Credo che possa essere ancora utile alla Fiorentina in questa stagione e che abbia la personalità per esprimersi anche in un contesto non facile e in un ambiente a lui ostile. Cerci? Mi è sempre piaciuto e se fossi stato Prandelli in questo momento l'avrei convocato. Mi piacerebbe poterlo allenare un giorno".
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Trasferta a Cesena e Tdt: chiarimento per i tifosi

In seguito alle richieste di chiarimento pervenute anche alla nostra redazione, relative alle possibilità di acquisto dei titoli d'accesso necessari per assistere a Cesena-Fiorentina da parte di tifosi non in possesso della "Tessera del Tifoso", ribadiamo le direttive in merito:

I tifosi residenti in Toscana possono acquistare i biglietti del Settore Ospiti (Curva Nord - gradinata Superiore) al costo di € 20,00 + 2,00 di diritti di prevendita , solo con Tessera del Tifoso.

I tifosi non residenti in Toscana possono acquistare i biglietti nella Curva Ferrovia Inferiore (Curva Nord – gradinata inferiore) anche senza Tessera del Tifoso, il cui costo consiste in € 24,00 + 2,00 di diritti di prevendita; in questo settore, ai minori di anni 14, è riservata una terza tariffa, consistente in € 10  + 2,00 di diritti di prevendita.
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Antonioli rientra con la Fiorentina. Per un altro record

Rieccolo, smanioso più che mai di ributtarsi nella mischia, di dare una mano al suo amato Cesena, di ri­mettersi ancora una volta in discussio­ne. Domenica con la Fiorentina, il boc­cheggiante gruppo di Giampaolo ritro­verà finalmente uno dei suoi grandi pezzi da novanta, l'immortale e inimita­bile Francesco Antonioli.

Il portiere brian­zolo ha rimediato uno stiramento al polpaccio poco più di un mese fa, in al­lenamento. Proprio a pochi giorni dal­lo start del campionato. (...) Ecco perché, in casa bianconera, sono tutti felici per questo rientro eccellente che si consumerà uf­ficialmente domenica prossima al 'Ma­nuzzi' con la Fiorentina.
Nato a Monza il 14 settembre del 1969, Antonioli fra sei giorni con la Fiorentina taglierà tra l'altro un traguardo importante. Con quarantadue anni, un mese e due giorni sulle spalle supererà infatti il romagnolo doc Alberto Fontana diven­tando così il secondo giocatore più longevo di sempre del calcio italiano dopo l'emiliano Marco Ballotta (che, l' 11 maggio 2008, nel corso di un Lazio-Ge­noa fece la sua ultima apparizione in serie A alla veneranda età di 44 anni e 38 giorni).
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Brasile, Julio Cesar ko: Neto resta comunque a guardare

Non basta l'infortunio di Julio Cesar a Neto per ottenere la prima presenza da titolare con la maglia del Brasile. Il portiere della Fiorentina, chiamato dal Ct della Seleçao Menezes per la doppia sfida di qualificazione ai prossimi Mondiali 2014, guarderà infatti dalla panchina - salvo sorprese - la gara di domani sera contro il Messico. Nonostante l'assenza dell'interista, fermato da un problema muscolare. Il titolare della porta verdeoro sarà Jefferson, estremo difensore 28enne del Botafogo.
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Mihajlovic e il tour de force: ora servono le riserve

Le quattro partite in 14 giorni che aspettano la Fiorentina al rientro costringono Sinisa Mihajlovic a programmare bene l'utilizzo dei suoi uomini. Avrà bisogno di tante forze fresche, ed è per questo che, come riporta il Corriere dello Sport, dovrà far buon uso di tutti coloro che fino ad ora hanno giocato poco. Gente come Kharja, Munari, Lazzari e Romulo, che in questo momento diventano fondamentali, o come Cassani, che malgrado tutto è stato titolare solo due volte, o addirittura Nastasic e Kroldrup, che nelle prossime uscite potrebbero guadagnarsi una chance da titolare.
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