Prandelli, piccolo è bello. E per i Gilardino c'è poco spazio
Il merito è di Messi. Uno che chiamano La Pulce, perché è piccolo così. Eppure fa magie, da centravanti. Là davanti, sì, tra i colossi della difesa, e non è una bestemmia calcistica. Il Barcellona insegna, e i trofei si moltiplicano e fanno allungare le mensole del Camp Nou. Prandelli ha recepito il messaggio. Subito. Buoni tutti a lanciare il pallone lungo al centravanti palestrato - ha spiegato pur in maniera più soft, ma il concetto era quello - a Coverciano nella conferenza stampa dopo la Serbia. Quella è la soluzione d’emergenza, che non necessita neanche di tante prove. Invece giocare con gli attaccanti mignon, quello sì che è un valore aggiunto, una chiave tattica per favorire il possesso palla, se gli attaccanti in questione hanno i piedi buoni di Cassano, Rossi e Giovinco, e non dare riferimenti ai difensori avversari. Giovinco, dunque. E’ lui il nome nuovo di stasera, quando dalle 20.45 allo stadio Adriatico la Nazionale affronterà l’Irlanda del Nord in una gara che vale nulla come risultato, ma parecchio per molti azzurri, che sgomitano per prenotare un posto tra i 23 che il prossimo giugno giocheranno l’Europeo tra Polonia e Ucraina.
PICCOLO E’ BELLO — Giovinco è alto 164 cm, Cassano 175 cm. Nessuno dei due è una prima punta: la Formica Atomica ha giocato da trequartista o da esterno sinistro avanzato per buona parte della sua ancor giovane carriera, il barese è seconda punta naturale, portata più per l’assist che per la conclusione personale: nessuno dei due è uomo da 20 gol a stagione. E però stasera faranno coppia in attacco, in azzurro. Perché nel modulo di Prandelli, in cui la chiave, nonché il punto di forza è il centrocampo, che comanda il gioco e permette ai centrocampisti di inserirsi in avanti (considerando solo le gare da questa estate: con la Spagna sono arrivati i gol di Montolivo e Aquilani, con la Serbia di Marchisio), attaccanti così aprono gli spazi e offrono sponde e passaggi illuminati per chi si butta negli spazi partendo da dietro.
MESSI, MA NON SOLO — Già, perché il capocannoniere di Serie A delle ultime due stagioni è stato Antonio Di Natale, con Guidolin diventato centravanti dell’Udinese, pur tascabile, con i suoi 170 cm di altezza, eppure inarrestabile sottoporta rispettivamente con 29 e 28 gol in campionato. E nella Roma di Luis Enrique, uno che Messi lo conosce bene, è scuola Barcellona, c’è Bojan che con i suoi 170 cm partendo dalla fascia sfrutta i movimenti di Totti, che "si abbassa", per trasformarsi in prima punta. Insomma, Giovinco di esempi fonte di ispirazione ne ha parecchi: stasera a Pescara proverà ed emularli: l’obiettivo è il primo gol azzurro. Per "uno che può scalare montagne" - parole e musica di Prandelli - la prima vetta da raggiungere nella sua avventura azzurra.